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Pesco-Patire, la strada di nessuno

ROSSANO Dal 2001, quando venne in visita Fulco Pratesi ,presidente onorario del WWF Italia, la strada Pesco-Patire, che dall’Abbazia del Patire conduce ai Giganti di Cozzo del Pesco e al bivio per la silana x Camigliatello, è da allora che questa strada non subisce un intervento di manutenzione del manto stradale. Ora essa versa in condizioni pietose, come documentano le fotografie e soprattutto vi è grave rischio per l’incolumità di chi la percorre. Infatti in alcuni tratti in curva per evitare le buche profonde 30 cm specie se di notte si è costretti a fare una brusca manovra cheti può portare anche fuori strada nel burrone. Questa strada che è denominata Strada provinciale 194 in realtà fu edificata sotto la sindacatura del padre dell’attuale sindaco l’onorevole Mascaro. Ora da un punto di vista amministrativo è una strada che viene contesa tra Regione Calabria, Comune e provincia di Cosenza, fu realizzata infatti con fondi della provincia e con la manodopera fornita dagli operai dell’allora Asfd poi Afor ,ora Calabria verde , ma anche il comune di Rossano avanza una competenza. Insomma è la strada di nessuno, per il momento: purtroppo d’estate è frequentata da migliaia di visitatori che si recano in visita all’abbazia del Patire, che , ricordiamo è la seconda chiesa bizantina DELLa Calabria per importanza storica dopo la cattolica di Stilo. I tratti privi di manto stradale, durano per un tratto di circa un chilometro a salire dall’Abbazia verso la montagna e sono i tratti scoperti dalla vegetazione e per questo più esposti agli agenti atmosferici.
Abbiamo chiesto al sindaco di Rossano un intervento urgente ed egli si è impegnato a provvedere mediante un’ordinanza di protezione civile e pensiamo che sia la strada giusta, visto il pericolo che si corre ad attraversarla sia per i mezzi di trasporto sia per l’incolumità fisica dei viaggiatori.
L’accesso all’Abbazia del Patire ed all’oasi di Cozzo del pesco, dei castagni millenari pensiamo sia una tappa fondamentale per conoscere la storia ed apprezzare la natura di Rossano ed ormai è tradizione che l’estate sia frequentata da migliaia di persone. Vedremo quindi se il sindaco che ha promesso d’intervenire manterrà ciò che ha detto. Abbiamo anche segnalato il problema al presidente dell’Associazione Pathirion di Piragineti V. Figoli che si è dimostrato sensibile .
Siamo invece piuttosto perplessi dall’atteggiamento dell’arcivescovado che non provvede a garantire l’apertura dell’abbazia del Patire fino alla sera. Di giorno infatti ci sono gli operai del Corpo forestale dello stato che permettono l’accesso fino alle cinque del pomeriggio, ma la sera l’abbazia resta chiusa alle visite.
Noi pensiamo che tutta la montagna in questione, che ospita un eccezionale bosco di macchia mediterranea, di leccio e di querceto collinare debba essere protetto e diventare Parco. L’errore di tenerla fuori dal Parco della Sila fu dovuto alle pressioni dei cacciatori rossanesi e coriglianesi che chiesero a G. Dima , e ci sembra a anche G.Caputo, di non fare entrare questa area nel parco della Sila, mentre il WWF chiese il suo inglobamento nell’area perimetrata del parco: l’assurdità di questa scelta si comprende se si osserva che le due uniche aree simili per vegetazione così vicine al mare nell’Italia dell’est sono nel Gargano( la foresta umbra) e sul monte Conero. Entrambe sono parco uno regionale e l’altro pure, solo a Rossano esiste una debole protezione come divieto di caccia che fu sollecitata dall’on. Tarsitano.
Insomma secondo noi l’area va riconsiderata come area di eccezionale interesse naturalistico e monumentale e in quanto tale va valorizzata: spetta in primis al comune di Rossano proporre una soluzione valida superando le resistenze dei cacciatori e proiettando Rossano in una moderna visione del turismo.
Per intanto comunque l’accesso va garantito nella sicurezza e ci aspettiamo che il comune intervenga come promesso dal sindaco, Stefano Mascaro.

prof. Fabio Menin
già pres. WWF Calabria

(fonte: comunicato stampa)

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