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Polo Covid, Carino: «In reparto sono ricoverati pazienti anziani fragili con polmonite interstiziale»

Le precisazioni del direttore sanitario dello spoke di Corigliano-Rossano sui primi giorni di operatività dell’unità operativa ospedaliera dedicata all’emergenza coronavirus

È di fatto un bollettino quello che ha diramato stamani la direzione medica dello spoke di Corigliano-Rossano sulle condizioni sanitarie dei degenti che si trovano ricoverati all’interno del reparto Covid del “Giannettasio”. «Ieri – scrve il direttore Pierluigi Carino – abbiamo registrato il decesso di una paziente di 93 anni, affetta da gravi pluripatologie, sebbene adeguatamente assistita. Nel reparto, invece, coesistono altri pazienti anziani fragili con pluripatologie in insufficienza respiratoria da polmonite interstiziale con un quadro clinico tipico dell’infezione da Covid-19».

La direzione medica precisa altresì che – come avevamo anticipato già nei giorni scorsi (leggi anche Polo Covid, negativo il tampone rapido sulla degente di Nefrologia) «è rientrato l’allarme di un paziente in nefrologia ricoverato prima dell’apertura del reparto COVID-19 (per il quale pertanto sin da subito si era esclusa qualsiasi relazione con il reparto di cui sopra) che era risultato positivo a un test sierologico (notoriamente meno puntuale dei tamponi in quanto esprime frequentemente falsi positivi) ma che a seguito di un tampone oro-faringeo è risultato negativo per il covid-19»

Nelle precisazioni, inoltre, vengono riportate altre informazioni attinenti alle modalità di attivazione del Polo Covid nel presidio rossanese. «L’attivazione, in esecuzione dell’Ordinanza Regionale n. 82 del 29/10/2020, è avvenuta in urgenza nella serata del 30 ottobre scorso – scrive Carino – sulla scorta di una richiesta impellente, da parte della Direzione Medica dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza e della Centrale Operativa 118 di Cosenza, di accogliere dei pazienti provenienti da una Casa Alloggio per Anziani che non potevano essere ricoverati presso l’Annunziata di Cosenza per indisponibilità di posti letto. In tempi brevissimi, e grazie all’abnegazione del Dr. Giampaolo Malomo e dei suoi medici specialisti pneumologi nonché di infermieri e operatori socio sanitari, cui tutti va il nostro sentito ringraziamento, si è proceduto a rendere operativa una area di degenza all’uopo strutturata nel corso della prima ondata della pandemia (a suo tempo non attivata in quanto non è stato necessario per il numero contenuto di pazienti in area jonica). Nel corso di poco tempo si sono ottimizzati risvolti organizzativo assistenziali, non ultimo la dotazione di un emogasanalizzatore dedicato al reparto COVID-19, così da renderlo autonomo in una procedura indispensabile al governo clinico dell’ammalato»


 

 

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