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“Rossano è…Agricoltura”, il movimento #andareoltre individuano le problematiche del settore agricolo

COMUNICATO STAMPA

#andareoltreIdee, proposte, dialogo. E’ questo il filo conduttore dell’aperitivo- dibattito “Rossano è…Agricoltura”, organizzato dal movimento giovanile #andareoltre lo scorso 7/11, il primo, si spera, di una lunga serie. Si, perché gli “oltrini” fanno parte di quella schiera di giovani che ha a cuore il futuro di Rossano e della Calabria e che crede che con l’impegno e la passione sia possibile trovare le soluzioni alle criticità del territorio.
Proprio in quest’ottica, i giovani di #andareoltre, consapevoli dell’insufficiente valorizzazione del settore agricolo, che dovrebbe essere il fiore all’occhiello dell’economia rossanese, ne hanno individuato le problematiche e, alla ricerca delle soluzioni, si sono confrontati con esperti e associazioni di rappresentanza del settore, imprenditori agricoli e rappresentanti istituzionali, di destra e sinistra i quali, all’unisono, hanno lodato l’iniziativa, ringraziando il movimento per l’attenzione riservata alla promozione del territorio e alla rivendicazione dei diritti inalienabili dei cittadini calabresi.
Gli oltrini hanno evidenziato la triste realtà dei produttori locali, costretti a “svendere” i propri prodotti (in particolare, gli agrumi) pur di rimanere sul mercato e, a loro avviso, tre sono le parole d’ordine finalizzate a fronteggiare questa triste realtà: digitalizzazione, cooperazione, sensibilizzazione.
Tante le proposte, enunciate, in apertura dell’incontro, dai relatori Osvaldo De Falco, Maurizio Tedesco, Francesco Toscano, rivolte sia alle istituzioni, sia ai produttori, volte alla crescita della produzione agricola locale e alla promozione di un prodotto eccellente e “di nicchia” che possa, però, essere competitivo sul mercato globale.
Molte di esse sono state particolarmente apprezzate dagli ospiti presenti in sala: incentivi fiscali e contributi alle aziende agricole per favorirne la digitalizzazione e, con la stessa finalità, coordinamento delle istituzioni con Google e Unioncamere per la promozione di tirocini (esempio: Crescere in Digitale), presso le aziende; creazione, a livello comunale, di un orto comune digitale a km 0 e di uno sportello di digitalizzazione delle aziende; facilitazione, a livello istituzionale, di creazione di reti d’impresa orizzontali, tra i produttori,e verticali, fra i vari attori coinvolti nella filiera produttiva, come, ad esempio, agevolazioni fiscali e fondi mobiliari per giovani agricoltori che vogliano associarsi fra loro; allineamento alla politica europea di incentivo alle reti di impresa; redazione di un piano di marketing strategico locale volto a sensibilizzare l’uso e il consumo dei prodotti locali, anche nelle scuole; promozione dei prodotti tipici nell’ambito di eventi di solidarietà, in collaborazione con associazioni benefiche; promozione della ricerca, essenziale per lo sviluppo, con l’istituzione di una sede distaccata, nella sibaritide, di una facoltà di agraria di un’Università italiana.
Proprio partendo da queste proposte e facendole proprie, gli ospiti presenti, moderati da Antonio Scarnati, hanno contribuito a creare un acceso dibattito sul tema.
Per alcuni, come Gino Vulcano, della Coldiretti e Francesco Rizzo, titolare dell’azienda “Favella” è necessaria la legalità, come primo passo per la valorizzazione delle eccellenze calabresi. Un modus operandi che, oltre ad esser tutelato dalla politica dovrebbe, in primis,  partire dagli stessi produttori: se tutti investissero sulla legalità (ad es. SCIA sanitaria e misure di sicurezza sul lavoro) non ci sarebbe una concorrenza “al ribasso”, dovuta al minor costo di produzione sopportato da chi non lo fa, ma tutti i produttori della zona lancerebbero il proprio prodotto sul mercato ad un prezzo equo e concorrenziale, dandogli così, il giusto risalto economico e mediatico. Da qui la necessità, per Vulcano, della creazione di un codice etico fra gli operatori del settore agricoltura.
Secondo altri, come Elio Perciaccante di Anga – Confagricoltura, sulla scia di quanto già proposto dai giovani di #andareoltre, per valorizzare, a livello internazionale, i prodotti agricoli calabresi, è necessaria la promozione di “reti di impresa” a livello verticale, che abbiano, come unico scopo, la tutela del made in Italy, accompagnata dalla creazione di un marchio comune che attesti l’origine completamente italiana del prodotto (come peraltro suggerito anche dal Vulcano).
Diversificati anche gli interventi da parte di rappresentanti istituzionali e politici più e meno giovani che operano sul territorio.
Secondo il sindaco di Crosia, Antonio Russo, le iniziative proposte dai giovani di #andareoltre devono essere estese a tutti i Comuni del comprensorio, per dare un valore aggiunto ai prodotti locali. L’On.le Giuseppe Caputo ha evidenziato la responsabilità della Regione e dell’Unione Europea per il mancato sviluppo del settore agricolo in Calabria e, d’altra parte, l’importanza della cooperazione tra cittadini e Comuni, che devono recepirne le istanze e rappresentarle presso le sedi competenti. Secondo l’Avv. Luigi Pirillo, nonostante le carenze della nostra terra, nell’economia, nello sviluppo e nei servizi essenziali, da addebitarsi in gran parte al fallimento della politica, i cittadini calabresi hanno ancora la possibilità e il dovere di battersi per rivendicare i propri inalienabili diritti.

Il Dott. Giovanni Lefosse, crede nell’impegno giovanile come soluzione ai problemi del territorio, così come l’Ing. Franco Madeo, segretario della sezione del PD di Rossano, che ha rimarcato l’ingiustizia delle differenze tra giovani lavoratori del nord e del sud Italia, maggiormente penalizzati dalle carenze strutturali di questa terra, spronando la politica a fare meglio. L’On.le Giuseppe Graziano chiude sul tema, richiamando l’attenzione di istituzioni comunali e regionali affinchè diano il proprio impulso ad un’agricoltura che persegua le vocazioni del territorio e rispetti l’ecosistema.
I giovani di #andareoltre confidano nelle istituzioni e in tutti gli attori coinvolti nella filiera produttiva affinchè le proposte formulate durante l’incontro non rimangano lettera morta e vogliono continuare a proporre soluzioni per fronteggiare le diverse e palesi criticità di un territorio in cui lo Stato vacilla nel riconoscimento, ai suoi abitanti, dei loro diritti essenziali come cittadini italiani ed europei. Ma solo con il confronto e il coinvolgimento di tutti si può #andareoltre.

Elvira Pirillo

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