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Rende celebra la Repubblica, Manna: «È la festa per la ripartenza»

A issare la bandiera del Comune quest’anno ci ha pensato l’ex rettore dell’Unical, Gino Crisci. Presenti anche Mazzuca, Algieri, gli ex sindaci della città e le forse militari e civili

«Oggi è un giorno importante perché testimoniamo che da Rende, dalla nostra città, dall’area urbana si riparte con la voglia di ricominciare una nuova vita. Questa è la festa della ripartenza: così come è stato dopo il secondo conflitto mondiale. La voglia di ricominciare deve muoverci. Ieri come oggi i principi costituzionali su cui si fondano le istituzioni e le nostre libertà individuali e collettive siano da “sprone”».

Il sindaco Marcello Manna

Con queste parole il sindaco di Rende, Marcello Manna, stamane, 2 giugno, in occasione della celebrazione della festa della Repubblica, nel giardino antistante la casa comunale, ha espresso la sua vicinanza alla comunità che ha attraversato mesi difficili a causa del lockdown e si dice positivo e ottimista per una ripartenza quanto più celere per tutto il tessuto economico e produttivo della città.

Presenti alla manifestazione, che ha visto per la prima volta issare la bandiera del municipio l’ex rettore dell’Università della Calabria, Gino Crisci, anche il presidente della Camera di Commercio, Klaus Algieri, il vicepresidente nazionale Confindustria, Natale Mazzuca, con delega all’Economia del Mare e al Mezzogiorno, gli ex sindaci della città di Rende
Sandro Principe, Franco Casciaro, Antonietta Feola, Raffaele De Rango, Emilio Chiappetta e tutti i consiglieri di maggioranza e opposizione, le forze dell’ordine e i cittadini.

«Questa è una manifestazione – aggiunge il sindaco Manna – che non richiede nessun discorso particolare, oggi festeggiamo la festa della Repubblica, festeggiamo la festa di Rende e la bandiera della città di Rende – e aggiunge – è la festa per la ripartenza. E non a caso sono qui presenti tutti gli attori più importanti di questa nuova fase: c’è l’industria, c’è il commercio, c’è la politica, ci sono tutti gli operatori economici, c’è la protezione civile, la chiesa con tutte le attività e le opere che comunemente svolgono verso una comunità che chiede di ripartire».

Oggi è la testimonianza di «come le istituzioni debbano essere al servizio della collettività».

di Francesca Russo


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