Home / In Evidenza / Rossano, Antoniotti si ricandida con o senza Forza Italia

Rossano, Antoniotti si ricandida con o senza Forza Italia

di ROSSELLA MOLINARI

antoniotti-ecoGiuseppe Antoniotti si ricandida a sindaco. Dopo la disponibilità già manifestata nelle scorse settimane, ora arriva l’annuncio ufficiale all’Eco da parte del primo cittadino uscente. Pronto a scendere di nuovo in campo, con o senza Forza Italia, e con un progetto politico che ha già incassato il sostegno di buona parte dell’Udc nonché della lista civica “Alleanza rossanese”. Antoniotti si dice aperto al dialogo con tutti, attendendo con serenità l’eventuale adesione di Forza Italia e auspicando quella unità d’intenti che renderebbe la coalizione più  compatta. Deciso a portare avanti il proprio programma, è convinto di aver amministrato bene e di doversi sottoporre al solo giudizio dei cittadini che nel 2011 lo avevano proclamato sindaco con una percentuale altissima di preferenze. Massima apertura e disponibilità al confronto sui progetti e sui programmi. Ma, come sindaco uscente, non ammette veti o interferenze: la bocciatura, eventualmente, può infliggerla solo il popolo. Da qui la decisione di sfidare di nuovo le urne, forte di cinque anni di governo in cui ha goduto di una solida maggioranza. Cinque anni difficili, alle prese con emergenze varie e con una serie di scippi al territorio. Dal Tribunale alla sanità, dalla crisi alla recente alluvione, la sua consiliatura non è stata per niente facile. Ma, ribadisce lui stesso, ha dato prova di essere un sindaco che non si è risparmiato per la propria città. E che, fosse anche solo per questo, merita la sua “seconda volta”.

Durante l’ultimo consiglio comunale, in prima convocazione è venuto meno il numero legale e in seconda la maggioranza era appena risicata. Lo interpreta come un segnale di malessere?

Per almeno quattro/cinque persone si è trattato di assenze giustificate per motivi vari, sia venerdì sia sabato. Se mi dovessi rendere conto che ci sono dispute di maggioranza ne prenderei atto e mi determinerei di conseguenza. Al momento, però, non vedo segnali in tal senso. E comunque ricordo a tutti che proprio il consiglio comunale è la sede deputata alla espressione democratica e ad una eventuale sfiducia del sindaco.

In consiglio ha affermato che dovranno essere i cittadini e non i consiglieri a giudicarla

Mi pare doveroso che un sindaco eletto con circa 14mila voti si ripresenti nuovamente al giudizio del popolo. La reputo una cosa del tutto naturale e soprattutto giusta nei confronti dei cittadini.

Questo vuol dire che si ricandida?

È logico che intendo ricandidarmi. Sta nella natura delle cose farlo!

Con il centrodestra o con liste civiche?

Con un progetto ambizioso e con liste civiche vicine al centrodestra nonché con il mio alleato naturale che è l’Udc, il quale quasi all’unanimità ha scelto di sostenere e garantire la continuità di governo. L’Udc è un alleato leale, con il quale abbiamo iniziato ed effettuato un bel percorso amministrativo, e ringrazio per il sostegno il segretario Giovanni Caruso e il leader Mario Smurra che credono ancora nel futuro di questa consiliatura. Senza dimenticare che anche la lista “Alleanza rossanese” di Lorenzo Antonelli è propensa a dare continuità al progetto.

Il presidente del consiglio comunale Vincenzo Scarcello, in quota Udc, però la pensa diversamente…

Io sono aperto a qualsiasi discorso, con tutti. Ho parlato e mi sono confrontato con i vertici locali dell’Udc, i quali mi hanno espresso il loro sostegno. Rispetto il pensiero del presidente Scarcello, ma credo che una posizione libera e personale non possa essere assoluta riguardo alla linea del partito.  Con Scarcello abbiamo governato e stiamo governando, insieme ad una solida maggioranza, affrontando di tutto, dalla problematica della sanità all’emergenza rifiuti, dalla chiusura del Tribunale all’alluvione solo per citare alcuni eventi. Per non parlare della dilagante disoccupazione e della forte crisi economica. Prima del 2010 era più facile amministrare, oggi tutti i sindaci pagano le conseguenze dei drastici tagli imposti dal governo e della netta riduzione dei fondi.

Come interpreta il silenzio sulla sua candidatura da parte del suo partito, Forza Italia?

Sono paziente, sereno e tranquillo. Io ho intenzione di portare avanti il mio progetto e se Forza Italia vorrà aderire ne sarò lieto. Ritengo di aver amministrato bene in questi cinque anni.

