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Rossano – bilancio 2014, Natale Chiarello: “Opposizione irresponsabile”

natale-chiarello«Il bilancio di previsione 2014 di recente approvazione mira al contenimento della spesa pubblica, tiene conto dei drastici tagli operati dal Governo nazionale e dell’incremento della tassazione regionale ma, soprattutto, non lievita la pressione tributaria. Nonostante tutto l’Amministrazione Antoniotti è riuscita a garantire e a ottimizzare i servizi». Per il Presidente della Commissione bilancio Natale Chiarello (Fi) il comportamento assunto dalle forze di opposizione è irresponsabile, superficiale, specioso, illogico, privo di cognizione contabile circa l’andamento generale delle casse comunali. « Abbiamo puntato su un bilancio partecipato, coinvolgendo le forze sociali, ordini professionali, associazioni di categoria, le organizzazioni sindacali, al fine di assumere in esame tutte le istanze provenienti dalla società civile e canalizzarle nella programmazione economico-finanziaria dell’ente, nella consapevolezza delle gravi limitazioni derivanti dalla crisi in essere. Il bilancio di previsione – afferma il Presidente Chiarello – è un atto contabile di programmazione e autorizzazione della spesa per la gestione dell’ente nel corso dell’anno. Alla minoranza, confusa e forse già in campagna elettorale in largo anticipo, va spiegato che il momento di comparazione nelle differenze tra gli anni di gestione è il conto consuntivo, laddove si analizzano i risultati e si verifica l’andamento delle entrate e delle spese. L’inutile quanto dannoso allarmismo sollevato dall’irresponsabile minoranza conferma lo stato comatoso in cui versa il centrosinistra, incapace nella proposta e inesistente nelle sedi in cui si elabora la pianificazione economico-finanziarie dell’ente. Non a caso in sede di commissione bilancio le assenze dei componenti riconducibili al centrosinistra fioccano, a dimostrazione del totale disinteresse e dell’inaudito pressapochismo imperante nella rappresentanza consiliare che oggi paradossalmente insorge e grida allo scandalo. Ma sulla latitanza delle presenze in Commissione maldestramente si tace! Un maggiore senso di responsabilità al contrario dovrebbe indurre la minoranza dall’animo disfattista a promuovere iniziative che inducano verso la stimolazione della crescita dei consumi che è la direttrice dominante dell’azione posta in essere dall’attuale Governo Antoniotti, seppur tra mille difficoltà. Sul capitolo “tributi” le opposizioni dimenticano volutamente che il bilancio 2013 è stato adottato e approvato a fine novembre, non per volere dei comuni, ma a causa delle indicazioni del Governo nazionale che puntualmente ha procrastinato nel tempo tale adempimento. Va da sé – afferma Chiarello- che la riscossione non poteva trovarsi a competenza, considerato il campo d’intevento alquanto ristretto nella tempistica. Tuttavia gli uffici preposti possono attuare manovre di verifica e introdurre eventuali correttivi».
Il Presidente Chiarello stride al comportamento di un centrosinistra che non spende una parola sul Governo Renzi, principale responsabile dei tagli alla spesa pubblica che mirano a colpire i comuni e, di conseguenza i cittadini, né «s’intravedono segnali positivi circa la possibilità di sbloccare i trasferimenti statali agli enti, a tutt’oggi nulli». Un’ultima considerazione sulle voci di spesa corrente :«La riduzione imposta dalla normativa c’è e si vede. La dimostrazione trova fondamento nella riduzione della pressione fiscale pro-capite di oltre 50,00 euro rispetto al 2013; una ulteriore riduzione di quasi 2 milioni di euro sarebbe stata possibile, così come riscontrato in altri comuni, attraverso la soppressione dei servizi che con difficoltà e responsabilità politica continuano a essere garantiti. Di fatto – rincara Chiarello – il Governo Renzi vuole mantenere gli impegni con l’Europa facendo cassa sui comuni che, è opportuno sottolineare, rappresentano 7,5 % della spesa nazionale e il 2,5% del debito. Basta con i proclami, apriamoci a una politica di responsabilità, lo richiede la fase difficile che vive il nostro Paese, lo vogliono gli elettori».

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