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Bevacqua: L’arrivo del presidente Mattarella

MATTARELLA

Bevacqua

Desidero esprimere il mio più caloroso benvenuto al presidente Matterella che sarà domani all’Unical in occasione dell’anno accademico: è la seconda volta ch’egli onora la nostra terra della sua presenza, dimostrando tangibilmente la sua attenzione e la sua vicinanza alle nostre comunità.

Allo stesso modo, voglio esprimere la mia perplessità in relazione alla poca attenzione che pare essere rivolta all’evento, quasi si trattasse di un episodio di routine, non abbastanza degno di assurgere alle cronache ad altre tematiche interessate. Sappiamo bene quanto la Calabria sia una terra difficile, quotidianamente vessata e sfregiata da mille illegalità e mali endemici.

Ma, forse, dimentichiamo troppo spesso quella maggioranza di persone che, ognuna nel proprio contesto e nella propria attività, si impegna, giorno per giorno, per contrastare la deriva e invertire la rotta. Non si tratta di ingenuo ottimismo: si tratta, piuttosto, di prendere atto che un altro presente e un altro futuro sono possibili.

L’ARRIVO DEL PRESIDENTE MATTARELLA

E sono possibili perché già esistono. Penso ai tanti onesti imprenditori che continuano a perseguire uno sviluppo limpido e sostenibile; penso ai tanti amministratori che si impegnano per coltivare una cultura della legalità sentita come imprescindibile. Sto parlando di chi non cede all’immagine di una regione non più redimibile, sto parlando di chi non si arrende, di chi vuole con ostinata pervicacia continuare a vivere qui e a farlo da cittadino, da uomo libero.

È a costoro che il presidente Mattarella viene a stringere la mano: lo fa da massima istituzione della Repubblica e da uomo di irreprensibile moralità. Nel mio piccolo, nel momento in cui avrò l’occasione di interloquire con lui, non nasconderò la polvere sotto il tappeto, non gli parlerò di un mondo che non esiste: ma gli parlerò di un mondo che vuole esistere e che, a dispetto di ogni vieto luogo comune, sa che il nocciolo duro di questa terra è fatto di teste dure, che non mollano e che sanno quanto sia importante percepire di non essere soli, di non essere lasciati soli. Per questo dico: Grazie Presidente. Noi perseveriamo, lei ci sia vicino: insieme continueremo il cammino.

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