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Rossano, è indignazione. Stop alle urne

di SERAFINO CARUSO

lombardo-antoniottiCresce il fronte del “no” alle elezioni di primavera. Le proposte vanno dalla rimozione dei simboli dei partiti alla rinunzia vera e propria a candidarsi come segnale di protesta contro il governo nazionale e regionale. Un messaggio forte a Roma, nella Capitale, laddove si decide. Difficile immaginare una soluzione del genere: troppo attaccati alla poltrona! Gli spazi di manovra per questo tipo di protesta, quindi, si restringono. Tutti i candidati a Sindaco dovrebbero fare marcia indietro. E, proprio per gli appetiti che ci sono in campo, ciò risulta un compito arduo. Le trattative, intanto, vanno a rilento. Nel centrodestra bocce ferme: in discussione perfino l’asse Caputo-Graziano (Fi). Nella recente nota di replica al nostro giornale  il consigliere Graziano non a caso tentava di smarcarsi ritenendo improprio il termine “asse”. Si lavora in ambienti azzurri al fine di meglio comprendere la direzione da intraprendere. Il coordinamento provinciale di cui lo stesso Graziano fa parte proprio nei prossimi giorni riferirà cariche ed incarichi di partito a Rossano. In stand-by l’area riconducibile all’ex sindaco Giuseppe Antoniotti, a lavoro per la composizione di due liste civiche con il sostegno dell’Udc. Ernesto Rapani, invece, è quello che appare più determinato nell’andare avanti per la sua strada. Nel centrosinistra regna, incontrastata, la confusione. Il PD è frazionato sulla individuazione del candidato a Sindaco: c’è chi preme per le primarie, altri invece vogliono ridare dignità ai partiti. Tutto questo mentre l’ex gruppo consiliare immagina una soluzione al proprio interno. Nelle tre liste dell’ex Sindaco Tonino Caracciolo spunta qualche resistenza, soprattutto a Piragineti dove una determinata area si pone di traverso su alcuni punti. Flavio Stasi sta puntando molto sul dissesto idrogeologico, aprendo un braccio di ferro con la Provincia. Dalla parte dei cittadini. Il Movimento 5 Stelle, dal canto suo, continua con i Laboratori di Idee domenicali: si sta costruendo il programma con le idee ed i contributi dei cittadini. Intanto il Commissario prefettizio Aldo Lombardo sta cercando di conoscere i problemi della città. Certo, non ha la bacchetta magica. Ma a volte forse un Commissario può arrivare fin dove politici spesso ostaggi di calcoli e tornaconti personali non possono o non vogliono arrivare. Al Viceprefetto Lombardo, quindi, il nostro augurio di buon lavoro. Intanto, in città, com’è giusto che sia, si continua a pensare alla corsa per le prossime elezioni amministrative. Da segnalare, questa settimana, la disponibilità a candidarsi a Sindaco dell’avvocato Pasquale Catalano, presidente del Movimento politico A.U.S.P.I.S.E.. “Basta con i soliti personaggi – dice Catalano – che in questi anni hanno assistito inermi al declino di questa città. Finiamola con i piagnistei e assumiamoci la responsabilità di essere parti attive nella futura gestione amministrativa di questa comunità. Io sono pronto a candidarmi (anche a Sindaco), ma è necessario che in tanti (persone oneste e disinteressate, preparate e competenti, distanti da deprecabili logiche di potere o clientelari) partecipino attivamente candidandosi insieme a me al fine di costituire una o due liste distinte e distanti dalle solite sigle dei partiti tradizionali (PD, Forza Italia, NCD, ecc.) con un programma condiviso, sottoscritto e formalmente accettato da tutti. C’è tanta gente delusa che attende risposte, non sciupiamo questa opportunità. Aiutatemi a costituire questo movimento”. Un appello vero e proprio. Che giunge da una persona perbene. Onesta. Un altro appello, di tenore opposto, possiamo dire, arriva dall’avvocato Luigi Fraia, ex presidente del consiglio comunale di Rossano durante la giunta Longo (2001-2006) e persona altrettanto perbene. “Stavo seriamente pensando di ritornare a fare politica attiva, quella non in prima persona non ho smesso mai di farla e chi mi sta vicino lo sa, per le prossime elezioni amministrative comunali nel nostro Comune. Ma dopo una lunga e sofferta riflessione, sono arrivato alla conclusione che poiché Rossano è stata privata di importanti presidi dello Stato, in primis il Tribunale che via via porterà al depotenziamento se non alla perdita dell’Agenzia delle Entrate, dell’INPS e di altri uffici che Rossano ha sempre avuto; considerato altresì che l’ospedale unico è diventata una chimera e quello di Rossano pare destinato a lenta agonia che porterà a perdere servizi essenziali”. Insomma per tale motivo Fraia cosa propone? “L’unica alternativa possibile è quella di rinunciare a presentare liste e candidati a Sindaco alle prossime elezioni. Soltanto così la politica nazionale potrà accorgersi di questo territorio. Credo che questa sia una ipotesi da non scartare anzi da valorizzare, contro l’arroganza, l’ignoranza dei problemi del territorio e la sordità della politica nazionale, quindi Rossano si deve astenere dal votare, sia perché la gente è stufa, ma soprattutto perché i partiti devono rinunciare a presentarsi alle elezioni, cosicché Rossano andrà alla ribalta nazionale, cosa che purtroppo sinora non ha avuto.

Occorre una scatto di orgoglio e di dignità per ridare a questo territorio quello che è stato tolto, senza nessuna motivazione”. Da una parte chi invita a candidarsi, lontano dai vecchi partiti; dall’altra chi, avendo fatto politica attiva in passato, dice che l’unico modo per fare accorgere il Governo che Rossano esiste è quello che non si candidi nessuno. Come andrà a finire? Ci saranno i candidati: vecchi e nuovi, furbi ed onesti. Questa volta, però, la differenza sono chiamati a farla i cittadini.

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