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«Politici del territorio, se non siete in grado di difenderci allora ditecelo chiaramente»

Riceviamo e pubblichiamo l’accorata appello dell’avvocato rossanese Luigi Pirillo riguardante la tratta ferroviaria dello Jonio calabrese

Ma come è possibile che non ci sia nessuno che ha la voglia e la capacità di difendere la Calabria Jonica? Come è possibile che nessuno si alzi per dire: esistiamo anche noi? Da più parti, sono state, giustamente e legittimamente, formulate rimostranze in merito alle misure governative in tema di ferrovia ad alta velocità previste nel c.d. decreto rilancio, che non contempla interventi adeguati per il Sud e la Calabria, pari a quelle riguardanti più aree del Nord. E’ stato giustamente detto che la linea ferroviaria Salerno – Reggio Calabria deve essere potenziata in modo da consentire l’alta velocità vera (ossia quella che permette velocità da 300 a 350 km/h) e che la stessa cosa va fatta per la linea Taranto – Metaponto – Potenza – Battipaglia. Invece di prevedere che su tali tratte sia al massimo consentito ai treni di raggiungere la velocità di 200 Km/h. Tuttavia, in siffatto contesto, nessuno ha rappresentato che esiste anche una tratta ferroviaria jonica che va da Metaponto in giù, verso Corigliano, Rossano, Crotone, Catanzaro e poi, via via, fino a Reggio Calabria.

È la solita solfa! La stessa storia e lo stesso destino amaro che ci è stato riservato riguardo alle strade. Con una S.S. 106 che si prevede a doppia carreggiata solo fino a Sibari (se tutto andrà bene). So, in proposito, degli interventi sulla stampa dell’On. Oliverio e dell’On. Ferro (che alla fine, chi più chi meno, hanno legami territoriali con lo Jonio), che hanno rivendicato, legittimamente, un diverso trattamento riguardo alle specifiche tratte di cui sopra ma che non hanno speso una parola, che dicasi una, per la ferrovia jonica. Da queste parti, sullo Jonio, da Rocca Imperiale fino a Crotone, abbiamo otto parlamentari del Movimento 5 Stelle, di cui 5 solo nell’area attorno a Corigliano e Rossano (Abate, Baldino, Forciniti, Sapia, Scutellà, con la seconda di Paludi, seppure eletta nel Lazio); abbiamo più consiglieri Regionali (Bevacqua, Gallo, Graziano) e l’Assessore Regionale all’Agricoltura, in persona dello stesso Consigliere Gallo. Eppure nessuno di questi che abbia fatto sentire la propria voce; nessuno che abbia protestato contro la totale pretermissione della Calabria Jonica dal progetto dall’Alta velocità. Quella vera e quella in “formato ridotto”, di cui sopra. Nessuno che alzi la voce per non essere stato previsto sul nostro versante il raddoppio della linea ferroviaria, per non essere stata prevista la riapertura delle stazioni ferroviarie, per non essere stato previsto l’aumento delle corse ferroviarie e la (ri)istituzione delle corse a lunga percorrenza ed altre nuove corse di tal fatta.

Ci accontentiamo di quell’intervento minimale che prevede, chissà quando e con quali prospettive, la mera elettrificazione dell’unico binario presente. La jonica non esiste! Deve essere abbandonata al proprio destino di sottosviluppo, emarginazione, marginalità e di emigrazione delle forze migliori, fra cui i giovani, e di accoglienza della immigrazione (clandestina o regolare) ed al suo, conseguente, ineluttabile destino di sostituzione etnica. 2 Nessuno che dica nulla! Eppure ci sono i soggetti che potrebbero levare il proprio grido di protesta! Oltre ai detti rappresentanti istituzionali a livello nazionale e regionale, ci sono anche i Sindaci e ci sono i Partiti. Ma nessuno fiata. Tutto ciò non è accettabile! I cittadini di questa parte importante della Calabria vanno tutelati. Vanno trattati alla pari di tutti gli altri italiani e di tutti gli altri calabresi. Noi non siamo “inferiori” a nessuno, evidentemente. Neanche ai nostri corregionali di altre aree territoriali. È bene che lo capiscano tutti, per primi coloro che ci governano e ci rappresentano ad ogni livello: coloro, cioè, che dovrebbero difenderci. A costoro dico: se non siete capaci di farlo o non avete la volontà di farlo, perché imbavagliati da qualcuno che vi confina in questo stato di irrilevanza e di marginalità politico-istituzionale, ditelo chiaramente. Così il Popolo non avrà più alcun dubbio, nemmeno quello più remoto.

Capirà definitivamente e si determinerà di conseguenza. Avrà la percezione diretta, immediata ed inequivoca che v’è la necessità di non continuare a subire, a stare fermi, ad aspettare voi. Si organizzerà e si attiverà per produrre le necessarie azioni. Per dire che noi non ci stiamo e che vogliamo quello che ci spetta. Se viceversa non siete incapaci, datene dimostrazione. Ribellatevi a questo disegno criminoso ed insano contro il nostro territorio, ingiustamente ed ingiustificatamente penalizzato. Non preoccupatevi di risultare invisi a coloro che vi hanno gratificato della possibilità di presentarvi alle elezioni e di guadagnarvi un “posto al sole”, ma che vi vogliono inoffensivi. A chi ha stabilito che la nostra terra debba essere la cenerentola d’Italia. Emarginata fra quelle emarginate. E se non siete in grado di farlo da soli chiamate a raccolta la gente, i cittadini, coloro che vi hanno eletto. Perché si alzi forte il grido di dolore di un Popolo che non è più disposto ad accettare una logica perversa che ci vuole fuori da ogni circuito virtuoso finalizzato ad un adeguato sviluppo socioeconomico. Fatelo per rivendicare e tutelare i diritti di tutti noi, anche dei vostri figli. Per salvaguardare la nostra e la vostra dignità.


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