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Regionali: si vota a novembre?

callipo-oliverio  Dopo la pausa ferragostana, la politica riparte. Anche sotto il solleone, il presidente facente funzione della Giunta regionale, Antonella Stasi, ha spiazzato tutti: si vota il 12 ottobre 2014. Nella sua discesa in Calabria, il premier Matteo Renzi ha detto “Ok, quella data è giusta e spero che quando tornerò a novembre, per verificare i flussi di spesa dei fondi europei, io possa interloquire con il nuovo governatore della Calabria.”
Si è creato, però, un ingorgo istituzionale, perché il consiglio ha sancito le primarie per legge e, quindi, il Pd propenderebbe per questa soluzione: azzerare quanto è stato fatto finora, cioè mettere da parte le firme raccolte da Mario Oliverio e da Gianluca Callipo, portando la consultazione nell’alveo statutario e nella norma regionale.
Qui la disputa è sui termini, cioè sui tempi tecnici per tenere le primarie e poter, poi, votare il 12 di ottobre. L’osservazione immediata, anche per un profano, è che da qui al 12 di ottobre mancano 50 giorni o poco più, tempo non bastevole per indire la convocazione dei comizi e, conseguentemente dopo aver tenuto le primarie, andare alle urne.
Molti osservatori politici fanno notare che, forse, la ipotizzata data di novembre, cioè un mese dopo, è quella ottimale. Fin qui, le disquisizioni in punta di diritto, con Oliverio perfettamente d’accordo sulle primarie istituzionali e Callipo, forse, un po’ esitante per via del fatto di non essere molto noto come il suo antagonista.
Ma la novità che circola in queste ore, che il nostro giornale aveva pure ipotizzato, è che si possa creare in sede regionale un quadro politico uguale a quello che regge il governo Renzi.
Dal Nuovo Centrodestra sono venuti dei segnali, per bocca di autorevoli esponenti che hanno buttato lì la notizia per vedere l’effetto che fa, oppure perché realmente convinti che, specialmente nella nostra regione, o ci si rimbocca le maniche, oppure il fallimento è dietro la porta.
Certo, in campagna elettorale tutti fanno come “la bella sdegnosa”, tutti vorrebbero il principe azzurro. Così, anche l’Udc sta tessendo la sua tela con il Nuovo centrodestra perché ha capito che, se si apre la possibilità di incorniciare la stessa fotografia come a Roma, a Reggio Calabria, tutti i mali non verrebbero per nuocere. Sicuramente Forza Italia non rimane a guardare e, da quella sponda, il rinvio che il presidente Berlusconi sta facendo in relazione all’incontro con i vertici calabresi per scegliere il candidato a governatore, suona quasi come una ricerca, ancora, forse qui del “papa nero”, cioè di qualcuno che possa scavalcare Mancini, Ferro, Occhiuto ed i tanti nomi che ogni tanto sentiamo agitare. I primi di settembre ne sapremo di più, intanto la Calabria attende con ansia la nuova giunta.

Il Brigante

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