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Quando lo sviluppo passa dal Psa

psapianoÈ ora di fare sul serio, perché lo sviluppo di questa terra – inevitabilmente – passa dal Piano strutturale Associato della Sibaritide.
Sembrano “parole grosse”, ma non è altro che uno strumento urbanistico attraverso il quale passerà lo sviluppo di cinque comuni, per un totale di oltre 100 mila abitanti. I vecchi “Piani regolatori generali”, insomma, sono stati riposti nei cassetti per dar vita ad una programmazione territorialmente più ampia che, com’è noto, vedrà coinvolti i comuni di Rossano, Corigliano, Cassano, Crosia e Calopezzati. Il Psa servirà per programmare, progettare, dettare le prossime regole di sviluppo ed anche per intercettare quei fondi necessari per la realizzazione, attingendo a bandi dell’Unione europea.
Da qualche mese, su queste colonne ci stiamo interessando della questione, semplicemente perché il progresso del territorio transita – giocoforza – da questo strumento, il cui iter di realizzazione è partito da qualche anno. Mancava un tassello, tuttavia, per passare alla “fase due”, la conferenza dei servizi fra i comuni interessati: il documento preliminare del comune di Crosia, già approvato dalle altre parti in causa.
Abbiamo fatto da pungolo, da stimolo, intervistato il sindaco Russo e chiesto lumi sulla questione, ma anche un impegno concreto, una data certa per l’approvazione – via consiglio comunale – del documento preliminare del suo comune. E pur non avendo responsabilità dirette, giacché il ritardo crosiota è figlio di altre amministrazioni, Antonio Russo, sindaco eletto appena da qualche mese, si è rimboccato le maniche ed ha prontamente risolto il problema, portando in Assise il documento. Quello di Russo, dunque, è stato un esempio di buona e sana amministrazione, che ora dovrebbe essere colto da tutti i suoi colleghi perché non c’è da perdere tempo. È vero, il Piano Strutturale della Sibaritide dovrà essere approvato definitivamente da Corigliano, Rossano, Cassano, Crosia e Calopezzati entro il 2018, ma è altrettanto vero che per approvare i documenti preliminari, è stato necessario un arco temporale di quattro anni. Troppi, probabilmente, per potersi permettere ulteriori ritardi sulla tabella di marcia.
Ecco perché ora la palla passa ai sindaci Giuseppe Antoniotti, Giuseppe Geraci, Gianni Papasso, Antonio Russo e Franco Cesare Mangone. A loro spetta il compito di guidare le cinque amministrazioni verso quel futuro migliore che tutti auspicano e che spetta di diritto alle generazioni che verranno.

l. l.

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