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Rossano dacci una zampa, nuovo evento di beneficenza

rossano dacci una zampaFesteggiando il primo anniversario dalla nascita dell’associazione contro il randagismo Rossano dacci una zampa, è stato organizzato in un locale dello scalo uno stimolante evento di beneficenza; dove al momento conviviale ne è stato affiancato uno formativo. Dopo il saluto dell’assessore all’ambiente, Giovanni de Simone, l’ospite della serata, Giuseppe Salerno addestratore cinofilo E.N.C.I. ed esperto in I.A.A., è intervenuto sulla valorizzazione dei cani di canile; nonché sul loro inserimento nell’ambito sociale e degli interventi assistiti con animali. Salerno, rossanese, socio della Coop. Dog. PARK, associazione campana impegnata nella tutela e prevenzione del randagismo dal 1994, si è soffermato sulla struttura del canile; intesa quale ricovero transitorio ove strutturare una serie di interventi che vadano, soprattutto, a limitare e risolvere possibili problematiche comportamentali.

ROSSANO DACCI UNA ZAMPA: DOTARE LE STRUTTURE CHE OSPITANO I RANDAGI DI PERSONALE QUALIFICATO

E ancora a creare un giusto equilibrio che inciderà fortemente sull’auspicabile adozione; obiettivo possibile solo impiegando giuste e compatibili risorse professionali, organizzative, tecnologiche e di carattere etico. Nel canile i cani sono sottoposti ad uno stress, dovuto al distacco da affetti e luoghi cari; nonché al ritrovarsi di una routine di pulizia, uscite e contatti completamente differente. La risposta dei cani alla vita di canile è molto varia a causa di differenze individuali nel temperamento; per questo motivo, alcuni riescono ad adattarsi al confinamento, magari con strategie comportamentali. Altri, invece, si sforzano nel tentativo di farlo, sperimentando vari gradi di stress.

La differenza nella risposta che i singoli animali riescono a dare dipende molto da quanto sarà messo in atto nella gestione. Da qui la necessità di dotare le strutture che ospitano cani randagi di personale qualificato. Affinché questi esseri senzienti siano accuditi e rispettati nel migliore dei modi in quanto costretti ad una detenzione per colpe non proprie ma della società.

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