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Peculato, incassa buoni fruttiferi del fratello. Condannata a due anni

peculatoCondannata a due anni di reclusione e al risarcimento del danno per peculato la sig.ra C.M., rossanese. Il Tribunale di Castrovillari (presidente Ferrucci, a latere giudici Benigno e Miraglia) si è espresso al termine di una lunga camera di consiglio; che ha fatto seguito alle discussioni del Pubblico Ministero e degli avvocati difensori proseguite sino al pomeriggio. E ha accolto le tesi sostenute dal P.M. e dal difensore di parte civile avv. Ettore Zagarese.

LE ACCUSE DI PECULATO

L’imputata è stata ritenuta responsabile di peculato (reato di cui all’art. 314 c.p.) per essersi appropriata dell’incasso di alcuni buoni fruttiferi del proprio fratello, di cui era amministratore di sostegno. Nel procedimento si è costituita parte civile la sig.ra C.L., moglie separata dell’uomo.

I FATTI

Secondo l’accusa, nonostante fosse stata nominata dal Giudice tutelare del Tribunale di Rossano amministratore di sostegno del proprio fratello C.N., che si trovava in condizioni di salute tali da non poter provvedere ai propri interessi,  l’imputata, in concorso con A.I.A.A. dipendente dell’Ufficio Postale (che invece è stata ritenuta estranea ai fatti e assolta dallo stesso Tribunale di Castrovillari) si sarebbe appropriata della ingente somma di oltre 106.000,00 euro; derivante dall’incasso di alcuni buoni fruttiferi postali intestati all’uomo, di cui aveva il possesso o comunque la disponibilità in qualità di amministratore di sostegno.

IL PROCESSO

Articolata l’istruttoria dibattimentale del procedimento, svoltasi in più udienze. Nel corso delle quali sono stati escussi vari testimoni. All’esito di quanto emerso, il Tribunale di Castrovillari, accogliendo le tesi sostenute dalla pubblica accusa e dalla parte civile, è giunto all’affermazione di responsabilità dell’imputata, nei cui confronti ha emesso la severa condanna prevista per il reato di peculato.

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