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Rossano, Antoniotti: “Giù le mani dall’Ospedale della Sibaritide”

L'ospedale della Sibaritide

L’ospedale della Sibaritide

La realizzazione del nuovo Ospedale della Sibaritide è un investimento necessario per cercare di mettere al pari con i livelli assistenziali minimi la domanda sanitaria del vasto comprensorio ionico cosentino. Non è la concessione di un lusso, ma il riconoscimento di un diritto fondamentale. Mi auguro che la paventata proposta di distogliere i finanziamenti attribuiti a quest’opera essenziale per destinarli al potenziamento del servizio ospedaliero di Cosenza, sia solo una gaffe, l’ennesima tra l’altro, partorita dall’On. Dalila Nesci. Così come ribadisco da sempre, la realizzazione di un nuovo nosocomio in questo territorio non dovrà e non potrà sostituire i servizi tuttora esistenti, sottodimensionati rispetto all’utenza e per i quali l’Assemblea dei sindaci della Sibaritide, proprio nei giorni scorsi, ha chiesto alla Regione Calabria il loro immediato potenziamento, a partire proprio dalla riapertura degli ospedali di Trebisacce e Cariati.
È, questo, il commento del sindaco Giuseppe Antoniotti rispetto alle dichiarazioni, non smentite, rilasciate alla stampa regionale dal deputato del Movimento 5 Stelle, On. Dalila Nesci, ai margini della visita fatta lo scorso lunedì, 13 aprile, da una delegazione di rappresentanti istituzionali e attivisti pentastellati all’ospedale dell’Annunziata di Cosenza.
Penso che chi si fa promotore di proposte discriminanti, disconoscendo i problemi e le realtà dei singoli territori – dichiara Antoniotti – non possa assumere un ruolo di rappresentanza democratica ed istituzionale. Nello specifico, chi asserisce, soprattutto in questo particolare momento storico, che i problemi della sanità nel territorio della Sibaritide siano meno rilevantirispetto alle carenze riscontrate all’ospedale dell’Annunziata di Cosenza, tocca il culmine dell’amenità. Probabilmente se l’On. Nesci, prima di sostenere l’inutilità del costruendo nuovo ospedale della Sibaritide, avesse letto i rapporti relativi ai livelli essenziali di assistenza erogati in questo comprensorio, che sono i più bassi della Calabria, si sarebbe accorta che i cittadini di questo territorio sono vittime di un sistema sanitario da terzo mondo. Ecco perché, un nuovo presidio medico-assistenziale che dovrebbe racchiudere tutte le prestazioni primarie, accessibili da un’utenza di oltre 200mila persone, in un comprensorio in cui oltre allo zoppicante servizio pubblico non esiste più nulla, è la priorità assoluta in un quadro di riorganizzazione sanitaria non solo provinciale ma regionale. Anche per questo ritengo necessario, così come ho avuto modo di ribadire già nei giorni scorsi nel corso dell’Assemblea dei Sindaci della Sibaritide, un incontro urgente con il commissario ad acta Scura ed il presidente Oliverio. Affinché, oltre al necessario riordino di un servizio sanitario più calzante alle esigenze dei cittadini, – conclude Antoniotti – si chiariscano una volta per tutte i tempi di realizzazione del nuovo ospedale. Riguardo alla Deputata cinque stelle, purtroppo non nuova a castronerie stratosferiche, credo che dovrebbe chiedere pubblicamente scusa ai cittadini della Sibaritide, per un’uscita del tutto fuori luogo.

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1 Commento

  1. perfetto! Quindi oltre al nuovo ospedale Antoniotti vorrebbe anche il potenziamento di quelli di Rossano e Cariati oltre ovviamente alla riapertura di quelli di Trebisacce e Cariati. Ha dimenticato di aggiungerci un set di pentole e poi sembrava veramente una televendita! Peccato abbia dimenticato di dire la fonte di denaro da cui attingere x fare tutto questo. Forse dimentica che tutte queste cose costano e qui il problema è proprio economico. Invece di fare televendita perché non dice che la Nesci ha ragione: bisogna utilizzare i soldi che sono stati stanziati per il nuovo ospedale per riaprire gli ospedali chiusi e potenziare i presidi di Rossano e Corigliano. Il diritto alla salute si garantisce con ospedali di zona e non costruendone uno grosso x un intero comprensorio e il cui unico collegamento sarà garantito dalla fatiscente Ss 106

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