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Regionali, Graziano “Cambiare per uscire dall’isolamento”

MEETACRI-161114 (7) (Copia)Infrastrutture, Sanità e Agricoltura, sono le tre partite sulle quali si giocherà il futuro della Valle del Crati e più in generale della Sila grande. Tre ambiti sui quali bisogna ritornare ad investire, con serietà e nuove progettualità, per garantire ai cittadini e alle imprese che vivono ed operano in questo ampio comprensorio, di uscire, una volta per tutte, dall’isolamento economico e produttivo in cui è stato relegato da decenni di cattiva gestione politico-amministrativa. E questo è paradossale! Soprattutto per una nobile Città come Acri, il cui territorio rientra, per lunghi tratti, nel perimetro del Parco nazionale della Sila e quindi con immense potenzialità. Come si può pensare di valorizzare un’area così strategica senza creare collegamenti viari né garantire la rete di trasporti che interconnetta con il resto della Regione?
Sono le parole di Giuseppe Graziano, capolista della Casa della Libertà – Ferro Presidente, candidato per il rinnovo del Consiglio regionale della Calabria alle prossime consultazioni di Domenica 23 Novembre 2014, nel corso del partecipato meet elettorale, tenutosi ieri (domenica 16 novembre) presso il Cinema Nuovo di Acri. Presente all’incontro anche il Consigliere regionale Giuseppe Caputo ed i rappresentati del comitato civico pro-Graziano.
È la forza delle idee che ci rende forti – ha esordito Graziano – e soprattutto la capacità, dimostrata attraverso anni di esperienza professionale a servizio dei cittadini, di saper tramutare le proposte in fatti concreti.
Le infrastrutture – ha ricordato ancora il Capolista della CdL, entrando nel vivo del suo programma elettorale, condiviso con il candidato alla presidenza Wanda Ferro – rappresentano un nodo centrale nella crescita di un territorio, una priorità per consentire a territori come quello della Sila e della Valle del Crati, una prospettiva di sviluppo dinamico e moderno. Avere un sistema di trasporti efficiente e sostenibile è un passo in avanti per rilanciare la Calabria e farla diventare competitiva, senza però dimenticare di avere cura e preservare il nostro territorio. L’obiettivo è di sollevare questa nostra regione anche dall’ultimo posto nel ranking nazionale per dotazione infrastrutturale. Acri, per esempio, porta con se l’handicap paradossale di non avere arterie stradali importanti. Ecco perché è opportuno, sfruttando magari i canali di finanziamento comunitari, sbloccare il progetto della Sila-Sibari, un’opera strategica per l’economia ed il turismo. Così come il sacrosanto diritto alla salute che anche in quest’area, per onorare la razionalizzazione della spesa, ha subito importanti defezioni. E’ prioritario che il sistema della salute, con tutte le sue strutture ed i suoi servizi, diventi omogeneo sul territorio e garantisca prestazioni di qualità e tempestive. Il primo gradino è avere personale qualificato, competente e motivato ed invertire la tendenza che ci fa perdere o isolare, ad esempio, medici altamente professionali e scoraggia tutto il personale infermieristico. Un’altra sfida – ha poi aggiunto Graziano – è rappresentata dal mondo verde. Abbiamo bisogno diun’agricoltura sana, rispettosa dell’ambiente, delle specificità locali e degli ecosistemi ma attenta alla ricerca ed all’innovazione. Un esempio su tutti sono l’agricoltura biologica e biodinamica legate alle vocazioni dei territori. Ritengo che oggi l’agricoltore debba essere incoraggiato e sostenuto sia per preservare il patrimonio dei sapori, una ricchezza inestimabile, sia per garantire trasparenza sull’origine, qualità e sicurezza della filiera alimentare. Dunque un forte impulso alle aziende affinché certifichino processi e prodotti, alla filiera corta, alla tutela e valorizzazione delle varietà e delle razze, alle aziende aperte che sperimentano circuiti di vendita diretta che vadano oltre i canali tradizionali e raggiungano capillarmente anche la grande distribuzione organizzata. E’ mia ferma convinzione – ha poi concluso Graziano – che non si debba mortificare mai più quella che è la vocazione principale del nostro territorio, che, con una vera politica di sostegno e di innovazione che può risvegliare impegno professionale e passione anche nei giovani, facendoli appassionare a questo antico mestiere.

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