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Rossano, Giuseppe Antoniotti: “Ok a polo chirurgico ma anche con ostetricia”

COMUNICATO STAMPA

antoniottiSulla Sanità nel territorio della Sibaritide e, soprattutto, sull’ormai prossima riorganizzazione dello Spoke di Rossano-Corigliano, è necessario che continui ad esserci un’interlocuzione seria, attenta ed integerrima con la Regione. Affinché si chiariscano nel migliore dei modi le esigenze di un comprensorio che, da tempo, soffre un deficit nell’erogazione dei servizi basilari socio-assistenziali. Bene ha fatto il Viceprefetto Lombardo – che ringrazio per aver preso subito a cuore una delle questioni più delicate e attuali che attanagliano la nostra Città insieme a quella relativa all’attuazione dei piani di messa in sicurezza post-alluvione – ad aver chiesto un incontro con il Commissario Scura per precisare e tenere la riga diritta, senza soprese dell’ultima ora, in merito a quanto era già stato deliberato dal Consiglio comunale nell’ottobre scorso. E che dunque si proceda verso una funzionalizzazione dei due ospedali sulla scorta delle loro caratteristiche, concentrando su Rossano l’intero polo chirurgico. Con annessa l’unità operativa di Ostetricia, che è naturalmente inserita in quelli che sono i cosiddetti reparti caldi.

Lo dice Giuseppe Antoniotti che, seppur non più nella veste di Sindaco, continua a tenere alta l’attenzione sulle questioni della Città e del territorio, sostenendo le giuste battaglie che si stanno compiendo e che dovranno continuare ad essere combattute soprattutto nelle appropriate sedi istituzionali.

Credo che la soluzione alle tante problematiche che attanagliano da tempo la nostra Città – dice l’ex Sindaco – subite dal precedente Governo cittadino e che in merito non ha nessuna colpa se non quella di aver dovuto affrontare una contingenza storica catastrofica, debbano essere valutate e ricercate all’interno dell’apparato amministrativo regionale e nazionale. È così per il Tribunale, ma è anche così per la gestione emergenziale post alluvione e per la Sanità. A proposito, sto seguendo con estremo interesse l’attività del Commissario prefettizio che, cogliendo anche le mie perplessità e preoccupazioni nel corso dell’incontro istituzionale avvenuto qualche giorno fa, si è subito attivato per affrontare tali questioni. Sulla riorganizzazione dello Spoke Rossano-Corigliano – aggiunge Antoniotti – bisognerà continuare a vigilare. Non bastano, infatti, le rassicurazioni in merito al trasferimento dei reparti di Chirurgia e Nefrologia presso il nosocomio di Corigliano. Che sembrerebbe scongiurato. Il Commissario Scura, infatti, nella redazione del piano di riordino pare abbia confermato l’intenzione di assegnare a Rossano, per le sue più favorevoli condizioni logistiche, l’intero blocco dell’emergenza con i rispettivi reparti per il trattamento delle acuzie e a Corigliano il blocco di Medicina e la lungodegenza. Se così fosse, allora, bisognerà battersi affinché l’intero polo chirurgico, senza alcuna eccezione, sia insediato al Giannettasio. Compreso il reparto di Ostetricia. Che invece, stando a quanto previsto dal piano, pare rimarrebbe a Corigliano. E ciò è inammissibile. Del resto, su questo, parlano chiaro anche le delibere consiliari approvate all’unanimità dall’Assemblea civica di Rossano. Ma anche di Corigliano, dove si precisa, a ragion veduta, che l’Ostetricia al Compagna non avrebbe senso in assenza del blocco chirurgico. Non è, quindi, una questione di campanile – scandisce Antoniotti – ma di opportunità, dal momento che l’ospedale di Rossano, appunto, è stato individuato come polo chirurgico. Come si potrà, infatti, far fronte a tutte le emergenze intra-partum se – si chiede l’ex Sindaco – tutto il blocco chirurgico e quindi le sale operatorie, il centro trasfusionale e l’eliporto sono a Rossano? Quale medico si sottoporrà a tali rischi? E, soprattutto, come si può non considerare un aspetto così evidente a tutela della vita delle partorienti? Ed è su questo che mi stavo battendo da sindaco e che continuerò a fare con lo stesso vigore, anche ora, da cittadino tra i cittadini. È opportuno, allora, che il Commissario Scura riveda un po’ all’interno delle sue carte e faccia chiarezza. Senza rischiare di creare – conclude – una condizione di disagio diffuso che alla fine produrrà la solita ed ormai tristemente nota catena di disservizi.

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