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Il Pd chiede all’assessore Savaglio di sapere qual è il piano per il ritorno a scuola

A scrivere all’amministratore regionale con delega all’Istruzione è il capogruppo democrat in Consiglio regionale, Mimmo Bevacqua

savaglio

L’assessore Savaglio con il Ministro Azzolina

«Avevamo lanciato l’allarme ai primi di luglio sulla necessità e urgenza di attivare in Calabria un tavolo di coordinamento al fine di monitorare le esigenze e i bisogni per arrivare all’avvio dell’anno scolastico con meno patemi d’animo e con una chiara consapevolezza delle difficoltà presenti. Non c’era bisogno di attendere fino ad oggi per comprendere che c’era bisogno di più aule, di più personale e di una copertura adeguata dell’organizzazione di trasporto degli alunni».

È quanto dichiara il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Domenico Bevacqua, che torna ad incalzare la giunta Santelli e l’assessore all’Istruzione, Sandra Savaglio, sulla necessità di conoscere il piano della regione per il ritorno in aula.

«Chiediamo all’assessore competente – precisa Bevacqua –  di redigere e presentare un dettagliato Piano scolastico regionale. Le affermazioni odierne dell’Ufficio Scolastico Regionale confermano, purtroppo, i nostri timori: stando a quanto dichiarato dalla dirigente nell’incontro con l’assessore Savaglio, mancherebbero le condizioni per garantire il prossimo ritorno in classe di 14 mila studenti calabresi. Reperimento locali agibili, affiancamento ragazzi con disabilità, copertura adeguata delle esigenze di trasporto: le carenze sono davvero troppe e il tempo a disposizione meno che scarso».

«Per questo – continua Bevacqua –  chiediamo al Presidente Tallini di convocare un Consiglio regionale straordinario, nel quale l’assessore Savaglio espliciti le linee che ha elaborato per affrontare in maniera opportuna il tema in questione. Non vorremmo che a qualcuno sfuggisse che, sulla scuola, le Regioni hanno competenze costituzionalmente fissate in ordine a indirizzo, programmazione generale e controllo».

«Noi siamo disponibili – conclude Bevacqua – ad offrire ogni tipo di collaborazione, perché la Calabria non può dare l’immagine di una Regione in cui imperversano incapacità organizzative e di programmazione. Il rischio di un duro colpo all’effettività del diritto allo studio dei giovani calabresi, è preoccupantemente concreto».


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