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Rossano e la Calabria: i riti pasquali tra tradizione e fede

DI SAMANTHA TARANTINO

riti pasquali

Settimana Santa – foto di Francesco Sapia

Le festività pasquali racchiudono da sempre l’essenza della tradizione popolare. Molto più sentite rispetto a quelle natalizie, forse un po’ troppo commerciali. Ed in effetti, ogni Regione italiana riserva alla triade pasquale, storia, cultura e fede. Particolarmente sentita la Pasqua nel nostro sud, che racchiude nei giorni del giovedì e del venerdì santo, il culmine del sentimento popolare. E’ il vero“Mistero Pasquale” il senso di un culto molto forte e che forse ha origine tra il XV e XVI secolo. E’la Passione. Un sentimento molto sentito nelle terre latine(Spagna) e nel meridione italiano.

RITI PASQUALI:  LA CALABRIA E LE SUE TRADIZIONI

In Calabria sono tante le espressioni per rappresentare la Passione di Cristo. Le province di Vibo Valentia e Reggio raccontano la loro “Affruntata”,vale a dire l’incontro tra le statue di Maria vestita di nero, di Giovanni e di Gesù. Le statue lentamente si avvicinano e poi si allontanano rappresentando il momento della resurrezione di Cristo.  A Cassano poi particolare è il suono delle “Buccine”, sottili strumenti a fiato e le “Troccole”, che ad esempio trova similitudini nelle “toccte” rossanesi, strumenti popolari in legno. Le troccole seguono la sfilata delle verginedde, bambine in tunica guidate da una donna vestita di bianco e incappucciata. Che trascina una pesante catena. E dei “Disciplini”, uomini in bianco incappucciati anch’essi che si percuotono con un flagello di metallo (fonte mobItaly). A Nocera Terinese, la Pasqua trova il suo culmine nei  Vattienti – i Battenti. Un rito molto crudo che consiste nell’autoflagellazione di uomini che battono le proprie cosce e polpacci con forza. Viene usato uno strumento costitutito da sughero e pezzi di vetro taglienti. Il sangue che scorre copioso per le strade è la sintesi massima della Passione.

ROSSANO: I SUBBURCHI, LA VIA CRUCIS E LA PROCESSIONE DEI MISTERI

riti pasqualiRossano vive la sua Passione partendo dal Giovedì santo. Quando viene esposto in ogni Chiesa il Santo Sepolcro vale a dire, l’ostensorio circondato da piantine di grano offerte dai fedeli. E’ tradizione infatti trovare in ogni famiglia rossanese la propria piantina di grano, dal caratteristico colore giallino. I semi vengono piantati circa un mese prima e poi sistemati al buio a germogliare. Il giovedì santo è per i Rossanesi, il giro dei Subburchi (i Sepolcri), particolarmente sentito nel centro storico. Ma è dal mattino molto presto che il Venerdì Santo dei rossanesi tocca il culmine. Ogni rione del centro storico, con la chiesa che li rappresenta, prepara la sua “congrega”. Riproposizione della via Crusis di Gesù verso il Golgota. Il silenzio delle prime luci mattutine è rotto solo dal suono delle toccte e dalla recita del rosario. Un’atmosfera unica da vivere per le vie della Rossano che profuma di antico e di fede.Tante poi le vie Crucis viventi, spettacolare e suggestiva quella della chiesa di San Bartolomeo, in cui si manifesta una forte volontà nell’immedesimazione dei fedeli in ogni personaggio rappresentato.

ROSSANO: LA PROCESSIONE DEI MISTERI

La sera poi si aspetta “La Processione eri Misteri”, vale a dire gruppi scultorei e di statue (i Misteri) che vengono custodite per un intero anno nella chiesetta vicino la Cattedrale della S.S. Achiropita. Le statue rappresentano i vari momenti della passione di Cristo, in particolare la sua crocifissione e la morte. I gruppi di statue vengono portati in spalla, in un silenzio carico di devozione. Particolarmente sentito dai portatori della bara del Cristo che racchiudono in un voto il senso del percorso. La banda musicale accompagna il corteo di statue seguite sempre da molti fedeli. Una musica che sin da bambini rende vivi i ricordi. Tradizioni e riti, come quelli dell’esposizione delle coperte migliori, fuori dai balconcini tipici del centro storico rossanese. Il passaggio della bara  è salutato solo dal silenzio e dai petali di fiori lanciati da panieri stracolmi di fiori. Il senso della Pasqua si racchiude in questa morte, vissuta da tutta la popolazione anche quella non credente. Perché quella che vive e deve vivere è la tradizione, l’identità di un intero paese che si ritrova unito nel nome della sua Fede.

 

 

 

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