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Pd Rossano: un circolo nuovo per unire o dividere? Le opinioni di Zagarese e del neo segretario

Giovanni Zagarese

Giovanni Zagarese

ROSSANO – Da tempo, ormai, in seno al Pd di Rossano sembrano spirare venti di tempesta. L’apertura del nuovo circolo inaugurato dal segretario regionale Ernesto Magorno nei giorni scorsi, non ha fatto che aumentarne l’intensità. Con Antonio Micciullo, capogruppo del Pd in Consiglio comunale, abbiamo voluto fare un po’ di chiarezza.
Non abbiamo inteso realizzare un confronto, ma soltanto entrare in casa del Partito democratico per verificare anche in che misura questo clima tempestoso, potrà essere foriero di ulteriori divisioni. Il fatto che ci sia una vera e propria affermazione da parte di Micciullo, di una totale diversità fra quel centralismo democratico che imperava nel Pci ed una casa comune eterogenea, rappresentata dal Pd, apre ad un sistema correntizio al quale gli ortodossi del partito di Berlinguer, ancora non riescono a fare il naso. Per questo, sarà interessante verificare cosa accadrà se a prevalere sarà l’una o l’altra fazione, se, insomma, la sintesi unitaria sarà ancora possibile e riuscirà a dare risposte in termini di consenso elettorale.
In questa direzione, l’appello di Mario Oliverio a che le primarie non si trasformino in un referendum Cuperlo-Renzi, è emblematico.
Perché questa volontà di spaccare il partito creando lacerazioni quando servirebbe unità?
«Nessuna volontà di spaccare, anzi il nostro intento è quello di aiutare il processo di radicamento del Partito Democratico nella città di Rossano, proponendo un modello di politica che possiamo definire 2.0, basato su una filosofia di gestione aperta, in cui al centro del progetto ci sono le idee, le proposte e le competenze, uniche risorse per affrontare la deriva sistemica del nostro territorio. Con la speranza che il nostro progetto sia volano per tutte quelle forze che vogliono condividere con noi un percorso comune di cambiamento per realizzare una alleanza civica e democratica, credibile e vincente, determinata e pronta a governare il nostro Comune».
Magorno, secondo Guglielmelli, avrebbe forzato la mano, andando oltre le sue competenze. È così?
«Assolutamente no. Il nostro segretario regionale sta operando nel pieno rispetto delle regole e soprattutto dei ruoli assegnati a ciascun organo di partito, con la convinzione che la voglia di crescere del Pd e le nuove adesioni non devono assolutamente essere elemento di divisione ma anzi un modo per rafforzare l’unità del partito».
I padri del Pci cosa direbbero vedendo un Pd tutto avvitato su tessere e correnti?
«Considerare il Pd come ex Pci è molto riduttivo. Il Pd è il frutto dell’unione di diverse storie politiche, culturali ed umane, le cui diversità o meglio particolarità rappresentano uno straordinario fattore di arricchimento e crescita politica. Oggi occorre far crescere la cultura del Partito Democratico come comunità che include e non esclude, che accoglie e non rifiuta, come comunità di uomini e donne che hanno diverse storie, diverse appartenenze sociali, diverse sensibilità culturali, che vanno fatte convergere, verso la definizione degli obiettivi e delle proposte del partito».
Perché lei non si è iscritto al circolo esistente? E se già lo era, perché ne è uscito?
«Naturalmente ero iscritto al circolo esistente del quale non ho mai accettato i metodi di gestione antidemocratici e non partecipativi, una gestione che rincorre piccole gratificazioni personali a discapito dell’interesse degli iscritti e infamando lo spirito del partito con il celebre “congresso fantasma”. Questa gestione fortemente deficitaria ed improduttiva di proposte e di progetti, ha spinto oltre 150 tesserati e numerosi simpatizzanti del Partito Democratico ad impegnarmi personalmente nella costituzione di un nuovo circolo, capace di interpretare la domanda assai diffusa di partecipazione e cambiamento. Voglio sottolineare che cardine del nostro agire sarà il favorire un massiccio ricambio generazionale, con un particolare sguardo rivolto ai giovani, perché rappresentano il punto di rottura con il passato, vivono il presente e incarnano il futuro che avanza, un futuro che non ha nessuna intenzione di fermarsi e di cui il nostro paese non può fare a meno».

