Home / Attualità / Privatizzazioni: Enel, trasporti, giustizia, sanità, un dramma. L’agonia dei senza lavoro.

Privatizzazioni: Enel, trasporti, giustizia, sanità, un dramma. L’agonia dei senza lavoro.

privatizzazioniL’EDITORIALE DI MATTEO LAURIA

La politica delle privatizzazioni ha fallito. E’ stata utilizzata solo per giustificare i tagli con l’alibi dell’aziendalizzazione e della relazione “costo/beneficio”. Manager della forbice con stipendi d’oro con il solo obiettivo di sbarazzarsi di personale umano e impianti, senza rendersi conto che alla fine lo smantellamento del servizio pubblico ha costituito un danno paradossalmente proprio all’economia italiana e, in particolare, a quella meridionale.

Per non parlare dei disastri posti in essere sul versante jonico calabrese. Una lenta agonia che ha distrutto tutto l’apparato infrastrutturale trasportistico pubblico, energetico, sanitario, giudiziario. E tutto questo è stato bollato sotto l’egida delle famose politiche neoliberiste sostenute dal centrodestra e avallate dal centrosinistra. E’ in questa errata visione che s’inserisce, oggi, il successo dei Cinquestelle.

Privatizzazioni, smantellate le biglietterie di Sibari e Cariati

E’ delle ultime ore la notizia dello smantellamento definitivo delle due uniche biglietterie presenti sulla tratta jonica cosentina di Trenitalia: Sibari e Cariati. Tutta la rete è stata smembrata. Come non ricordare il servizio reso dalle ex ferrovie dello Stato d’un tempo, quando  vi era personale adeguato, funzionari, capistazione, manovali. E  tutto l’indotto attorno a ciascuna stazione ferroviaria: bar, ristoranti, noleggio, etc. Quanti posti di lavoro sono stati persi? In cambio cosa abbiamo ottenuto? Né è possibile ipotizzare che non vi era mercato sulle linee di lunga percorrenza. Basta rispolverare i convogli Crotone-Milano, Reggio C.-Torino, Crotone-Roma, Reggio C-Bari, tutte corse che garantivano la mobilità pubblica sia regionale che extraregionale, il cui ripristino è richiesto, tutt’ora a gran voce dall’utenza.

Ed era anche difficile trovare posto in I e II classe, o le famose “cuccette”. Nessuno ha mai spiegato formalmente il motivo per cui lo Stato ha ceduto rispetto al traffico su gomma. E pensare che le privatizzazioni avrebbero dovuto stimolare i principi di competitività! Tutta una maschera per coprire i grossi interessi, avvantaggiare le solite lobby e colpire la povera gente. L’idea di privatizzare la sola gestione mantenendo in piedi i pacchetti azionari prevalentemente a maggioranza statale, ha costituito l’escamotage per smantellare quanto il pubblico in passato era riuscito a garantire con alto senso dello Stato.

Energia, sanità, giustizia… settori colpiti da logiche neoliberiste 

Idem nella sanità, grazie ai processi di aziendalizzazione, nel settore dell’energia e della giustizia dove contano i numeri e le protezioni politiche. Come non ricordare la chiusura del tribunale di Rossano ritenuto, secondo alcuni improduttivo, senza mai chiarire il perché non sia stato soppresso il presidio di Paola o di Castrovillari (a mio avviso nessun tribunale in Calabria avrebbe dovuto subire questa sorte). Anche qui le solite logiche antieconomiche di razionalizzare le spesa pubblica, salvo poi non comprendere che oggi i costi di gestione a seguito dell’accorpamento del tribunale di Rossano a Castrovillari sono persino aumentati.

Altra tegola sulla testa dei cittadini della Sibaritide è la dismissione della centrale Enel su cui è calato uno strano silenzio, eccezion fatta per il progetto Futur-e che al momento si rivela solo aria fritta, utile a prendere tempo per poi non fare nulla.  Nel frattempo a quei pochi elettrici rimasti in centrale, ormai ultrasessantenni, si chiede di fare i guardiani solitari in Sila al Cecita in qualche diga per 24 ore al giorno, magari incentivati con qualche super proposta economica. Altro che politiche per la famiglia! Qui si lavora per distruggerla.

Enel, le due amministrazioni pensano a litigare anziché programmare

Sul futuro della centrale, tuttavia, non tutti i mali giungono dall’alto, molte responsabilità ricadono proprio su di noi, buoni a paralizzare ogni iniziativa. Ricordiamo tutti la fase della riconversione a carbone (personalmente contrario)! Una esplosione di iniziative, tutti a prendere posizione. Non vi era giorno sulla stampa che non si parlasse del tema. Comitati, sindacati, partiti, sindaci, associazioni, gli uni contro gli altri. Un territorio in fermento. A seguito del ritiro del progetto tutto rientrò. Viene da chiedersi: e ora? Come mai tutti in silenzio? Eppure la situazione sociale è ancora più grave rispetto ad allora! In realtà siamo una popolazione culturalmente controversa, molto rissosa, in cui prevalgono i personalismi, a scapito degli interessi generali. E le recenti elezioni ne sono state una ennesima riprova in determinati ambienti dello scenario politico.

Ad ogni modo la questione Enel, vista da alcuni come un affare su cui speculare, va affrontata in chiave “fusione”. La zona di Sant’Irene è altamente strategica, e in quanto tale è l’intera futura classe dirigente di Corigliano e di Rossano che deve deciderne il destino. Il dramma è che le due amministrazioni, a pochi giorni dall’insediamento del commissario continuano a litigare (vedi la questione del personale comunale) anziché avviare processi sinergici di sviluppo economico.

Commenta

commenti