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Rossano: consiglio comunale di commiato e speranze future

di SERAFINO CARUSO

Si è abbassato il sipario sulla millenaria storia politica del Comune di Rossano. Ieri pomeriggio, fino a sera, si è tenuto infatti l’ultimo consiglio comunale dell’amministrazione guidata dal Sindaco Stefano Mascaro. Dal 31 marzo le città di Rossano e Corigliano avranno un Commissario prefettizio, S. E. Prefetto Domenico Bagnato, che avrà il compito di “traghettare” le due città alle elezioni del Comune unico, che probabilmente si terranno o fra un anno o al massimo nella primavera del 2020. Ieri, quindi, si è svolto l’ultimo consiglio comunale. Inutile e superfluo, ma con due punti all’ordine del giorno abbastanza importanti: futuro della centrale Enel e fusione. Tante parole, spesso anche inconcludenti, ma pochi fatti. Sul futuro della centrale Enel si è discusso e poi, dopo una lunga e animata riunione dietro le quinte, si è approvato, a maggioranza, un documento con cui, in sostanza, si invita l’Enel a tenere costantemente informato il futuro Comune unico sulle prospettive ed evoluzioni del progetto Futur-E.

CONSIGLIO INUTILE. MASCARO UN SIGNORE IN UN MONDO POLITICO DI BASSO LIVELLO

Sia sull’Enel che sulla fusione vi sono state dichiarazioni di alcuni consiglieri che hanno fatto riflettere. Il progetto Futur-E sarebbe stato, in sostanza, una presa in giro per Caracciolo, il quale si sarebbe aspettato un consiglio comunale finale congiunto con Corigliano. Caputo, prima di salutare tutti con un significativo “arrivederci”, ha fatto notare a Caracciolo come in passato le amministrazioni di centro-destra abbiano fatto fare sull’Enel una seria indagine epidemiologica, da cui non è scaturito alcun legame tra la centrale e lo sviluppo di diversi casi tumorali. Infine, dopo gli interventi di Stasi, Curia, Antoniotti, Scarcello, Scorza ed altri, ha concluso il Sindaco Mascaro. Ringraziando tutta la sua giunta e dando il benvenuto al Commissario Bagnato. Senza risparmiare, però, una replica stizzita al consigliere Stasi per il modo in cui ha condotto a suo dire, sin dall’inizio, un’opposizione scorretta e poco rispettosa dell’Istituzione Comune e dei suoi organi.

Del resto Mascaro è stato attaccato più volte anche dalla sua stessa maggioranza. Tirato per la giacca ora da una parte ora dall’altra. Un signore della politica, ma che ha governato senza una maggioranza compatta e solidale. A lui va il merito di aver saputo comunque mediare per il bene della città senza mai cedere a ricatti e sgambetti interni. Anche in politica la riconoscenza e la lealtà sono doti non comuni. Da quest’ultimo consiglio comunale, ad ogni modo, c’era poco da recepire. Ormai eravamo giunti alla fine. Forse si sarebbe potuto anche evitare. Ma una volta chiesto, la presidente del Consiglio Rosellina Madeo non poteva non farlo svolgere. La stessa Madeo ha ringraziato tutti i consiglieri per l’impegno profuso, in particolare la vice-Presidente Patrizia Curia, e ha augurato al Commissario prefettizio buon lavoro.

COSTRUIRE UNA GRANDE CITTA’ CON IL CONTRIBUTO DELLE IMPRESE E DELLA SOCIETA’ CIVILE

Il futuro che ci attende come sarà? Un milione di dubbi aleggiano nell’aria. Sembriamo alquanto impreparati a un processo di fusione in cui dovremo stare molto attenti, soprattutto nella fase in cui si getteranno le fondamenta. Perché, in effetti, non siamo pronti per un cambiamento epocale così importante. Ad ogni modo, ormai il passaggio è stato fatto e dobbiamo pensare soltanto al futuro e alla città unica. In cui sarà importante, se davvero vogliamo parlare di sviluppo, progresso e lotta alla disoccupazione, favorire quell’ottica di collaborazione tra istituzioni e mondo dell’imprenditoria. Un territorio non si regge sul terziario, bensì sul commercio, sull’artigianato, sull’agricoltura, sul turismo, sulla cultura. Allora che nel processo di costruzione del grande Comune unico si ascoltino anche le esigenze di chi è preposto a creare economia, benessere e sviluppo. Si battano forte i pugni sui tavoli della politica nazionale che conta per far si che questo territorio venga dotato di quelle infrastrutture necessarie affinché si possano favorire concrete dinamiche di sviluppo e di lotta alla disoccupazione. Politica, burocrazia e società civile camminino sullo stesso binario, anzi sullo stesso treno. Altrimenti corriamo il forte rischio, con una colpevole dose di nociva vanagloria, di glorificarci di essere la terza città della Calabria e la prima della Provincia (per numero di abitanti), ma di continuare a rimanere sempre tra le ultime per qualità della vita, sviluppo e forte disoccupazione.

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