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Pd Rossano, un futuro diverso è possibile per la centrale Enel?

francesco-madeoPer trovare una soluzione a questo fondamentale quesito e per rispondere alla Amministrazione Comunale, alle forze politiche ed ai sindacati che continuano a difendere un modello produttivo obsoleto come se non ci fossero alternative, voglio evidenziare, prima di entrare nel merito della proposta, quanto è già accaduto in alcune città che avevano seri problemi di riconversione industriale più grossi di quello rossanese: intere città, non un singolo ed unico sito. Mi riferisco a esempi come Bilbao, il Bacino della Ruhr e Pittsburgh negli Stati Uniti d’America.  In queste realtà, molto, ma molto, più complicate della nostra, sono riusciti a superare l’inaccettabile ricatto tra salute e lavoro avviando e portando a termine processi di conversione industriale, riducendo i conflitti sociali, aumentando l’occupazione, la qualità della vita e portando il PIL locale fra i più alti. In queste realtà sono stati AVVIATI AMBIZIOSI PROGETTI DI RIQUALIFICAZIONE AMBIENTALE E URBANA che non solo hanno consentito di superare i problemi ambientali ma anche di uscire dalla crisi economica investendo nel futuro. I risultati sono sorprendenti: tanti nuovi posti di lavoro creati, bonifiche effettuate, riqualificazione ambientale e dati economici estremamente positivi. E’ stata una questione di scelta politica !!! Abbiamo noi questa capacità? questa coerenza? Perché quando si dice che il nostro territorio ha vocazione Agricola, Turistica, Archeologica, Paesaggistica, Ambientale, Naturalistica, Enogastronomica, etc, etc  poi bisogna essere conseguenti. Quando si dice di volere lo sviluppo sostenibile, dato dalla intersezione delle tre componenti economiche, sociali ed ambientali, bisogna che siano soddisfatte tutte e tre. Altrimenti non è sostenibile !!!
Siamo capaci di superare un modello produttivo inquinante per affermare un’economia della vita, creando nuova occupazione, benessere e sviluppo sociale? La problematica dell’Enel può essere una questione del solo comune di Rossano, oppure deve interessare l’intero territorio? Abbiamo una visione ampia delle problematiche territoriali e quindi una politica di sviluppo socio economico del territorio? Crediamo veramente nel comune unico quale punto da cui ri-partire per il riscatto del territorio? Quello che serve è una proposta reale, concreta, tecnicamente avanzata ed economicamente conveniente, che non solo salvaguarderà e creerà posti di lavoro, ma sosterrà realmente lo sviluppo e sarà totalmente sostenibile, rispettando le vocazioni del territorio e CHE SI INSERISCA IN UN PROGETTO DI SVILUPPO SOSTENIBILE PER L’AREA VASTA DELLA SIBARITIDE. Si tratta di programmare e progettare città moderne e tecnologiche a destinazione turistica e culturale attraverso il PSAC, Piano Strutturale Associato Comunale. Ecco allora che un problema diventa una risorsa.  Proposte che vanno in questa direzione sono: la Città della Scienza, ovvero un polo scientifico, della ricerca e dell’università di tutta la Calabria, un laboratorio internazionale capace di far decollare il circuito del turismo mondiale sul modello di Bilbao realizzando adeguate strutture congressuali e dell’agricoltura, un Museo della Scienza e della Tecnica del Mediterraneo per bambini che avrebbe un bacino d’utenza che va da Roma in giù allargato a tutto il Mediterraneo, oppure un Centro per la Sicurezza Agroalimentare del Mediterraneo con dipartimenti universitari quali Agraria, Veterinaria, Chimica, Biologia e Medicina con l’organizzazione di convegni internazionali che sfrutti anche la presenza del grande porto di Corigliano, questo porterebbe il territorio a sviluppare attività imprenditoriali atte alla trasformazione agroalimentare stoccate nel porto di Schiavonea e testate al centro della sicurezza agroalimentare. Tutte proposte capaci di portare la città di Rossano fuori dai suoi confini. Potrebbe essere anche una strategia la suddivisione del sito in più lotti, destinati a progetti che facciano da volano all’economia della Sibaritide, come centri di eccellenza che elevino la qualità dei prodotti agricoli e dei servizi turistici. Va da se che la presenza di pirogassificatori alias inceneritori, è incompatibile con il futuro della città, con le vocazioni del territorio e contro la sostenibilità. Inoltre renderebbe vano L’ATP, ACCORDO TERRITORIALE DI PROGRAMMA, sottoscritto dalle città di Rossano e Corigliano e dalla Provincia di Cosenza, con l’obiettivo di coordinare le politiche di sviluppo del turismo, attraverso la creazione DI UN SISTEMA TURISTICO LOCALE (STL). Sarebbe in contrasto  con il PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale) della  Provincia di Cosenza che definisce il nostro territorio “TERRITORIO AD ALTO VALORE AGRICOLO” e con il PEAR Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR),  il quale stabilisce che l’autorizzazione per la costruzione di nuovi impianti o per il ri-potenziamento  degli impianti esistenti per la produzione di energia elettrica in Calabria è subordinata alla costruzione di “impianti a fonti rinnovabili”. Ancora renderebbe inutile il Distretto Agro-Alimentare di Qualità (DAQ), unico in Calabria, istituito nel nostro territorio con legge regionale per tutelare le eccellenze agricole identitarie dei luoghi. Come si può realizzare un simile e ambizioso progetto? Certo c’è bisogno di strumenti normativi, economici e di risorse. Attivare una sinergia fra tutti i comuni, primi fra tutti Rossano e Corigliano, e la Regione Calabria per raccogliere e concentrare le energie disponibili sull’obiettivo di creare un futuro a questo territorio attraverso le sue numerose eccellenze. Di particolare importanza sono gli strumenti e le risorse che provengono dai fondi e dalle normative europee: il Fondo sociale europeo, il Fondo europeo per lo sviluppo regionale, il programma europeo per l’occupazione e l’innovazione sociale, la partecipazione ai fondi per i progetti europei Smart Cities e le risorse obbligatorie da parte dell’ENEL che ha l’obbligo di Bonifica .
La problematica della centrale ENEL può essere il simbolo di una nuova rinascita dell’economia, il simbolo dell’innovazione e della modernizzazione, anticipando anche, in qualche modo, i contenuti del cambiamento e della trasformazione che, nel mondo, stanno caratterizzando la terza rivoluzione industriale. Per fare questo bisogna: avere una strategia, una visione che, a quanto pare, viste le proposte, ancora non c’è. Si deve osare, come nel caso della raccolta differenziata dove Donnanna è all’80%, ma Rossano rimane al 22%.  Infine occorre più che mai che i cittadini partecipino al dibattito: e allora chiediamoci, quanti di noi comprerebbero una mela prodotta in mezzo ai fumi di un inceneritore?
E per chi pensa che siano utopie: “Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa ( Albert Einstein)”

Il segretario PD Francesco Madeo

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