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Polizia stradale, implementare gli organici

“La provincia di Cosenza ha registrato una progressiva ed inesorabile diminuzione del personale”

polizia stradaleVincenzo Rodi, segretario generale provinciale della U.I.L. Sicurezza, sindacato di ispirazione confederale della Polizia di Stato, denuncia, a mezzo di un comunicato, le gravi carenze di organico della Polizia Stradale nella provincia di Cosenza. “La Polizia Stradale, eccellenza della Polizia di Stato italiana e modello in tutta Europa quanto a specializzazione e professionalità, svolge un ruolo insostituibile nella prevenzione del fenomeno infortunistico sulle strade italiane, operando, al contempo, nella prevenzione e repressione dei reati commessi in ambito stradale. Nella provincia di Cosenza, la Polizia Stradale, oltre alla vigilanza del tratto di competenza dell’autostrada A2 del Mediterraneo, si occupa in via prioritaria della vigilanza di tre importantissime arterie stradali.

Parliamo della Strada Statale 106 ionica (con i Distaccamenti di Trebisacce e Rossano); la Strada Statale 18 tirrenica (con i distaccamenti di Scalea e Paola); la Stradale Statale 107 Silana-Crotonese (di cui si occupa la Sezione Polizia Stradale di Cosenza). Complessivamente, dunque, un totale di oltre 320 Km di strade statali interessate da un ingente traffico veicolare e connotate, purtroppo, da un tasso di incidentalità molto elevato. I dati ufficiali sull’incidentalità in Calabria riferiti all’anno 2018 evidenziano in modo chiaro che proprio tali tipologie di arterie presentano i maggiori rischi di sinistri. Solo l’11% degli incidenti si sono, infatti, verificati in ambito autostradale mentre, la restante parte, si è verificata in ambito extraurbano (fra strade comunali, provinciali e statali).

LA POLIZIA STRADALE NELLA PROVINCIA DI COSENZA HA REGISTRATO PROGRESSIVA DIMINUZIONE DEL PERSONALE

E se da un lato il primato numerico di sinistri è detenuto dalle strade comunali (con esiti infausti fortunatamente assai limitati), dall’altro, le strade statali vantano il ben più triste primato in termini di numero di decessi, presentando i più elevati indici di gravità, mortalità e lesività. Ed è proprio la provincia di Cosenza, in tale contesto, a registrare il trend maggiormente preoccupante tra quelle calabresi, per numero di sinistri (1016), numero di feriti (1649) e numero di morti (45). Il tutto senza dimenticare che in questa provincia si registra un indice di mortalità (ovvero numero di decessi ogni 100 sinistri) superiore al doppio della media nazionale. Un quadro preoccupante, che avrebbe dovuto spingere il Ministero dell’Interno, anche nell’ottica del perseguimento, entro il 2020, dell’agognato obiettivo di dimezzare i sinistri sulle strade europee, a rinforzare i reparti territoriali.

Ed invece, nell’ultimo quindicennio, la Polizia Stradale nella provincia di Cosenza ha registrato una progressiva ed inesorabile diminuzione del personale, con la logica conseguenza di una sempre minore presenza di pattuglie sul territorio. E se i reparti autostradali (ai quali per una serie di motivi viene evidentemente riservata la priorità), riescono comunque a garantire la loro presenza costante (seppur, è bene precisarlo, con un numero di pattuglie di gran lunga inferiore rispetto a quello che accadeva cinque o dieci anni fa), di contro dobbiamo dolorosamente registrare che sulle tre strade statali principali la presenza della Polizia Stradale, in diverse fasce orarie della giornata, non è affatto garantita. Uno stato di cose, quello descritto, che preoccupa tanto in termini di fenomeno sociale – laddove le nostre strade continuano a mietere un numero di vittime sempre troppo elevato – quanto in termini di sicurezza degli operatori, spesso costretti a turni massacranti.

RIDUZIONE DEL RICAMBIO DEL PERSONALE

E’ sovente accaduto, infatti, proprio a causa della carenza di personale, che alcuni operatori, dopo essere intervenuti per il rilevamento di un incidente stradale, abbiano dovuto prolungare il loro turno per molte ore a causa della concomitante assenza della pattuglia del turno successivo. Così come è accaduto che una pattuglia in servizio ad un Distaccamento della costa ionica sia stata costretta ad intervenire a moltissimi chilometri di distanza dal proprio tratto di competenza per il rilevamento di un sinistro. In sintesi, una condizione operativa che mette a dura prova le energie psicofisiche degli operatori, con inevitabili rischi per l’efficienza del servizio. A causa della carenza di organico, vi è una riduzione di ricambio del personale per cui i poliziotti in attesa di trasferimento ad altra sede o Reparto corrono il rischio concreto di veder allungarsi di molto i tempi di attesa.

Una situazione sconcertante, causata da inspiegabili tagli al personale nel corso degli anni che, nonostante il tentativo dei vertici locali di “tamponare” le carenze anche con l’impiego del personale in servizio negli uffici, restituisce dati impietosi: numerosi quadranti di servizio senza le pattuglie nelle varie tratte di competenza e una sostanziale scarsa presenza sulle arterie principali (autostrada esclusa). La provincia di Cosenza, caratterizzata da un territorio vastissimo (quinta provincia per estensione in Italia e seconda nel Sud Italia) merita certamente una presenza costante e massiccia della Polizia Stradale così come i poliziotti meritano di poter lavorare in condizioni dignitose, che non li obblighi a turni massacranti causati dalla carenza di personale.

INVIATA FORTE DENUNCIA AL DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA

Per tale motivo, abbiamo inviato una forte denuncia al Dipartimento della Pubblica Sicurezza al fine di ottenere una implementazione dell’organico in tempi rapidi, anche in ragione dell’approssimarsi del periodo natalizio, notoriamente caratterizzato da un flusso automobilistico assai più elevato e scontate ricadute sul potenziale verificarsi di sinistri stradali. Eguale istanza rivolgiamo a tutte le forze politiche e sociali, affinché si facciano promotrici di iniziative a sostegno di questa battaglia, la cui vittoria soddisferebbe non tanto e non solo le legittime aspettative degli operatori delle forze di polizia ma anche e soprattutto quelle di ogni fruitore delle nostre strade.

Troppo spesso in questi anni abbiamo sentito sbandierare la “sicurezza” come un obiettivo primario da parte di politici di tutti gli schieramenti. Tuttavia, la sicurezza non si fa con gli slogan ma con i numeri, gli investimenti e le scelte strategiche tarate sulle effettive necessità dei territori.


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