Il coordinatore provinciale di Forza Italia, Giuseppe Graziano, punta a fare sintesi con un candidato di superamento e una figura nuova

Se si intende investire sulla società civile bisogna cambiare tutto. Anche i consiglieri comunali. Se ci deve essere “rivoluzione” che sia per tutti e non solo per il Sindaco. Mi pare ovvio. Io però non la vedo in questo modo. Ho speso gran parte della mia vita dedicandomi alla politica e a questa città, prima come assessore operaio e senza cravatta, poi come consigliere provinciale e infine come sindaco. In tutti e tre i casi ho dato dimostrazione concreta delle mie azioni e della mia dedizione nei confronti di Rossano. E credo di aver portato a compimento, in questi anni, numerosi obiettivi e tante progettualità nell’esclusivo interesse della mia collettività. Ho dato tutto me stesso e non mi sono mai risparmiato in nulla. Pertanto non capisco perché debbano esserci dei veti o ostruzionismi verso la mia persona. Certo, può e deve esserci il confronto sui progetti e sui programmi, ma bocciare un sindaco uscente spetta, eventualmente, solo al popolo che lo ha eletto. Resta il fatto che condivido a pieno la necessità, espressa dallo stesso Graziano, di pianificare un progetto elettorale credibile, a mio avviso di continuità, rispetto agli obiettivi da raggiungere nell’interesse della cittadinanza.

Come sono i rapporti con l’ex consigliere regionale Giuseppe Caputo?

Credo sia retorico ma essenziale ricordare che ho iniziato il mio percorso politico nel 1993 con l’allora sindaco Caputo, che ha promosso e sostenuto nel 2011 la mia candidatura. Lo stesso Caputo è stato assessore di questa Giunta per i primi due anni. Dopo le sue dimissioni, forzate a causa dell’incarico come Consigliere regionale, è entrato a far parte della squadra di Governo il figlio Guglielmo, a cui ho affidato il ruolo di Vice Sindaco. Dunque, la risposta alla domanda è palese.  Ora sono in attesa di capire se Forza Italia e lo stesso Caputo vorranno continuare a sostenere questo progetto iniziato insieme nel 1993.

Ma lei non è espressione di Forza Italia?

Io mi sento e sono il sindaco di tutti, non solo di Forza Italia. Oggi ho sciolto il mio nodo sulla candidatura dopo aver valutato attentamente una serie di elementi. Prima avevo dato la mia disponibilità, adesso ho deciso di candidarmi e di sottopormi nuovamente al giudizio degli elettori. Innanzitutto perché sono quotidianamente spronato e incentivato in tal senso da tantissimi cittadini. Secondariamente perché credo, nonostante le palesi difficoltà dettate dai tempi e da una crisi economica e sociale senza precedenti, di aver amministrato bene e di aver onorato la dignità delle Istituzioni. Sono una persona pulita, senza scheletri nell’armadio, sincera e corretta con tutti.

Si profila una schiera di candidati. Non ritiene che vi possa essere il rischio di una eccessiva frammentazione del voto?

Questo non è uno scrupolo che devo farmi io come sindaco uscente. Certo, io sono per l’unione e non per la frammentazione ma, proprio come sindaco uscente, sento di avere una marcia in più.

Il giorno più bello e quello più brutto da sindaco di Rossano?

Inizio da quello più brutto, che è stato senz’altro il 12 agosto. In questi cinque anni ne abbiamo passate e subite tante come comunità, ma l’alluvione di quest’estate è stata di una gravità inaudita.  Vedere la mia città, che io stesso ho sempre contribuito a far crescere, vedere quella che era diventata una vera e propria “bomboniera” ripiegata su se stessa è stata la ferita più grande. Grazie alla sinergia tra tutte le forze messe in campo, siamo riusciti, con tanta buona volontà, a farla rialzare. E di questo sono orgoglioso. Pian piano completeremo tutte le necessarie azioni di ripristino che abbiamo già avviato.

Il giorno più bello, sul piano personale, è stato quello in cui sono nati i miei due figli durante questa esperienza amministrativa.

Da sindaco, tuttavia, ne ricordo tanti di momenti gratificanti. A partire dal prestigioso riconoscimento per il nostro Codex Purpureus Rossanensis, inserito nell’elenco della “Memoria del mondo” dell’Unesco. Ma anche essere riuscito ad ottenere la Zona franca urbana, i Pisl, il depuratore consortile di cui si parlava da decenni e che oggi finalmente sta diventando realtà. Per me sono soddisfazioni, così come l’aver “preso per mano” la vicina Corigliano, negli anni in cui il Comune era commissariato, e averla trascinata nei progetti relativi ai Pisl e al depuratore. Mi ha reso felice la prosecuzione dell’opera di bonifica sulla costa e del ripristino della legalità, con riferimento anche alla demolizione del rudere di lido Sant’Angelo.

E, infine, sono soddisfatto di essere riuscito, tra mille ostacoli e difficoltà, ad assestare il bilancio e ad evitare il taglio di servizi nel settore del sociale. Beh, in questi cinque anni le soddisfazioni da sindaco sono state tante.

E grande è l’orgoglio di aver amministrato e guidato una comunità, quale quella rossanese, che in tante occasioni ha dato dimostrazione di coraggio e forza d’animo. Durante i drammatici momenti dell’alluvione, ma non solo, credo che abbiamo potuto vedere tutti lo straordinario cuore e la grande forza di questa città.

Commenta

commenti

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*