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Rossano, il benvenuto al vice Prefetto. Le questioni scottanti

di MATTEO LAURIA

INSEDIAMENTO COMMISSARIO-241115 (2)Al nuovo commissario prefettizio Aldo Lombardo giunga il più cordiale benvenuto nella città di Rossano da parte di tutta la redazione de L’ECO DELLO JONIO e della SOCIETA’ EDITORIALE di riferimento.
Oggi uno dei più importanti centri della provincia di Cosenza non vive un momento esaltante per le note ragioni politico/sociali che la caratterizzano. Alle notizie confortanti come il riconoscimento del Codex quale sito UNESCO, seguono la mancanza di un organismo politico alla guida della città nonché la innumerevole sequela di problematiche rimaste irrisolte.
L’excursus del Commissario Lombardo rappresenta un ottimo indicatore per ciò che attiene la professionalità di una figura voluta dal Ministero dell’Interno che ha già guidato città complesse soggette a infiltrazioni mafiose. A lui lo Stato riconosce ampi poteri: ordinari e straordinari, supplisce dunque alle competenze attribuite al sindaco, alla giunta e consiglio comunale. Un bene o un male?
La città vive un momento difficile dove occorre decidere. Le posizioni ibride non portano a nulla.
La questione del Tribunale di Rossano è tra queste.
Tra l’altro il Ministero dell’Interno da cui dipende il dott. Lombardo è retto dal vice primo ministro Angelino Alfano che proprio sul Palazzo di Giustizia aveva assunto impegni diretti con dichiarazioni specifiche.
Disse in campagna elettorale: «Uno dei primi provvedimenti che attueremo sarà la riapertura del Tribunale di Rossano».
Ne è passata di acqua sotto i ponti, quella esternazione è caduta nel vuoto, almeno fino a questo momento.
Altri temi non meno importanti: la vertenza della centrale Enel, la riorganizzazione dei servizi sanitari nell’ambito dell’ospedale spoke Corigliano-Rossano, la fusione dei comuni, la grave situazione territoriale dopo l’alluvione dell’agosto scorso, la problematica del dissesto idrogeologico i cui effetti determinano frane e smottamenti, il prosieguo delle attività lungo la costa con la esecuzione dei lavori del lungomare di Lido Sant’Angelo che rischia la paralisi, la problematica che vive il mondo dei precari e degli ex Lsu /Lpu, la fase preparatoria e di gestione che riguarda un momento storico della città, ossia, il riconoscimento dell’Unesco a patrimonio dell’umanità del Codex. L’elenco è lungo e la responsabilità è alta.
È per queste ragioni che ci permettiamo di confidare fiducia in una personalità che ha dimostrato in passato di dare risposte efficienti ed efficaci, anche attraverso il dialogo e il confronto con tutte le parti sociali intese nell’accezione più ampia.
Nel privilegiare momenti di confronto con i partiti, i movimenti, le associazioni di categoria, professionisti, artigiani, imprenditori, organizzazioni sindacali.
E soprattutto nei rapporti con il mondo dell’informazione.
Spesso i commissari prefettizi mantengono un rapporto di chiusura nei confronti della stampa per ragioni spesso attribuibili a un eccesso di prudenza.
È per tutte queste ragioni che formuliamo gli auguri di buon lavoro al nuovo Commissario Lombardo.

S’insedia il Commissario Lombardo
Un mastino dell’antimafia

Arriva a Rossano un uomo di Stato, voluto dal ministero dell’Interno, quel dicastero per intenderci che analizza e decide se un ente è passibile di scioglimento degli organismi ordinari per condizionamento mafioso.
Una figura, quella del commissario prefettizio Aldo Lombardo,  designata in molti comuni sciolti per mafia. Insomma quasi un mastino dell’antimafia. Perché? Una coincidenza o altro? Il dubbio è più che legittimo. Lontano dal prestarci a ogni insinuazione, la distrettuale antimafia ebbe modo di sfiorare il Palazzo di Città in alcune inchieste anche importanti.
E sappiamo anche, di un certo “via vai” dagli uffici comunali di uomini in divisa che puntualmente scandagliano scaffali scottanti. Sui contenuti, ovviamente, viene mantenuto il più assoluto riserbo. Il commissario Lombardo dall’affiorante sorriso amicale è impegnato su diversi fronti.
Una delle pratiche recentemente discusse riguarda l’assegnazione di somme urgenze per quanto attiene i lavori del post-alluvione, con fatturazioni alcune da capogiro e non rientranti tra l’altro nelle somme urgenze, così come determinate forze politiche hanno denunciato in Consiglio comunale. Sul punto l’ex sindaco Giuseppe Antoniotti ha chiarito che ogni passaggio è stato filtrato per il tramite di organismi prefettizi. A parte la questione di merito, molte zone grigie rimangono da chiarire.

Resta da capire se il commissario Lombardo intenderà metterci il naso o se, al contrario, andrà avanti spedito per la soluzione delle necessità impellenti che interessano la città. D’altronde la società di oggi presenta ampi strati di vulnerabilità: cresce la diffidenza tra gli individui, ognuno si guarda la mano come può. Un esempio su tutti: le recenti registrazioni captate, non è chiaro come, che riproducono le dichiarazioni attribuite al segretario comunale di Corigliano Calabro nelle quali dai contenuti emerge un giudizio non certo positivo nei confronti dell’ex commissione antimafia.  Un grave corto circuito sui cui effetti è caduto un assoluto silenzio.

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