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Regionali, Graziano: “Precariato in Calabria è vergogna di stato”

GRAZIANO2La vertenza dei lavoratori del cantiere della strada Sila-Mare è diventata ormai una vicenda paradossale quanto vergognosa. Che, purtroppo, continua ad offendere e mortificare la dignità umana! A prescindere dal fatto che, in qualsiasi altra Regione, questa arteria sarebbe stata realizzata in pochissimo tempo. In questo territorio, invece, a causa di una classe politica Cosenza-centrica che ha sempre soffocato le nostre aspettative di sviluppo, ci sono voluti circa venticinque anni, per realizzare soltanto un tratto di sette chilometri. A fronte di poco meno di venti chilometri dell’intera arteria, che potrebbe stravolgere in meglio il flusso turistico e lo sviluppo dell’intero territorio della presila fino all’altopiano Silano. Da qui, ovviamente, una serie di conseguenze che hanno coinvolto e travolto il destino di questi operai e delle loro famiglie.
È quanto dichiara Giuseppe Graziano capolista della Casa della Libertà – Ferro Presidente, candidato per il rinnovo del Consiglio regionale della Calabria alle prossime consultazioni di Domenica 23 Novembre 2014, esprimendo solidarietà ai lavoratori della Sila – Mare, da ieri in stato di agitazione. Gli operai ritengono ingiusto il proprio licenziamento effettuato il 30 settembre del 2012 da parte della ditta Sogemi, in quanto i lavori ancora in corso, avrebbero dovuto consentire il loro reintegro.
Non è possibile – aggiunge Graziano – continuare ad assistere a questo spettacolo indecente che svilisce ed annienta la dignità delle persone. Voglio esprimere tutto il mio disappunto a chi si è reso complice, consapevole o meno di questa grave situazione, e voglio dare il mio sostegno ai tanti lavoratori, padri di famiglia che vi sono coinvolti. Lungi da me strumentalizzare la vicenda, ma è solo l’indignazione di un cittadino come tanti. E non di un politico di professione come tanti altri mestieranti che calcano la scena amministrativa della nostra Regione da tantissimi anni con svariati ruoli e funzioni, senza essere mai riusciti a realizzare alcuno sviluppo concreto per i calabresi. Ed è stata proprio la mia indignazione verso questo sistema che mi ha spinto a scendere in campo di fianco alla gente. L’indignazione per le opere incompiute. L’indignazione per i fondi europei restituiti, per una sanità dilaniata. Ma soprattutto – continua –  perché non si può annichilire la dignità dell’uomo privandolo del più importante diritto. L’Italia, così come sancisce la nostra Costituzione, è una Repubblica fondata sul lavoro. Ecco perché non posso sopportare e tacere sulla vertenza degli operai della Sila-Mare, così come non è accettabile la vicenda che sta coinvolgendo i lavoratori socialmente utili e della pubblica utilità, impiegati ed integrati negli organici degli Enti locali, diventata una vergogna di Stato. Non è possibile continuare a prendersi gioco delle sorti di 5mila famiglie calabresi. La politica – conclude Graziano – e le istituzioni, anche in questo caso ed in modo irresponsabile, stanno dimostrando tutta la loro inefficienza e alimentando, con i loro incomprensibili comportamenti, un pericoloso clima antidemocratico. Dobbiamo mandare a casa gli artefici ed i responsabili di questi scempi e riprendere, insieme, a programmare il nostro futuro.

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