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Primarie: un bel gioco dura poco

callipo oliverio speranzaLa politica, in questo periodo, è in caduta libera, perde credibilità giorno dopo giorno ed allontana i cittadini dalle istituzioni elettive. Le questioni sul tappeto sono abbastanza inquietanti. Ancora nelle nostre orecchie risuonano gli annunci roboanti sulla chiusura delle province, sui presunti risparmi realizzandi e su una istituzione sovracomunale che sarebbe scomparsa, pur avendo tanti anni di storia sul groppone.
Nulla di tutto questo è accaduto. La scelta degli esecutivi provinciali è stata sottratta al famoso elettorato attivo, cioè ai cittadini, ed il presidente verrà scelto e designato da eletti, cioè da sindaci. Questi ultimi non solo avranno le gatte da pelare nei propri comuni, ma dovranno fare i conti con un ente intermedio che, nella prima classificazione delle autonomie locali, avrebbe dovuto ricevere le deleghe dalla Regione.
Non è mai accaduto, perché l’istituto regionale da ente di programmazione ha preferito rimanere ente di programmazione e di spesa. Misteri. Già qualcuno mette in parallelo questa pseudo-riforma con quella del Senato perché, più o meno anche in questo caso, di designazioni extra popolo si tratta.
L’altra contraddizione, che vive la politica nostrana in queste ore, è sulle ormai stomachevoli primarie. Non se ne può più di questo tormentone snervante, che un giorno ci riempie di carica perché saremo noi a scegliere chi dovrà correre per la Regione, il giorno dopo “fermi tutti, arrivo io”, cioè un papa nero dietro l’angolo, perché o si vota il 12 ottobre o un terremoto sconvolgerà questa regione.
Siamo seri, la regione è già sconvolta da anni e anni di istituto regionale, non dall’ultima giunta. Quello che è accaduto in Calabria è il frutto di programmazioni puntualmente rimesse in discussione ogni volta che è stato ribaltato il fronte politico.
Allora, serietà vorrebbe che i cittadini scegliessero Wanda FerroMancini, Callipo oppure Oliverio per i vari schieramenti, dando già una prima preferenza sul nome. Dopo, presentati i programmi, indicate le squadre che si candidano ad amministrare, si voti.
Attenzione, ancora una volta si sta sottovalutando il fenomeno della protesta, un fenomeno che, dalle nostre parti, ancora non si è manifestato per come è accaduto altrove. Sia l’astensionismo o una certa propensione verso movimenti lontani dalla politica, che non propongono nulla, potrebbero rappresentare una sorpresa clamorosa tale da rendere ingovernabile la Calabria.
A questo punto, chi propone un governo delle larghe intese, che tiri fuori la nostra regione dalle secche su cui è finita, probabilmente non ha tutti i torti. I conti, i fondi europei che forse torneranno indietro, la sanità ed ogni altro annesso sono elementi troppo importanti, per la vita stessa dei circa due milioni di abitanti di questa regione.
Ci chiediamo: si può continuare a giocare a “primarie si, primarie no”? Un bel gioco dura sempre poco.

Il Brigante

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