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Piano regionale rifiuti. Calabria, zero discariche

DI SERAFINO CARUSO

oliverioLa Regione Calabria vuole eliminare le discariche. Potenziando gli impianti di trattamento e la raccolta differenziata. È quanto emerge dalle “Linee Guida per il potenziamento della raccolta differenziata”, approvate dalla giunta regionale lo scorso 29 giugno. Il documento stabilisce, in sostanza, il raggiungimento della cosiddetta “raccolta differenziata integrata”. Il nuovo “Piano regionale di gestione dei rifiuti” ‒ che dovrà essere poi approvato definitivamente, prima di passare attraverso le osservazioni dei Comuni, dal Consiglio ‒ prevede come trattare il “capitolo” rifiuti nei prossimi anni. Un settore, questo, in cui tutta la classe politica che ha governato questa Regione ha sempre dimostrato tanta incapacità. Non sappiamo bene se in maniera voluta o inconsapevole. Forse tutte e due le cose. Sta di fatto che, nonostante qualche eccezione, il problema rifiuti è sempre dietro la porta. Nel nostro territorio, tanto si sta facendo affinché la raccolta differenziata venga potenziata. I Comuni e le aziende che prendono in appalto la gestione del settore si rendono protagonisti di iniziative di sensibilizzazione e informazione, ma i risultati non sono sempre ottimali. La mancanza, purtroppo, di senso civico da parte di buona fetta della popolazione impedisce di vivere in un ambiente pulito al cento per cento. La Regione, dopo aver sperperato miliardi di euro in gestioni commissariali fallimentari, ha deciso di prendere in mano la situazione. Innanzitutto, diventando autonoma nella gestione dei rifiuti. Poi cercando di potenziare la raccolta differenziata e incentivando i cittadini a produrre, comunque, meno rifiuti. Anche se oggi come oggi appare sempre più difficile: se vai a un supermercato, ad esempio, per comprare un etto di prosciutto, quest’ultimo viene imballato e sigillato in vaschette di plastica e poi in rotoli di carta velina. E come questo si potrebbero fare migliaia di esempi. Tra gli obiettivi della Regione, quindi, vi è quello di ridurre le discariche. E quello di rendere più moderni ed efficienti gli attuali impianti di trattamento meccanico-biologico dei rifiuti. Che attualmente hanno una potenzialità di 406mila tonnellate annue. Una cifra al di sotto della quantità di rifiuti prodotti nella nostra Regione. L’impianto di Rossano ha una capacità di 40mila tonnellate annue di rifiuto urbano residuo. E l’utilizzo di alcuni impianti privati non basta. Si deve procedere con l’ammodernamento degli impianti. Quelli attuali (oltre a quello di Rossano, vi sono quelli di Catanzaro, Lamezia, Crotone, Siderno, Gioia Tauro e Reggio Calabria) presentano diverse lacune. Con il risultato che se il rifiuto non viene trattato bene, deve andare a finire lo stesso in discarica. Gli scarti delle lavorazioni, infatti, finiscono poi nelle discariche “di servizio”. Il nuovo “Piano regionale dei rifiuti” prevede, in sostanza, il potenziamento dei sistemi di raccolta differenziata (differenziare significa meno trattamento di rifiuti e meno discariche), la realizzazione degli eco-distretti e l’adeguamento degli impianti. Insomma, la Regione è decisa a risolvere, una volta per tutte, la problematica legata alla gestione dei rifiuti. Che solo in Calabria (e forse in qualche altra Regione) è diventato un problema. In altre parti d’Italia e in Europa, infatti, il rifiuto è una risorsa. Da cui produrre fertilizzante, energia e quant’altro. I cittadini, ad ogni modo, devono essere incentivati. La raccolta differenziata così come viene concepita in Calabria forse non ha dato finora i risultati sperati anche a causa di quei mancati sgravi fiscali che i cittadini si aspettavano. È giusto, invece, che si pongano delle differenziazioni: chi partecipa attivamente alla raccolta differenziata, alimentando questo sistema già a casa propria, è giusto che venga premiato. Con uno sconto sulla tassa (peraltro molto salata proprio a causa dei danni e delle ruberie effettuate negli anni passati ai danni dei calabresi) e con incentivi di vario tipo. Il cittadino vuole pagare di meno. Le possibilità ci sono. Basterebbe soltanto chiarire in maniera definitiva che tipo di sconti si possono avere mettendo in pratica la raccolta differenziata e ‒ ne siamo sicuri ‒ si raggiungerebbero, in brevissimo tempo, percentuali altissime di adesione.

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