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Promozione territoriale, Morandi in mezza giornata ha fatto quello che qui si tenta di fare da 20 anni

Il cantante bolognese con un selfie al San Marco invade i social. Forse a queste latitudini è arrivato il momento di rivedere le strategie di marketing

Chiara Ferragni agli Uffizi di Firenze, Gianni Morandi al Codex e al San Marco di Corigliano-Rossano. Non sono semplici foto quelle che i “vip” postano sulle loro pagine social davanti a monumenti, opere d’arte e panorami. Sono vere e proprie azioni di marketing che sostengono e non poco la promozione di un territorio.

Tant’è che è bastato un selfie che il celebre cantante bolognese si è fatto scattare di fianco al leone e alla chiesa bizantina del San Marco, nel centro storico di Rossano, per far rimbalzare uno dei simboli identitari della nostra città sulle bacheche di decine di migliaia di persone di tutto il mondo.

I numeri della pagina social di Gianni Morandi parlano da soli e quelli sotto la foto del San Marco ancora di più: in appena due ore 27.466 like, 2.542 commenti e 1.730 condivisioni che moltiplicano in modo esponenziale le visualizzazioni. E, quindi, anche la curiosità di chi ha guardato quella foto di saperne di più sul quella chiesa e su quel monumento. Basterebbe anche che si incuriosisse l’1% delle persone che hanno visto quel selfie per far arrivare nel cuore del centro storico bizantino un fiume di turisti.

Insomma, Gianni Morandi in una mattinata a Corigliano-Rossano è riuscito a fare quello che da queste parti stiamo tentando di fare da 20 anni a questa parte. Senza alcun successo.

Certo non si possono pagare i “vip” per chiedergli di venire a farsi un selfie davanti al castello piuttosto che al Patire o al Codex o proprio difronte al San Marco. C’è un modo, però, perché Corigliano-Rossano possa diventare meta dei personaggi dello spettacolo, della moda, del calcio e del cinema. E passa diritto dai servizi, di qualità

Il cult-pop che in questi ultimi tempi è arrivato sul territorio (da Placido a Pulgar, dalla Perego a Morandi, appunto), per avere efficacia deve avere una continuità. E per avere continuità deve essere supportato da un’accoglienza degna di questo nome.

Ecco perché, forse, prima di pensare a tanti fronzoli (spesso inutili) che sono fini a se stessi, bisognerebbe riflettere (questa volta seriamente) sulla riformulazione delle strategie dei servizi. Lavorare, ad esempio, alla conversione di un’area del porto da dedicare allo yachting, facendo in modo – magari – di attivare prima un service planning della struttura (approvvigionamento idrico, raccolta rifiuti, sicurezza, illuminazione, etc.).

Programmare un piano urbanistico che crei strutture di vera attrazione per il turismo che diano lavoro e allo stesso producano attrazione. Spendersi per idee che magari sembrerebbero folli ma che alla fine possono rivelarsi efficaci, come ad esempio la candidatura di Corigliano-Rossano a capitale europea della cultura (ci sarebbero tutte le condizioni!).

Tutti noi conosciamo, ormai, la celebre “Notte della Taranta” di Melpignano: un evento nato dal genio di un amministratore di un piccolo comune del salento, fino a qualche anno fa sconosciuto, che si è inventato un evento che oggi è famoso in tutto il mondo e porta in quel piccolo centro fuori Lecce gente da ogni angolo del pianeta.

Ma soprattutto servirebbe avere solo un po’ più di senso civico e amor patrio mantenendo il nostro patrimonio artistico-culturale sempre pronto alla massima fruizione: spiagge pulite, monumenti accessibili (gli unici siti di interesse artistico e culturale della città sempre aperti oggi sono il museo del Codex, quello della Liquirizia ed il Castello Duceale a fronte di un patrimonio immenso da poter visitare). Insomma, una città accogliente. Oggi lo siamo? Forse no.

Allora, a Gianni Morandi, per il suo selfie al San Marco e per la grande e bella promozione (gratuita) che ha fatto alla nostra città e al suo territorio, non possiamo che dirgli “grazie di cuore”. A noi, invece, l’impegno a fare tesoro di queste esperienze e di renderci moltiplicatori di esse. Sarebbe questa la più grande rivoluzione di tutti i tempi.

mar.lef.


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