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Rossano, centrodestra verso una ritrovata unità

rossanoIl progetto di fusione di Corigliano e Rossano, risultato di un’ultradecennale “pratica di convivenza” a tutti i livelli dei due Comuni, è considerato una priorità per le forze politiche che si riconoscono nell’area di Centro Destra. Che proprio attorno a questo ideale di rinascita territoriale hanno inteso ritrovare sintesi ed unione. È quanto scaturito da un articolato e proficuo confronto tra le forze politiche rossanesi che si riconoscono nell’area di Centro Destra (Forza Italia, Fratelli d’Italia, Movimento nazionale per la Sovranità, Udc, Rossano Prima di Tutto). E che, per la prima volta, dopo un non breve periodo vissuto nella diaspora – invitate dal presidente del Circolo “Rossano Città dello Jonio” del Movimento Nazionale per la Sovranità, Rodolfo Alfierisi sono ritrovate attorno ad uno stesso tavolo

Per impostare, sulla base di un comune patrimonio valoriale, una serie di politiche per il territorio. Tutte comprese nel progetto di fusione. Assicurare, nell’ambito di una chiara scelta di sviluppo ecocompatibile e sostenibile infrastrutture materiali e immateriali. Secondo i criteri di una economia sociale e circolare Recuperare dall’unificazione della “macchina” della pubblica amministrazione delle due municipalità risorse economiche da reinvestire in servizi. Potenziare l’offerta sanitaria ed ospedaliera. In modo che soddisfi i bisogni esistenti e del medio futuro. Avviare un nuovo welfare che assicuri e potenzi i servizi sociali di competenza.

ROSSANO, IMPOSTATE POLITICHE PER IL TERRITORIO

E che apra, nell’ambito di una efficace e trasparente sussidiarietà, alla partecipazione del mondo del Terzo Settore e del volontariato, nonché dell’impresa sociale. Potenziare la portualità al centro della quale c’è il porto commerciale e turistico di Corigliano. Condividere un progetto di riuso-riconversione della Centrale Enel secondo la vocazione socio-economica del territorio. Assicurare una nuova ed efficiente mobilità tra le aree del nuovo comune. Lavorare affinché si costituiscano i Municipi così da assicurino adeguate forme di partecipazione e di decentramento dei servizi. Sono questi i temi su cui il nuovo laboratorio del Centro destra rossanese lavorerà per affrontare l’imminente campagna referendaria pro fusione.

Ogni componente politica, nella doverosa tutela della propria identità e dei valori, condividerà contenuti, idee e proposte maturate all’interno delle proprie sezioni e partiti.  A questo primo incontro “costituente”, cui seguiranno altri ai quali saranno invitate a partecipare anche altre forze politiche cittadine che si rivedono nel Centro Destra e quelle che operano nel comune di Corigliano – così da condividere le politiche che dovranno accompagnare e seguire il processo di fusione, per una comune visione politica che dovrà portare ad una nuova governance del territorio – erano presenti i direttivi di: Forza Italia con il coordinatore provinciale e Segretario questore del Consiglio regionale della Calabria Giuseppe Graziano ed i coordinatori cittadini di FI Silvio Licciardi e Natalino Chiarello.

RENDERE OPERATIVA LA NORMATIVA STATUTARIA DEL COMUNE

Fratelli d’Italia con il portavoce regionale nonché capogruppo in consiglio comunale Ernesto Rapani, il segretario cittadino Franco Capalbo e il segretario del movimento giovanile Giovanni Vergadoro. LUnione dei democratici cristiani e di centro (Udc) con il vicepresidente della segreteria provinciale Giovanni Caruso e i componenti della segreteria cittadina Giandomenico Federico e Costantino Scigliano. Il Movimento nazionale per la sovranità con il componente dell’ufficio politico e della segreteria nazionale Mimmo Campana, il segretario cittadino Rodolfo Alfieri ed i componenti del direttivo Pino Guerriero e Racca Castrese. Il movimento Rossano Prima di Tutto con il capogruppo consiliare Giuseppe Antoniotti ed il responsabile del direttivoDomenico Campana.

Dal confronto è anche emersa l’esigenza di rendere “operativa” la normativa statutaria del Comune di Rossano, legata al referendum: uno strumento altamente partecipativo e democratico che deve essere reso accessibile ai cittadini; nonché avviare con l’Amministrazione comunale un confronto sul Piano strutturale associato della Sibaritide (PSA) affiché sia contemplata la geografia strutturale richiesta dalla fusione.

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