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Il PD di Rossano sull’Enel: «Bisogna smantellare, ma serve un’azione istituzionale forte»

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Il sito della centrale Enel torna alla ribalta nell’agenda politica della città di Corigliano Rossano. Sulla sua riqualificazione è tornato a parlare il Partito Democratico dell’area bizantina. Ad oggi, ricordano, nonostante il Governo dal 2015 abbia messo fuori servizio definitivo unità termoelettriche e turbogas della stessa centrale, poco è stato fatto per la riqualificazione dell’area e stancamente si sta procedendo soltanto ad attività di smantellamento di alcune parti dell’impianto e di bonifica, senza che si abbia certezza del destino dell’area, stante la mancanza di prospettive concrete e l’assenza di progetti seri, fattibili e finanziabili.
«Manca – scrivono i Dem rossanesi –  un’azione forte dell’Amministrazione Comunale, nonostante si tratti di una vertenza, il cui esito non costituirà una variante indipendente per il futuro della nuova città Corigliano Rossano sul versante mare, che rappresenta una delle principali attrazioni paesaggistiche.
Non è possibile immaginare uno sviluppo territoriale armonioso e tanto meno funzionale alla coltivazione di prospettive turistiche, pur sempre tanto decantate, senza un’effettiva bonifica del sito e di smantellamento degli impianti».

Il PD ricorda come «l’Enel più recentemente ha proposto un protocollo d’intesa tra Enel Produzione s.p.a., Enel Italia s.p.a., Comune di Corigliano Rossano ed OO.SS. in merito allo sviluppo occupazionale riguardante la stessa Centrale. Una “proposta2 monca e che desta preoccupazione per l’assenza di impegni in ordine all’effettiva riqualificazione dell’area, che dovrebbe essere il tema centrale della questione, traducendosi in sostanza soltanto in termini di impegno da parte dell’Enel di “promozione e salvaguardia dei lavoratori del territorio”, nell’ambito dei lavori di demolizione. Diversamente, l’Enel, per la presenza di amianto, sta procedendo alla bonifica dell’area in superficie, ma non sta bonificando il sottosuolo.  Inoltre, l’Enel non intende demolire le due ciminiere e pretende di eliminare solo due dei quattro turbogas esistenti, nella prospettiva di un loro utilizzo nel 2025 per la produzione di gas, sfruttando incentivi statali. La prospettiva è tutt’altro che rassicurante, con il mantenimento delle due ciminiere, che se per l’Enel rappresentano un simbolo storico della loro presenza in loco, per il territorio costituirà un peso ed un inutile ulteriore sacrificio».

Il Partito Democratico di Rossano conclude così: «Chiediamo, quindi, al sindaco Flavio Stasi di intraprendere quell’azione istituzionale forte per ottenere il massimo dell’utilità, consegnando alla nuova città un assetto territoriale armonioso, con un diverso riutilizzo e con un’idea di riqualificazione dell’area, compatibile ed utile alla nostra economia».


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