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Rapani: sindaco con la maggioranza in crisi

rapaniIl capogruppo consiliare Ernesto Rapani offre la sua analisi politica delle elezioni provinciali. Partendo dal sarcastico presupposto che «chi pensa che questa amministrazione stia governando solo grazie ad accordi trasversali e inciuci, si sbaglia di grosso». A mente fredda, dopo aver fatto decantare gli animi per una settimana. Si chiede, e rilancia il quesito sensibilizzando l’opinione pubblica sull’argomento, come abbia agito la maggioranza di governo. «Su 16 consiglieri di maggioranza 7 hanno dato il loro consenso a Vincenzo Scarcello, 3 ad Antonio Micciullo. E gli altri 6? Saranno stati portatori d’acqua dei baronati politici provinciali? Granitico anche il Pd. Sui 4 voti a disposizione, solo la metà ha appoggiato il capogruppo. Gli altri due voti disponibili, dove sono andati a finire?»

RAPANI: LA CITTADINANZA HA IL DOVERE DI SAPERE

Ernesto Rapani ricorda come la maggioranza abbia candidato 4 consiglieri. «Di questi, 2 non hanno ottenuto nemmeno la loro di preferenza. Sarà per “spaccare” dopo non aver ottenuto quanto promesso?» Da qui, il sarcasmo sulla maggioranza. «Se consideriamo che 4 consiglieri “adepti” hanno abbandonato la camarilla già da diverse settimane, che uno di questi si è candidato per prendere zero voti, che un altro ha fatto dietrofront e giurato fedeltà al deus ex machina Graziano, il quadretto della “tenuta” della maggioranza è completo». In tutto questo, anche la giunta ne risente. «L’assessore all’ambiente Giovanni De Simone si è dimesso, sbattendo la porta. E ha accusato l’Amministrazione comunale di immobilismo. Tranne poi essere reintegrato nei ranghi qualche settimana dopo.

Insomma, un balletto infinito di pedine. All’interno di un gioco di ruolo che non fa altro che penalizzare la città e i rossanesi. Per questa serie di ragione invitiamo ad una seria ed attenta riflessione. La cittadinanza ha il dovere di sapere cosa sta accadendo e quanto l’attuale classe dirigente sia attaccata solo ed esclusivamente alla poltrona, infischiandosene dei problemi della gente, della svendita che stanno facendo di questo territorio, mossi solo da sete di potere. I rossanesi lo sappiano ed il governo cittadino mediti, se ha una coscienza». 

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