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Rocca, letto del torrente Canna svuotato

roccaRuspe in azione nel torrente Canna: svuotato per la seconda volta in pochi anni il letto del torrente. Che più di una volta durante l’inverno è tracimato. Seminando danni nelle contrade rurali e paura tra gli abitanti della zona. Ma restano tuttora in sospeso analoghi interventi su altri pericolosi torrenti. Secondo quanto ha comunicato il sindaco di Rocca Imperiale Giuseppe Ranù a disporre lo svuotamento del letto del torrente è stata la regione Calabria. Accogliendo le pressanti richieste delle amministrazioni comunali di Rocca Imperiale e di Canna. E ad effettuare l’intervento è stata l’agenzia regionale di “Calabria Verde”. Che ha invitato sul posto le ruspe che sono tuttora al lavoro.

ROCCA, SI ATTENDONO GLI ESITI DELLA MESSA IN SICUREZZA DELLA STRADA FONDOVALLE

«Un risultato straordinario – ha commentato il primo cittadino di Rocca Imperiale -. Che consegna alle famiglie ed alle aziende agricole sicurezza e serenità. Ora – ha concluso il sindaco avv. Ranù ringraziando il presidente Oliverio ed il Commissario di “Calabria Verde” Mariggiò – per l’impegno e la tempestività ma sollecitando al contempo gli altri interventi richiesti – attendiamo fiduciosi l’esito del progetto che prevede lo svuotamento e la messa in sicurezza della Strada Fondovalle Rocca/Canna, svuotamento e messa in sicurezza che la Regione, su puntuale richiesta da parte del nostro Comune, ha messo in preventivo prevedendo il necessario finanziamento». Alla comunicazione del sindaco Ranù fanno infatti da contraltare le proteste degli abitanti delle contrade rurali che vivono nelle vicinanze del torrente Sasso.

«Lo sa il presidente Oliverio – scrivono infatti sul web questi cittadini – che a Rocca esiste un altro torrente altrettanto pericoloso che si chiama torrente Sasso, nel quale dal 1950 non è mai stato fatto alcun intervento di manutenzione? Eppure qui, – aggiungono gli abitanti di questa zona con una frecciatina alle amnesie del Comune – quando piove in modo torrenziale, le contrade si possono raggiungere solo con l’elicottero, perché la pista esistente, che per la verità non si può considerare una strada vera e propria, viene sistematicamente danneggiata dalle acque del torrente Sasso». Se da un lato dunque l’azione è stata incisiva, dall’altro occorre dare risposte a chi lamenta situazioni di disagio.


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