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Rossano: fabbisogno personale, legge impone programmazione

rossanoPersonale, l’assessore al ramo del comune di Rossano Dora Mauro interviene a censura delle polemiche generatesi nei giorni scorsi sull’argomento. Originatesi – a detta della Mauro – sulla base di imprecisioni da parte dei media che, lungi dal dimostrare cautela, spesso veicolano notizie “viziate da palesi e fuorvianti inesattezze. Le pubbliche amministrazioni – si legge nella nota – sono tenute, per obbligo di legge e non in base a valutazioni discrezionali e politiche, ad una seria programmazione su base annuale e triennale; riferita al fabbisogno del personale, che è concetto più flessibile rispetto alle dotazioni organiche. La copertura dei posti nel tempo, deve tener conto, responsabilmente, da una parte delle esigenze di servizio; e, dall’altra, della reale possibilità di rispettare le norme limitative, sia sotto il profilo giuridico che finanziario.

Occorre tenere conto, giusto per fare qualche esempio che lo sblocco del turnover impone termini inderogabili per la copertura dei posti liberati tempo per tempo. In concreto, per la copertura dei posti cessati nel 2014 bisogna procedere all’assunzione entro il 31 dicembre prossimo. Altrimenti – scandisce – quella quota è destinata a perdersi definitivamente. Vi è chi può assumersi una responsabilità di questo tipo? Sicuramente – va avanti l’assessore – non possono essere consentite interpretazioni del tutto lontane dalla realtà. Come talune lette in questi giorni e che coinvolgono giudizi su inesistenti comportamenti delle amministrazioni locali.

ROSSANO, MAURO: ATTO CHE ALIMENTA QUALUNQUISMO E POPULISMO BECERO

Eppure non sarebbe difficile evitare di disinformare su temi e materie così complesse e disciplinate dal legislatore come il personale: basta andare alla fonte, alle norme o esigere approfondimenti e chiarimenti! Non è corretto, infatti, affermare – sottolinea l’assessore – che la validità delle graduatorie dei concorsi viene prorogata con delibere delle giunte comunali. Essa è invece riconducibile alle leggi dello stato che impongono, nel rispetto dei principi della cosiddetta spending review, l’obbligo del loro scorrimento in caso di nuove assunzioni. Nessuna scelta da parte delle amministrazioni, quindi, ma applicazione di ciò che la legge prevede ed impone. Non solo.

Prima ancora vi è l’obbligo della mobilità su base nazionale, che se dovesse avere esito positivo nemmeno consentirebbe lo scorrimento delle graduatorie valide. Sono, questi, gli ineludibili e vincolanti paletti entro cui si muove l’azione amministrativa, di fronte ai quali ipotizzare polemiche e diversità di vedute lascia il tempo che trova. Alludere, infine, alla gestione dei concorsi da parte dei vertici politici, anche se non riguarda questa amministrazione, è scorretto e gratuito perché essa afferisce alla esclusiva responsabilità della burocrazia. Soprattutto, ciò è offensivo – conclude la Mauro – per la dignità di quanti vi hanno partecipato, con successo o senza. È un inutile atto che alimenta il qualunquismo ed il populismo più becero.

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