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Peperoncino jazz: i suoni del nord hanno conquistato la Sila

Peperoncino Jazz Svoltasi da mercoledì 26 a domenica 30 luglio all’interno della ricca programmazione della XVI edizione del Peperoncino Jazz Festival. Si è conclusa con un enorme successo di pubblico l’ormai tradizionale sessione silana dell’evento musicale più piccante d’Italia ispirata dalle sonorità nordiche. Ideata dal direttore artistico del festival Sergio Gimigliano, fortemente voluta dal Commissario Straordinario dell’Ente Parco Nazionale della Sila. Sonia Ferrari e dal Direttore Giuseppe Luzzi e realizzata con i prestigiosi patrocini istituzionali dell’UNWTO. (organizzazione mondiale del Turismo, agenzia specializzata dell’ONU) e della Reale Ambasciata di Norvegia (terra con la quale, ormai da anni, si è inteso realizzare un ideale gemellaggio musicale e culturale). La “cinque giorni” del PJF nelle più affascinanti location del territorio del parco.

Giunta alla sua ottava edizione, anche quest’anno è stata caratterizzata dall’esibizione di artisti fortemente rappresentativi della scena nordeuropea. Comunque, prodotti dalla storica etichetta tedesca ECM, nonché dal coinvolgimento, in esclusiva nazionale, dei migliori musicisti di Oslo e dintorni.

PEPERONCINO JAZZ

E’ iniziato mercoledì 26 luglio con l’applauditissima esibizione in piano solo di Giovanni Guidi. In programma, in origine, all’interno della Riserva Biogenetica dei Giganti di Fallistro, bene da alcuni anni tutelato dal FAI. (Fondo Ambiente Italiano), ma svoltosi, a causa dell’incertezza meteorologica, nell’antica segheria del Centro Visite del Cuponeall’ora del tramonto.

Il giovane pianista umbro, indiscusso talento del jazz italiano da alcuni anni inserito nella scuderia del grande produttore tedesco Manfred Eicher. (Due sono i suoi dischi all’attivo con la ECM), in un pomeriggio di grande ispirazione ha affrontato la dimensione del piano solo presentando il progetto “Planet Heart”. In un concerto inserito nel progetto”S’ILLUMINA” patrocinato e promosso dal MiBACT e dalla SIAE e organizzato con la collaborazione di MGM Produzioni Musicali. Interpretando composizioni originali (dalla dolcissima “Trilly” a “Ti Stimo”, passando per la coinvolgente “The night it rained forever”). Standard jazz (indimenticabile la versione di “Moon River”) e brani presi in prestito da artisti del calibro di Brian Eno, Elvis Presley (“I can’t help falling in love”), The Smiths (“There Is A Light That Never Goes Out”). Di fatto, rapendo il pubblico al punto tale da essere richiamato sul palco per ben tre volte per altrettanti bis.

PARCO NAZIONALE DELLA SILA

Sempre mercoledì, ma in serata, si è svolto, invece, l’accorato e coinvolgente Tributo ad Aretha Franklin a cura della cantante Elisa Brown, che ha coinvolto attivamente, nel segno della classica forma blues del call & response, il numeroso pubblico presente nel suggestivo scenario dell’Abbazia Florense a San Giovanni in Fiore avendo al suo fianco il pianista Riccardo Galimi; mentre la giornata seguente (giovedì 27 luglio), si è svolto nel segno dei concerti serali dei Toca Tango a Bocchigliero e degli Inner Circle diAlessandro Guido e Rocco Riccelli nella Sila catanzarese, a Taverna.

Nei due pomeriggi successivi (venerdì 28 e sabato 29 luglio), poi, l’antica segheria che sorge all’interno del Cupone, attrezzato centro visita sito in prossimità del Lago Cecita a dieci minuti da Camigliatello, ha costituito l’accogliente e suggestiva cornice (tra l’altro, è una location acusticamente perfetta), rispettivamente, per le esibizioni del grande sassofonista Andy Sheppard (artista britannico da anni prodotto dalla ECM), che in un concerto intimo e, allo stesso tempo, denso di sorprese, ha emozionato il pubblico con il meraviglioso suono del suo tenore, sostenuto dalla ritmica drumless del pianista toscano Alessandro Galati e del bassista Pierluigi Balducci, e degli scatenatissimi Skydive, coinvolgente trio capitanato dal solido contrabbassista norvegese Mats Eilertsen (già ospite nelle tappe silane del PJF 2015 come membro dell’Helsinki Quartet del “sassofonista vichingo” Trygve Seim) e formato, altresì, dal fantasioso batterista Olavi Louhivuori e dall’incredibile chitarrista Thoma T. Dahl.

