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Province si preparano alla mobilitazione

provinceLe risultanze dell’Osservatorio regionale per l’attuazione della legge di riforma Delrio e l’esito della direzione nazionale dell’Upi di giovedì scorso, sono stati gli argomenti all’ordine del giorno della riunione dell’Upi Calabria. Convocata dal presidente Enzo Bruno e tenuta questa mattina nella sala Giunta della Provincia di Catanzaro. In premessa, i presidenti delle quattro Province calabresi hanno registrato il ripristino di un sereno clima di collaborazione tra Upi Calabria e Regione. Conseguente all’incontro tra il presidente Bruno e il governatore Mario Oliverio. Si è affrontato in maniera organica  la complessa problematica delle competenze e delle funzioni residuali che le Province calabresi garantiscono a seguito della legge Delrio e della legge regionale 14/2015.

PROVINCE, I PRESIDENTI CHIEDONO UNA RISPOSTA LEGISLATIVA

I componenti dell’Upi Calabria, quindi, hanno preso atto dell’esito della recente interlocuzione impostata con la Regione. Che ha portato prima di tutto alla convocazione dell’Osservatorio regionale. L’avvio di questo fondamentale confronto ha portato alla convocazione dei tavoli tecnici. Finalizzati alla definizione delle partite economiche tra le singole Province e la Regione Calabria. Con particolare riferimento alle funzioni ed alle competenze residuali. Quali i parchi, musei, strutture sportive, centri per l’impiego. Si tratta dell’esercizio di competenze che le stesse Province hanno finora garantito. E che necessitano di accordi formali e di convenzioni. Utili per la prosecuzione della erogazione di molteplici servizi all’utenza e del riconoscimento delle spese sostenute.

Per quanto riguarda il futuro delle Province, i presidenti degli Enti intermedi calabresi chiedono con forza una celere risposta legislativa. Che consenta di restituire con urgenza autonomia organizzativa e gestionale ad una istituzione costitutiva della Repubblica. Si tratta di funzioni che hanno comportato un notevole impegno finanziario giuridicamente vincolante. Che deve essere garantito dalla Regione Calabria. A pena del rischio di compromettere lo stesso esercizio delle funzioni fondamentali assegnate alla Provincia dalla legge Delrio. E di dovere interrompere le attività ed i servizi. Con gravi ripercussioni sia d’ordine sociale che ambientale e culturale. Il Consiglio regionale da oltre due anni non riesce a legiferare in materia. Lasciando alle Province il compito di anticipare i costi di gestione e costi di personale non più sostenibili.

APERTA INTERLOCUZIONE MOLTO FORTE CON LA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA

Se queste somme non saranno riconosciute la conseguenza sarà quella di mandare in dissesto gli Enti. Al termine dello svolgimento dei tavoli tecnici bilaterali, l’Upi Calabria chiede la convocazione del tavolo tecnico per la definizione delle convenzioni relative al funzionamento dei Centri per l’impiego. convenzione che – secondo i quattro presidenti – deve essere rivista e riscritta. sulla base delle criticità che si sono riscontrate nel 2016. A partire dalla definizione di nodi cruciali come il turn over e la regolarizzazione dei trasferimenti regionali per il pagamento degli stipendi e lo svolgimento dei servizi. I presidenti delle Province si sono detti consapevoli del fatto che i livelli di discussione per la definizione del futuro degli Enti sono due: nazionale e regionale.

A livello nazionale, l’Upi ha aperto una interlocuzione molto forte con la presidenza della Repubblica e con il governo nazionale. Mentre, per quanto riguarda, invece, la vicenda regionale questa si giocherà interamente in Calabria. Sull’attuazione della legge di riforma cosiddetta Delrio. Tutte queste questioni sono state inserite all’ordine del giorno. Discusse nella riunione dell’Upi nazionale del 9 marzo – ha spiegato il presidente dell’Upi Calabria, Enzo Bruno -. Che ha attivato un percorso di mobilitazione finalizzato a difendere le prerogative delle Province. A partire da oggi con il deposito di esposti cautelativi in tutte Procure della Repubblica, della Corte dei conti e delle prefetture d’Italia.

Fonte: Corriere della Calabria

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