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Pil della Calabria, oltre un miliardo dalle imprese straniere

pil della calabriaOltre un miliardo di euro. È quanto vale il contributo delle circa 14mila aziende presenti in regione gestite da uno straniero al Pil della Calabria. Un contributo che in termini percentuali si traduce in 5 punti dell’intero prodotto interno lordo regionale. Un dato che fa il paio con il crescente numero di presenze di stranieri sul suolo calabro: nell’ultimo decennio, triplicato. Raggiungendo così nel 2016 la soglia delle 100mila unità. E di pari passo si è impennato anche il numero di lavoratori extracomunitari che rispetto a dieci anni addietro è cresciuto di 45,7 punti percentuali arrivando a quota 22.467 unità. Sono i numeri contenuti nell’ultimo rapporto sull’economia locale realizzato dall’Istituto Demoskpika per conto della Banca di credito cooperativo “Mediocrati”. Uno studio da cui si evidenza anche il giro enorme di denaro che sta generando la gestione dell’accoglienza dei clandestini nelle tasche della criminalità organizzata: 4,2 miliardi di euro.

Questa sera la rubrica quotidiana “In Primo Piano” de L’altroCorriere tv (canale 211 del digitale terrestre) dedicherà un approfondimento al rapporto con un’intervista al presidente di Demoskopika Raffaele Rio. Ma gli analisti di Demoskopika hanno passato a setaccio anche i dati meramente congiunturali che dimostrano che il 2016 si sia caratterizzato come un anno di sostanziale stabilità economica dopo i primi segnali di miglioramento dall’inizio della crisi (anno 2008). Una situazione che dovrebbe permanere per l’intero anno, almeno stando alle previsioni formulate dagli imprenditori calabresi e registrate degli analisti dell’Istituto di ricerca. E sempre sul fronte della percezione degli imprenditori emerge che il livello di fiducia nella ripresa segna una flessione: l’indice si ferma all’85,5 segnando una flessione di 4 punti rispetto all’anno precedente (nel 2016 era pari al 89,5). Un segnale che dimostra come una quota consistente di imprese sta ancora scontando gli effetti della crisi economica.

NUMERO DI STRANIERI: TRIPLICATI IN UN DECENNIO

C’è stata una sorta di esplosione demografica degli stranieri in Calabria negli ultimi dieci anni. Tra il 2005 e il 2016, infatti, il numero dei residenti con passaporto esterno è passato da 33.525 agli attuali 102.824. Ed il Cosentino ad aver registrato il dato più rilevante con un dato che addirittura si è quadruplicato in questo lasso di tempo: da 8.477 a 33.410. Tanto da concentrare quasi un terzo delle presenze complessive di stranieri in Calabria (32,5%).

In particolare gli stranieri residenti sul territorio regionale e in provincia di Cosenza nel decennio sono cresciuti rispettivamente del 207% e del 294%.
Sono i cittadini con passaporto rumeno ad ottenere il record di presenze sia in Calabria che nel Cosentino: 34.076 (33,1% del totale regionale) e 13.937 presenze (41,7% del totale provinciale). Seguono la comunità marocchina con 14.392 (14%) in Calabria e 3.286 (9,8%) presenze nella provincia di Cosenza e a distanza le comunità ucraine e bulgare.

PIL CALABRIA, OCCUPAZIONE RECORD

L’incidenza dei lavoratori stranieri rispetto al resto del Mezzogiorno è quasi doppia. Anche se il dato del fenomeno su scala nazionale per quanto attiene la Calabria è decisamente più contenuto. Infatti in termini percentuali in Italia gli extracomunitari rappresentano l’8,2% del totale dei lavoratori (9,8% uomini e 6,1% donne). Mentre la quota di lavoratori extracomunitari che operano in Calabria è pari al 5,8% e nel Cosentino è del 4,4%. Numeri comunque superiori alla media del Sud (3,2%) e delle Isole (1,9%). Se consideriamo il numero complessivo dei lavoratori extracomunitari sia autonomi che dipendenti l’incidenza percentuale sul totale rimane quasi invariata: 6,2% Calabria e 4,5% Cosenza.

Nell’analisi dell’andamento di lungo periodo, in otto anni dal 2007 al 2015, sia in regione che in provincia si è avuta una crescita del numero complessivo di lavoratori extracomunitari: +45,6% passando da 15.434 a 22.467 in Calabria e da 4.147 a 5.795 a Cosenza che registra un +39,8% (a fronte del 25,9% del dato medio italiano). Riguardo i paesi di provenienza, per la Calabria, in testa per numerosità troviamo i lavoratori del Marocco (32,2%) Ucraini (12,2%) e Indiani (11,1%) che insieme rappresentano oltre il 55% del totale. La provincia cosentina allo stesso modo della regione vede ai primi due posti i lavoratori marocchini (26,4%) e ucraini (14,2%), seguiti dai lavoratori albanesi (12,4%) cinesi (8,3%) e filippini (7,6%).

Fonte: Corriere della Calabria

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