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Rossano, Flavio Stasi: da mina vagante a concreta possibilità

di SERAFINO CARUSO

stasiÈ stato tra quelli che al momento della proposta di ritiro delle candidature per dare un segnale forte al Governo su tutti gli scippi perpetrati a danno del territorio, ha detto: «Sì, ci sono». Ma a patto, ha ribadito subito, che ci stiano anche tutti gli altri. Flavio Stasi, candidato alla guida della città di Rossano con la colazione #RossanoPulita. «Io ho sempre detto di essere disponibile a questa eventualità. Purché ci sia reale compattezza e lealtà da parte di tutti. Parliamone, in maniera riservata, noi candidati e promotori della proposta. E, se tutti d’accordo, sarò d’accordo anche io».
Sin da giovanissimo si interessa di politica. Flavio Stasi, trentatré anni, ingegnere, la candidatura a Sindaco per la sua città, Rossano, l’ha costruita nel tempo. Con battaglie sul campo: per una sanità migliore, per una gestione ottimale dei rifiuti, contro la soppressione dei treni a lunga percorrenza, contro la chiusura del Tribunale di Rossano. Dopo gli anni universitari, in cui ha portato avanti lotte, anche a livello nazionale, contro la ’ndrangheta e contro il commissariamento dei rifiuti in Calabria (uno scempio costato decine di milioni di euro ai calabresi, senza risolvere un bel nulla), torna a vivere stabilmente a Rossano. Dove fonda insieme ad altri l’associazione “Terra e Popolo”. Nasce lì la sua candidatura a Sindaco. Formalizzata oggi con la coalizione #RossanoPulita.
Il 15 settembre 2012 è uno dei promotori de “La presa del Treno Perduto”, organizzata da Terra e Popolo nella stazione di Rossano per denunciare la soppressione di tutti i treni a lunga percorrenza (i vari Crotone-Milano, Crotone-Torino e Crotone-Roma) e il mancato rispetto del diritto alla mobilità per i cittadini della Sibaritide. Verrà denunciato, in seguito a quella manifestazione, per “interruzione di pubblico servizio”. Flavio Stasi, una delle 14 persone rinviate a giudizio, dichiarerà successivamente: «Se in questa terra c’è qualcuno che ha interrotto un servizio, questo qualcuno è chi continua a tagliare le corse dei treni isolando intere comunità e negando il diritto alla mobilità».
Adesso, lo vediamo impegnato durante la discesa nell’arena politica. La sua sfida ai “big” parte da quella che lui stesso definisce una “nuova visione collettiva”. Una nuova consapevolezza, cioè, di ciò che abbiamo, di ciò che siamo e di ciò che questa terra può diventare. Senza piangerci addosso. Ma avvalendoci dell’onestà, della legalità, della trasparenza. Della competenza. Tutte qualità che non mancano al giovane Flavio Stasi. E che vuole mettere al servizio della sua città, del suo territorio. Partendo, innanzitutto, da una rivisitazione del rapporto con l’Unione Europea e dalla possibilità, per i prossimi anni, di utilizzare, davvero e perbene, i fondi che la stessa mette a disposizione della nostra collettività.
«Serve mettere mano all’apparato burocratico – dice Flavio Stasi, venuto a trovarci in redazione per parlare del suo progetto politico per Rossano – e all’Ufficio Europa. Che va potenziato. Deve essere l’Ufficio attorno a cui far ruotare tutta la macchina amministrativa. In tempi di forte ristrettezza economica, abbiamo bisogno di fondi. E l’Europa è l’unica strada da percorrere. Vogliamo potenziare l’Ufficio Europa, in maniera tale che funga da sportello pubblico per le attività produttive e dia un supporto reale a quei giovani che vogliono avviare dei progetti con l’ausilio dei fondi europei».
Da questa premessa, si sviluppa tutto il programma politico-amministrativo per Rossano. Con interventi su tutto il territorio per le opere di urbanizzazione primaria. Servizio acqua potabile, in primis. Non è concepibile che ancora oggi, soprattutto nel centro storico, vi siano zone dove per quasi tutta la giornata manca l’acqua. Centro storico, appunto: su di esso, #RossanoPulita crede in maniera concreta. Con il recupero dei palazzi storici, attraverso un’azione amministrativa che non risenta di paure o resistenze. E attraverso l’utilizzo dei fondi europei.

Garantire i servizi essenziali ai cittadini, investire sul terzo settore per la gestione del patrimonio culturale, storico-architettonico, ambientale e urbanistico del territorio: «Puntiamo sulla cultura. A luglio ritorna in città il Codex. Dobbiamo essere pronti a gestire l’evento con sguardo lungimirante. Ponendo le basi per uno sviluppo che faccia crescere la città. Per anni, in questo territorio, si è puntato solo sull’Enel. Senza capire che anche il turismo, programmato in maniera seria e responsabile, e la cultura sono vere e proprie industrie di benessere. Ecco: priorità all’industria della cultura. Che non ha alcun impatto ambientale».
Stessa cosa per l’agricoltura, su cui si vuole puntare istituendo anche un apposito assessorato. Poi il mare e la montagna. Le contrade. Tutto deve essere al centro. «Il Piano Spiaggia va rimodulato. Integrato con un serio Piano di trasporto urbano. Una funzionale programmazione urbanistica per lo sviluppo sostenibile della nostra costa e del nostro mare. Da cui procurarsi eventuali fonti di finanziamento per le casse comunali».
Le idee non mancano. Tutto dipende da come si vogliono attuare e con quali mezzi. Soprattutto umani.
In questa fase amministrativa, Rossano avrà bisogno di freschezza giovanile, senz’altro. Ma anche di concretezza e di sapienza.
Come dicevamo, di competenza.

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