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Franco Bruno: Provincia di Cosenza, tra abusi e degenerazione politico-istituzionale

politico-istituzionaleIn questa incerta fase politico-istituzionale , nella quale il senso delle istituzioni pare essersi smarrito nella nebbia di un autunno interminabile, nella quale la libertà e la forza delle idee subiscono l’aggressione della protervia e delle rivendicazioni personali, nella quale qualcuno “non molla” la poltrona e qualcun altro si batte per la legalità, registriamo un primo rilevante successo.
La denuncia formulata qualche giorno fa, sulla evidente incompatibilità di una professionista (che avrebbe dovuto valutare la madre) nominata dal sig. Di Natale nell’Organismo del Nucleo di Valutazione dell’Ente Provincia, ha generato le dimissioni del soggetto nominato e sortito la sua sostituzione. È stata scongiurata una evidente situazione di abuso che avrebbe potuto ingenerare disorientamento ed incomprensioni tra i dipendenti dell’Ente che hanno il diritto, al di là dei legami di sangue e delle appartenenze, di essere giudicati con obiettività e competenza. Altro ancora, però, attendiamo per ripristinare le normali condizioni di legalità e trasparenza.
Continueremo a vigilare su ogni singola azione di questo professore degli abusi e delle illegittime proposizioni, che ritiene di fare scuola, ma che, in realtà, dovrebbe tornare a frequentarla per apprendere che la legalità è, prima di ogni altra cosa, il rispetto e la corretta interpretazione delle leggi dello Stato.

TRA ABUSI E DEGENERAZIONE POLITICO-ISTITUZIONALE

Continueremo a contestare e denunciare, sino alla revoca del provvedimento, la nomina dei due Sindaci di Longobardi e di Morano Calabro nell’Organismo di Controllo di Gestione dell’Ente. Come si può pensare di essere controllori e controllati? Come si può consentire che due Sindaci, chiamati a fare parte dell’Assemblea dei Sindaci della Provincia di Cosenza, possano esprimere un libero voto nelle vicende istituzionali dell’Ente essendo remunerati, per volontà politico-istituzionale, dall’Ente stesso?
È questa la legalità del sig. Di Natale? È questa la trasparenza di un’insignificante comparsa abusivamente proiettata ad un ruolo mai riconosciuto dall’elettorato? È questa la trasparenza di un millantatore che si appropria, senza pudore alcuno, del lavoro svolto dai suoi predecessori senza esprimere un doveroso ringraziamento? È questa la legalità e la trasparenza che avrebbe dovuto portare alle elezioni per il rinnovo del Consiglio Provinciale di cui ancora non si scorge traccia?
Per il sig. Di Natale la legalità è altro; è utilizzare, senza vergogna, le istituzioni abusivamente occupate, per alimentare la prossima e personale campagna elettorale per le elezioni del Consiglio Provinciale di Cosenza e dell’Amministrazione Comunale della Città di Paola. È nominare i suoi amici di paese in ogni ambito e ruolo senza alcun criterio meritocratico, senza alcun confronto sulle competenze e professionalità. È annunciare il trasferimento di risorse finanziare dalla Regione Calabria senza precisare che la condizione di difficoltà economica e finanziaria dell’Ente dipende, per grande parte, dai mancati trasferimenti delle risorse già anticipate dalla Provincia, per onorare il pagamento degli stipendi
dei dipendenti del Mercato del Lavoro (ormai trasferiti alle dipendenze della Regione), e non ancora rimborsate.
Per il sig. Di Natale, legalità e trasparenza è arrestare l’ordinario funzionamento dell’Ente con la proposizione di formule gestionali inefficaci che, assurdamente, rallentano il normale defluire dei procedimenti per concentrare l’amministrazione della Provincia nelle mani di “pochi” burocrati, interpreti interessati di norme inesistenti, in grado di affermare, nel giro qualche giorno, tutto ed il contrario di tutto.
Per noi,diversamente, legalità e trasparenza è contrastare questa degenerazione politico-istituzionale in ogni ambito e sede, per restituire alla comunità ed al territorio organismi ed istituzioni democraticamente eletti. Solo ad esse riserveremo il nostro doveroso riconoscimento.

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