I SUONI DEL NORD

Nel corso del pomeriggio, esibendosi inesclusiva nazionale, con le loro composizioni originali hanno creato un’atmosfera rarefatta, elaborando una miscela che ha oltrepassato senza timori ogni necessità stilistica, facendo rimanere in primo piano solo gli elementi essenziali: i rintocchi lievi della batteria, l’ossatura corposa del basso e il “canto” melodico della chitarra.
La “cinque giorni” silana all’insegna dei suono del Nord si è poi conclusa, infine, domenica pomeriggio presso la sede dell’Ente Parco Nazionale della Sila, in posizione panoramica con vista sul lago di Lorica, con un altro concerto chiuso dalla direzione artistica di quello che negli anni si sta affermando sempre più come il Festival Internazionale di Jazz della Calabria in esclusiva nazionale: quello che ha visto come protagonista il quartetto di Ivan Mazuze, pluripremiato sassofonista e compositore originario del Mozambico ma residente ormai da anni in Norvegia, che con alla base una forte radice armonica e una sezione ritmica composta da basso elettrico (Isildo Novela), chitarra (Jacob Young, artista norvegese già ospite, alcuni anni fa, del PJF) e batteria (Raciel Torres).

Ha presentato all’attento pubblico calabrese le sue composizioni – che, sebbene ispirate alla musica tradizionale africana, si fondono perfettamente con le rarefatte sonorità nordiche, creando così un’originale miscela sonora – tratte dai suoi ultimi lavori discografici (“Ubuntu”,“Ndzuti” e “Maganda”), improvvisando agilmente tra jazz, world music e i ritmi urbani africani.

SONIA FERRARI

Si segnala che nel corso degli eventi concertistici, come nella migliore tradizione del Peperoncino Jazz Festival, anche quest’anno è stato dato spazio alla degustazione dei migliorivini calabresi a cura dei Sommelier professionisti della F.I.S. Calabria in accompagnamento a prodotti gastronomici silani, momento di convivialità allegra ed intensa che, da sempre, il pubblico del Peperoncino Jazz utilizza anche per lo scambio reciproco di opinioni e apprezzamenti sugli artisti e per condividere le emozioni provocate dalla musica.

Dopo questa ricca parentesi silana e in attesa di vivere l’attesissimo concerto della stella incontrastata del canto jazz, Diane Schuur, in programma martedì 1 agosto alle ore 22nella suggestiva cornice scenografica del Castello Svevo di Cosenza, il XVI PJF, rassegna itinerante nelle più belle località che, tappa dopo tappa, si sta confermando ancora una volta come uno dei più importanti eventi culturali e turistici della regione, nonché come uno dei festival jazz più caratteristici d’Italia, DOMANI sera (lunedì 31 luglio) approderà per la prima volta in quello che forse rappresenta il paese più rappresentativo della Presila: Rovito.

EVENTO MUSICALE PIU’ PICCANTE

Qui, nel chiostro del Municipio, risuoneranno le note dell’originalissimo progetto “Infinity”, nato nell’autunno del 2012 dall’incontro newyorkese del contrabbassista materanoGiuseppe Venezia (direttore artistico del Basilijazz, vanta collaborazioni importanti tra cui quelle con Greg Hutchinson, Johnatan Blake e Jerry Bergonzi), del batterista napoletano Elio Coppola (anch’egli direttore artistico di un importante evento jazzistico – Jazz in Capri – ha suonato, tra gli altri, con Bobby Watson, Joe de Francesco, Dado Moroni, Tony Monaco ecc.) e del pianista americano Emmet Cohen, vero e proprio prodigio del piano, che nonostante sia poco più che ventenne, è già uno dei più richiesti musicisti della scena jazz newyorkese, dove si esibisce regolarmente condividendo il palco con musicisti del calibro di Christian McBride, Joshua Redman, Maceo Parker e tantissimi altri.

I tre, cavalcando l’onda di un forte feeling artistico ed umano percepito durante la jam session newyorkese, organizzarono un tour di concerti che riscosse molti consensi di pubblico e critica e li portò a registrare l’omonimo album “Infinity”, prodotto da Skidoo Records.

In occasione della tappa a Rovito, che si caratterizzerà anche per le degustazioni dei migliori vini calabresi selezionati e serviti dai sommelier professionisti della Fondazione Italiana Sommelier in abbinamento ai prodotti da forno del rinomato Panificio di Cuti, proporranno le composizioni contenute nel disco, dando vita ad un sound che costituisce un perfetto mix di stili già affermati, arrangiamenti e composizioni originali, che sono frutto della perfetta intesa musicale, oltre che umana tra i tre musicisti.

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