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Prostata: soluzione mini invasiva di IGreco Ospedali Riuniti

prostataUn progetto dalle concrete potenzialità di sviluppo, materia d’interesse anche a livello internazionale. Si tratta di un nuovo e innovativo metodo rivolto a tutti coloro che soffrono di prostata. O meglio di iperplasia prostatica benigna (frequenza ad urinare, incompleto svuotamento, flusso urinario debole). Un metodo sostanzialmente privo di qualsiasi complicazione quello dell’ablazione laser interstiziale trans perineale ecoguidata (PLA). Che è conseguenza di un’intuizione e di una pratica interventistica consolidata. E, cioè, l’impiego del laser a bassa potenza, utilizzato finora nella cura di altre patologie.

In Calabria gli interventi di laser prostatico mininvasivo sono effettuati dal dott. Renato Esposito, endocrinologo esperto di ecografia interventistica (coadiuvato da un team di urologi) negli ospedali riuniti IGreco a Cosenza. “Finora, spiega il dott. Esposito,  il trattamento dell’ipertrofia prostatica è coinciso con la resezione endoscopica della prostata (TURP). Ora anche con il laser, il PLA – invece – costituisce un’autentica innovazione. Considerato che estende a questa patologia una metodica interventistica, il laser a bassa potenza. Impiegata finora nella cura della tiroide. Si utilizza un laser con una potenza di 3 watt ed un ago di piccolo calibro 21G. Per un intervento senza alcun rischio di sanguinamento e senza causare come conseguenza la tanto temuta eiaculazione retrograda. Che non permette al liquido seminale di uscire correttamente verso l’esterno. Come invece avviene normalmente durante l’eiaculazione.

PROSTATA, DOTT. ESPOSITO: PROGETTO OGGETTO DI UN CRESCENTE INTERESSE

Di fatto – prosegue il dott. Esposito – l’intervento, che dura complessivamente circa 60 minuti,  viene eseguito in anestesia locale per via percutanea transperineale  e non  dall’uretra; il paziente non si accorge del trattamento. E non va incontro a nessun disturbo post-operatorio o ad altre eventuali complicanze. Partito come progetto limitato a pazienti che rifiutavano le terapie chirurgiche tradizionali o che presentavano problematiche di ordine generale (scompenso cardiovascolare, alto rischio di sanguinamento ecc. ), Il PLA – conclude Esposito –  sta ottenendo risultati molto incoraggianti ed è oggetto di un crescente interesse.

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