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Rossano, il calcio cittadino può ripartire dalla solidarietà. E gli amanti della Rossanese sognano…

di SERAFINO CARUSO

12244377_10207857395583128_5211353449938464081_oRicorderemo per sempre questa data: 13 novembre 2015. Per qualcosa di bello. Così come quella del 12 agosto 2015, per qualcosa di meno bello. In tre mesi Rossano ha avuto la capacità di rialzarsi, seppur tante sono ancora le ferite che il territorio si porta dietro a causa di quella terribile alluvione. Ma la voglia e la capacità di rialzarsi l’abbiamo voluta. Cercata e voluta. Ed il 13 novembre Rossano, grazie ad un’idea nata nei giorni seguenti al 12 agosto sulla spiaggia, ha accolto la Serie A di calcio. Il Chievo Verona. Arrivato a Rossano per giocare l’amichevole delle amichevoli. Una partita di solidarietà per quanto successo in quel nefasto mercoledì d’agosto. Rivedere gli spalti dello stadio “Stefano Rizzo” gremiti di famiglie, di sportivi, di bambini delle tante scuole calcio invitate, ha fatto bene ai nostri cuori. Che sul calcio hanno patito molte batoste. Tante delusioni. L’amichevole tra Chievo Verona e la Rappresentativa Rossano-Corigliano ha centrato in pieno il suo obiettivo: raccogliere fondi da donare a chi ha subito danni, ma anche a chi soffre ed a chi lavora per la gente quando accadono certe tragedie. Per tutto questo dobbiamo, anzi vogliamo dire grazie soprattutto al nostro editore: l’avvocato Vincenzo La Pietra. Da lui è partita la proposta. Accolta subito con grande entusiasmo dal Questore di Terni, il dott. Carmine Belfiore, rossanese attaccatissimo alla sua città. Così come Luigi Le Fosse, suo amico fidato. Che collabora con la dottoressa Lucia Morselli, azionista del Chievo Verona. Dalla proposta un giro di telefonate e subito è partita la macchina organizzativa. La Morselli è anche azionista del Chievo Verona ed amica del Presidente Luca Campedelli. Che con la sua grande passione ed il suo grande spessore umano ha accettato l’idea dell’amichevole. “Al primo “spazio” libero in campionato verremo giù ad onorare l’impegno”, ha detto Campedelli. E così è stato. A Rossano, per la gara amichevole, è arrivato anche il grande Mogol. Anche lui ternano. Anche lui non ha voluto mancare alla grande festa. Tanti, tantissimi bambini felici di vedere giocare sul terreno dello “Stefano Rizzo” giocatori che vedono ogni domenica sul grande schermo: Paloschi, Pellissier, Dainelli, Pinzi, Meggiorini, Pepe e tutti gli altri. Il gol più importante, la vittoria più bella è stata la grandissima accoglienza ed il grande calore della gente di Calabria a chi ha voluto fare un regalo bellissimo (e niente affatto scontato) a questa città ed a questo territorio ferito. Un incasso di circa 10000 euro a cui sono stati aggiunti 1500 euro dalla filiale di Rossano della Banca Popolare dell’Emilia Romagna. Il tutto verrà utilizzato per comprare un Posto medico avanzato (Pma) per la sede di Rossano della Croce Rossa Italiana e l’altra parte sarà devoluta all’Associazione “Vincenzino Filippelli” di Rossano, che da anni si adopera per stare accanto, in ogni modo e con ogni mezzo, ai bambini malati di tumore ed ai loro familiari. Inoltre, l’Eco dello Jonio dell’inesauribile Vincenzo La Pietra ha contribuito con altri 3000 euro che saranno devoluti, attraverso i servizi sociali del Comune di Rossano, a tutte quelle famiglie bisognose che in occasione della calamità di agosto hanno subito perdite materiali e danni. Una vittoria dello sport, una vittoria della gente, una vittoria della solidarietà. L’entusiasmo, dicevamo, è ritornato sugli spalti dello “Stefano Rizzo”.

Tra i tifosi di calcio. Tra gli “aficionados” tifosi della Rossanese. Che adesso sognano. Anche perché la Famiglia La Pietra è seriamente intenzionata a far ritornare il calcio che conta in città. Le basi ci sono. I contatti che contano anche. Qualche imprenditore serio che vuole contribuire, alla pari, a far rinascere la Rossanese c’è anche. Già nei primi anni ’90 il patron Pasquale La Pietra prese l’impegno di fare grande la Rossanese. E ci riuscì. Perché fu il collante di una Società forte, seria, ben costruita. Senza farfalloni. Ed è questo il punto: adesso si vuole costruire una Rossanese con persone serie. Che vogliono fare calcio come si deve. Senza le manfrine a cui, purtroppo, siamo stati costretti ad assistere negli ultimi anni. La gara con il Chievo Verona è servita anche a questo, possiamo dire. A far rinascere l’entusiasmo.

 

 

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3 commenti

  1. Luigi Pirillo

    E’ una tristezza vedere come il calcio è ridotto nella nostra Città!

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