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Il pittore russo Sotchnev torna a Rossano

SOTCHNEVPuò capitare di incontrarlo in questi giorni, seduto su uno scalino, sotto la statua della madonnina che sovrasta Piazza Steri, servendosi di un muretto come cavalletto, tavolozza dei colori in una mano, pennello a punta fine nell’altra, a fissare la Torre dell’Orologio; o nei pressi di Piazza Duomo, all’inizio della stretta via dell’Arcivescovado che dal sagrato della Cattedrale scende giù verso la piazzetta Commercio che un tempo ospitava il mercato. Non parla la nostra lingua, ma dell’Italia, ed in particolare della Città della Liquirizia, si è innamorato nel 2011, in occasione della mostra ospitata nel suggestivo chiostro di Palazzo San Bernardino dove sono state esposte 50 delle sue apprezzate opere in tutto il mondo. La Città del Codex ispira i grandi artisti. I riti della Settimana Santa, ecco perché il pittore russo Jurii Mihailovitch SOTCHNEV è tornato a Rossano.
Il rosso carminio per quel portone, il giallo nardiso per le tegole, il grigio per le ombre ed il blu cobalto per l’orizzonte. È una pennellata veloce, impressionista e dal tratto sicuro quella che SOTCHNEV, formatosi all’accademia delle belle arti, imprime sulla sua tela. L’attenzione ai particolari lo hanno fatto apprezzare in questi anni, da sempre più estimatori che al pittore russo hanno commissionato diversi lavori.
Nel 2011 in Calabria era stato invitata dall’Arcidiocesi Rossano-Cariati e dall’Associazione socio-culturale IL PONTE. L’ITALIA VISTA CON L’OCCHIO RUSSO era il titolo dei dipinti realizzati qui a Rossano, lasciandosi ispirare da scorci, paesaggi e particolari dei monumenti, ed esposti poi nel 2012 nella sua terra.
Processioni, congreghe, suggestioni della Settimana Santa. Subito dopo la Pasqua, SOTCHNEV, terrà il prossimo 24 APRILE, presso il Liceo Artistico San Nilo, una lezione di pastello.
Non parla l’italiano – dicevamo. Ma qui, a Rossano, può contare sull’aiuto e l’amicizia di Natalino SCINO, guida ufficiale della Città del Codex ed interprete poliglotta di diversi tour operator del territorio. Il russo, lui, lo ha imparato da autodidatta e per l’arte, i beni culturali e l’iconografia bizantina, nutre un particolare interesse.

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