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Rossano, bufera nel Pd: sospeso il tesseramento

urna

Nei Democrat è bufera. I vertici hanno sospeso le attività di tesseramento del partito al fine di analizzare alcuni aspetti inquietanti interni al Pd. Il fenomeno è quello relativo ai “pacchetti di tessere”, molto diffuso a queste latitudini. E quel che è paradossale è che tale strategia verrebbe adottato proprio da chi pubblicamente è dedito alla denunciare situazioni del genere. I vertici del partito hanno inteso dare uno “stop” a tale andazzo, bloccando di fatto le attività. E il “caso Rossano” sarà discusso nelle prossime ore a Cosenza al fine di stabilire il da farsi. Il sospetto è nato quando al momento di tesseramento uno dei componenti la segreteria con cariche anche importanti, avrebbe portato con sé circa trenta soggetti da tesserare. Una strana coincidenza che ha messo in allerta gli addetti. I quali hanno dapprima proceduto come da iter e poi comunicato ai vertici lo strano episodio. Da qui la decisione di sospendere ogni iniziativa in tal senso. La scadenza è prevista per il 31 gennaio del 2016, ed ha già avuto una prima proroga. Occorrerà attendere ora l’esito della commissione preposta per capire l’orientamento dei vertici provinciali. E’ evidente che la corsa al tesseramento è subordinato a un determinato obiettivo: le primarie. Verso cui in molti ambiscono per la individuazione del candidato a sindaco. Il Pd, tra l’altro, attraverso il suo direttivo ha già indicato il proprio candidato a sindaco nella persona del magistrato Sergio Caliò, verso il quale continuano a giungere attestati di stima come persona e come giudice. Ma ad alcuni soggetti interni al partito e alla coalizione non basta. Occorre altro. Cosa? Non è dato sapere. Quel che emerge con grande evidenza è che gli avversari di Caliò sono gli stessi che ambiscono, seppure legittimamente, alla carica di sindaco. Intanto proprio ieri sera il partito socialista si è riunito per discutere la candidatura di Leonardo Trento, già assessore nell’amministrazione Filareto e capo dell’opposizione consiliare fino allo scioglimento del civico consesso. Il partito fa quadrato attorno a Trento, indicato anch’egli alla coalizione. Il problema è individuare gli strumenti democratici al fine di giungere a una sintesi. Quel che viene in mente, al di là delle primarie, è il meglio conosciuto “manuale Cencelli”. Una sorta di spartizione di ruoli e funzioni nel caso in cui il centrosinistra dovesse giungere a una conclusione. Di certo il candidato del PD Sergio Caliò mira a una soluzione quanto più ampia possibile, senza frizioni o resistenze e dove sia prevalente l’interesse generale della città. Il percorso è duro, ma non impossibile. Su Caliò il Pd ha voluto mettere il cappello, nella consapevolezza che anche altre aree erano e sono disponibile a sostenere il magistrato. Matassa difficile da sbrogliare. Nei prossimi giorni si potrà avere un quadro più chiaro della situazione. Sono tempi duri per la città. Ogni scelta sarà suscettibile di obiezioni. Di certo ognuno dovrà assumersi le responsabilità delle scelte che saranno adottate.

(FONTE LA PROVINCIA DI COSENZA)

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