Home / Attualità / Privatizzazioni devastanti nella Sibaritide

Privatizzazioni devastanti nella Sibaritide

L’EDITORIALE DI MATTEO LAURIA

Privatizzazioni

L’area della Sibaritide: mare, montagna e centri storici

Ho sempre avuto rispetto delle diverse posizioni politiche distintesi, nell’ultimo ventennio, tra liberal democratici (centrodestra)  e social democratici (centrosinistra). Le ideologie, è indubbio, rappresentano il motore di programmi e progetti e un ritorno ad esse non solo è auspicabile ma diviene quasi necessario al fine di riscoprire quei valori oggi purtroppo perduti.

Un dato, tuttavia, è certo: in questo fazzoletto di terra, la Sibaritide, le politiche liberali dedite alle privatizzazioni, con la compiacenza del centrosinistra e finanche delle organizzazioni sindacali, si sono dimostrate fallimentari e deleterie. Gli esempi non mancano. Politica energetica: centrale di Rossano dismessa; politica trasportistica: stazioni ferroviarie chiuse e corse soppresse; e ancora politica sanitaria: persi due ospedali (Cariati e Trebisacce) e sottodimensionati i presidi di Rossano e Corigliano; politica sulla giustizia: tribunale di Rossano sparito in un batter d’occhio e i costi per il mantenimento degli uffici del giudice di pace a carico dei comuni. E l’elenco potrebbe continuare, ivi incluso il sistema scolastico sottoposto a processi di drammatica razionalizzazione.

SI SAREBBERO DOVUTI METTERE DA PARTE GLI INDICI DI PRODUTTIVITÀ

Avremmo dovuto pretendere, in una terra in cui è forte l’emigrazione per mancanza di lavoro, la presenza di servizi e prestazioni garantiti dallo Stato mettendo da parte la logica degli indici di produttività, se non altro per il fatto che ognuno di noi paga le tasse e non certo in base ai servizi resi. Il regime fiscale è eguale per tutti sia se si vive in una città con tre aeroporti sia se si vive in una realtà quasi da terzo mondo, come la nostra.  Un esempio su tutti: oggi gli avvocati dell’ex foro di Rossano hanno una tassa occulta di almeno 2500 euro annui, limitandosi ai soli costi di carburante (media stimata per tre volte a settimana per raggiungere Castrovillari in auto). Uno stesso professionista residente a Cosenza, Castrovillari o Paola, è esente da questo onere. Eppure la tassazione è eguale per tutti.

PRIVATIZZAZIONI, OGGI VIVERE NELLA SIBARITIDE È INSOSTENIBILE 

Tale principio vale per tutti gli altri settori della vita pubblica. E’ auspicabile a questo punto o un ritorno alle famose “gabbie salariali” ( retribuzione/ costo della vita – tenendo conto dei luoghi e dei servizi erogati) oppure un regime fiscale differente che vada incontro a chi gode di meno assistenza e servizi statali. Oggi, vivere nella Sibaritide, è davvero insostenibile: persino il costo del carburante risulta più alto rispetto ad altre aree dello stesso Meridione d’Italia. Immaginiamo una famiglia con uno o più figli a carico da sostenere, che frequentano ancora la scuola dell’obbligo o magari iscritti all’Università. Quanto costa ai genitori?

E pensare che il diritto allo studio è tutelato dalla Costituzione… Il sistema sanitario pubblico non è grado di offrire risposte immediate nella diagnostica, ragion per cui diventa necessario rivolgersi spesso o a strutture private o andare fuori regione con tanto di costi aggiuntivi. Temi, questi, che dovrebbero essere affrontati nelle sedi opportune e veicolati eventualmente in Parlamento. Chi se ne occupa?

GESTIONE AZIENDALE DELL’APPARATO PUBBLICO

Praticamente nessuno e noi tutti subiamo in maniera passiva, rassegnati alla mentalità del “Sissignore!”. Considero le privatizzazioni una vera e propria farsa. Questa filosofia, in larga parte, si è tradotta in una visione di gestione aziendale dell’apparato pubblico, ma la proprietà è rimasta a prevalente capitale pubblico. Serviva quindi un escamotage per chiudere i servizi appellandosi ai criteri di produttività. Niente di più sbagliato in queste zone, le quali rispetto a tutto il resto d’Italia non erano nelle condizioni di poter affrontare la sfida, se non altro perché si tratta di un territorio scarsamente industrializzato, senza infrastrutture, sprovvisto di università. Un’area che conta piccoli numeri in termini di flussi e di traffico a tal punto da non poter  reggere né giustificare investimenti da parte dello Stato in nessuna direzione.

CON I FONDI RISPARMIATI LO STATO RIPIANA I DEBITI DELLE BANCHE

Tali consapevolezze avrebbero dovuto indurre i più lungimiranti a frenare lo sterminio successivamente avvenuto. Inquieta infine il dato secondo cui a fronte dei tanti tagli (chiuse ferrovie, ospedali, tribunale, Enel, etc etc) protesi a razionalizzare la spesa pubblica ed i cui effetti hanno finito con il colpire prevalentemente la povera gente, lo Stato con i fondi risparmiati intervenga a ripianare i debiti delle banche provocati da industriali senza scrupoli.

Commenta

commenti