ROSSANOAvvocato Giovanni Zagarese, non bastava il circolo esistente? Che senso ha aprirne un altro?
Una visione sempre puntuale e coerente, frutto di esperienza e di chiarezza di posizione quella dell’Avvocato Giovanni Zagarese, che al nostro giornale dichiara prontamente.
«Potrebbe sembrare retorica e dalla risposta quasi scontata, una domanda posta ad uno come me che per anni si è battuto perché il Pd a Rossano, al quale avevo inteso aderire, si dotasse di una autonoma ed autosufficiente struttura organizzativa e dirigenziale, quale premessa necessaria per l’affrancamento dal potere decisionale provinciale. Con l’impegno di tanti volenterosi, muovendoci con non poche difficoltà tra non comprensibili logiche pseudo politiche dal vago sapore clientelare, siamo riusciti nell’intento unificante delle pur diverse culture ed ideologie di origine, abbiamo liberamente e democraticamente eletto e costituito un direttivo, eletto un segretario politico ed iniziato un lento percorso di ricostituzione di un rapporto fiduciario con i cittadini. Dovrei pertanto dire che ho il dovere etico-politico di avversare ogni iniziativa che può essere di ostacolo all’azione forte e condivisa di un partito unito, ma non ho elementi per attribuire una simile valenza ad un nuovo circolo che ho appreso essere stato recentemente aperto a Rossano e che confido possa essere di sostegno alle iniziative già da noi intraprese, tra le quali, quella di confronto e dibattito sul territorio che dovrà trovare il proprio asse portante nell’area urbana Rossano – Corigliano, di sperabile prossima unificazione. Non ho dati valutativi per ritenere che la costituzione del nuovo circolo Pd risponda a logiche diverse da quelle di un sano e democratico associazionismo e sia frutto di strategie disarticolanti mirate a privare, ancora una volta, il nostro territorio di guide e scelte autonome a favore di personaggi privi di meriti, capacità, cultura e fantasia. I prossimi appuntamenti elettorali e le rispettive scelte offriranno definitivi elementi di giudizio confermando o superando dubbi e sospetti».
Il segretario provinciale Guglielmelli si è lamentato di essere stato scavalcato da Ernesto Magorno.
«Il segretario provinciale del Pd che ha inteso rendere pubblica la sua censura per l’inopportuno interesse palesato dal segretario regionale Magorno, all’apertura di un nuovo circolo Pd a Rossano, penso che avrebbe fatto invece, opera meritoria e sicuramente più utile facendo valere nelle deputate sedi, le ragioni di una violata legittimità procedimentale che, per come stigmatizzata, non fa certo onore alla segreteria generale del partito ed ancor meno alla corrente nazionale di riferimento, che ha varato un progetto politico di rinnovamento anche nei comportamenti, oltre che nelle radicate lobbies, incompatibile però con le denunciate irregolarità che, se sussistenti non potranno essere dimenticate e superate da successive possibili transazioni e riequilibri, coerentemente a vecchie logiche, che si ritorcerebbero contro lo stesso Guglielmelli. Intuibile è in tale contesto anche la subdola determinazione di chi vorrebbe alimentare conflitti interni al Pd calabrese per poterlo ancora una volta commissariare e far, quindi, calare scelte, designazioni ed incarichi da poteri centrali di partito».
Nella geografia delle primarie, lei da che parte sta?
«Non riesco ad individuare, nonostante sforzi di fantasia, una sola ragione per poter sostenere nelle primarie del Pd la candidatura di Callipo, giovane designato, sicuramente valido, ma privo di significativa e qualificativa esperienza, invece necessaria per guidare, a capo di una coalizione, una regione così particolarmente difficile come la Calabria, la cui amministrazione, pur anche meramente ordinaria e fortemente complicata da condizionamenti e da rapporti, rispetto ai quali una personalità non particolarmente forte, né sufficientemente autonoma, è destinata a soccombere. Non dico ciò solo perché ho già definitivamente orientato il mio impegno in favore di Mario Oliverio la cui competenza, esperienza ed intuito politico ben conosco ed al quale garantirò il mio sostegno solo dopo avere, con lo stesso, discusso degli impegni che riterrà di assumere per questo territorio, in una visione sovra comunale vasta per come prima evidenziato, garantendogli sin dalle prossime elezioni regionali una ormai irrinunciabile rappresentanza e visibilità ed altresì da subito una forte azione per la immediata risoluzione di alcune gravissime criticità, quali la soppressione del Tribunale di Rossano, la quotidiana violazione del diritto alla salute dei cittadini, la viabilità che ritengo al momento prioritaria anche rispetto al lavoro ed alla sicurezza».

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