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Rapani: “Rossano sull’orlo del dissesto finanziario”

ernesto-rapaniMentre sui marciapiedi c’è qualcuno che gioca a fare il candidato a sindaco sostenendo che Rossano è tutta rose e fiori, siamo venuti a conoscenza del fatto che il bando per la tesoreria del Comune è andato deserto. Tradotto? L’amministrazione è senza liquidità. Senza tesoreria e senza liquidità, dal mese prossimo, cosa accadrà?
Lo si legge in una nota vergata dal dirigente nazionale di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, Ernesto Rapani, diffusa oggi 30 gennaio
Ebbene, il problema sta tutto qui. Se il Comune è senza soldi, evidentemente non è riuscito a riscuotere i tributi, il tutto aggravato probabilmente, dai cronici ritardi dei trasferimenti da parte dello Stato. Come un cane che si morde la coda, dunque, sembra non esserci via di fuga dal predissesto che, ci auguriamo non venga dichiarato dal commissario prefettizio.
Le casse comunali sono vuote già da diverso tempo perché non vi è stata la capacità politica di tradurre le problematiche che scaturiscono dal territorio in profitti. Anche in questo caso ricordiamo tutti i progetti da noi proposti, dal Pia Boschi alla pulizia dei torrenti, al piano sul riciclo norifiuti-Enel. Non solo. Non ci hanno mai ascoltato anche quando ponevamo serissimi dubbi sull’operato dell’ente di riscossione dei tributi che non superava il 20% dei crediti e sul quale il sindaco non si imponeva per poi poter permettersi di riscuotere i suoi “crediti personali occupazionali”.
E mentre il sindaco giocava a fare l’equilibrista tentando di non scontentare nessuno, la macchina comunale iniziava a patire conseguenze che oggi possono diventare nefaste. Il suo fallimento, oltre che politico è economico e se dovesse essere dichiarato anche il predissesto finanziario, sarà di certo ricordato come il peggior sindaco della storia di Rossano, sulla quale testa pendono e verranno ricordate per sempre la chiusura del Tribunale, la sciagura dell’alluvione e ora il disastro economico del Comune.

Un disastro annunciato e nascosto, dal quale sarà quasi impossibile rialzarsi in tempi brevi, sia chiaro. E’ bene che la città  non creda a tutti quei candidati che parlano di tributi da tagliare o eliminare.  Al danno la beffa, insomma, poiché la gestione sciagurata dell’Amministrazione comunale targata Antoniotti ricadrà inevitabilmente sulle spalle e sulle tasche dei rossanesi che saranno schiacciati da una pressione fiscale senza precedenti.
Non resta che auguraci che le trattative private che il Commissario è chiamato a istaurare con gli istituti di credito nazionali per l’affido della tesoreria diano esito positivo, altrimenti sarà dissesto.
E’ questa, dunque, l’eredità lasciata dal sindaco ballerino così tanti amante della fascia, delle inaugurazioni, dei cortei, che ama accaparrarsi meriti che rientrano nell’ordinaria amministrazione e non di certo negli eventi straordinari.
La città se ne ricordi.

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