Home / Attualità / Palazzo di giustizia, fusione riuscita. Intervista esclusiva al presidente Caterina Chiaravalloti

Palazzo di giustizia, fusione riuscita. Intervista esclusiva al presidente Caterina Chiaravalloti

caterina-chiaravallotiUNA MITTELEUROPEA AL TRIBUNALE DI CASTROVILLARI

Senza il suo approccio mitteleuropeo e la rivendicata inclinazione al problem solving (all’americana più che alla calabrese! – tiene a precisare), forse non sarebbe riuscita a gestire, con gli stessi risultati, quello che, nel management, è definito un evento complesso. Così come è effettivamente stato, al netto delle controversie e del dibattito dei mesi scorsi, la riuscita fusione dei due tribunali di Rossano e di Castrovillari in uno nuovo e tra più grandi d’Italia, per territorio ricompreso nel circondario.

SIAMO UN TRIBUNALE GIOVANE. UNA BELLA SQUADRA

Siamo un tribunale giovane (per età media). Oberati dai carichi di lavoro (sarà necessario fissare dei limiti), non ci vediamo quasi mai. Siamo però una bella squadra. C’è molta armonia.
È visibilmente contenta la dottoressa Caterina Chiaravalloti, presidente del Tribunale di Castrovillari, quando ci riceve nella sua stanza al primo piano, in Via Francesco Muraca. D’impatto, la nostra prima impressione è duplice. Da una parte, quella di una grande competenza e disponibilità, non solo ad accoglierci, ma anche al confronto a 360 gradi. Dall’altra, dalle prime battute, quella di non riuscire a nascondere la propria soddisfazione per la funzionalizzazione degli spazi interni al nuovo Palazzo di Giustizia.

HO FATTO IL DIRETTORE DEI LAVORI: DAVVERO UNA BELLA STRUTTURA

Perché – ci confessa subito la sua passione per le architetture classiche ed il restauro – ho quasi fatto il direttore dei lavori, dalla mia presa di possesso (4.4.2013) sino all’entrata in vigore della riforma sulla geografia giudiziaria (13.9.2013) ho dovuto indire ben 25 riunioni della commissione di manutenzione per far sì che fosse assicurato il completamento di una struttura che oggi, con i suoi circa 12 mila mq (più 9000 mq di soli parcheggi ed un’aula bunker di circa 4.500 mq a 2 km di distanza), risulta molto funzionale, idonea ad ospitare la nuova pianta organica, adeguata per tutti gli uffici giudiziari (procure e tribunali) e le sezioni di polizia giudiziaria, efficace e moderna da diversi punti di vista. Ciò che si coglie d’impatto è la luminosità e l’ampiezza dei locali. Forse – aggiunge – avrei preferito meno open space (spazi aperti) ma nel complesso è davvero una bella struttura. Oltre che utile, ovviamente.

CONCENTRAZIONE UFFICI GIUDIZIARI, SI LAVORA MEGLIO E DI PIÙ

È stato sin dall’inizio e continua ad essere un lavoro di squadra – questo il suo leit motiv. Con il Procuratore (Franco Giacomantonio) abbiamo condiviso fin nei dettagli il completamento dell’immobile. Oggi possiamo dire, a conti fatti, che la concentrazione degli uffici giudiziari in un unico plesso assicura efficacia, efficienza ed economicità dei moduli organizzativi con meno promiscuità (aree più omogenee) e più possibilità di specializzarsi. Insomma si lavora meglio e di più. Le cancellerie sono adeguatamente arredate. Nessun disagio o gap dal punto di vista dell’adeguatezza dei beni strumentali e dei sistemi di sicurezza. Ma – tiene a precisare – la cosa forse più importante, e non scontata, nel panorama giudiziario italiano è che tutti i magistrati hanno un ufficio personale. Ed informatizzato. Ministero della Giustizia e Csm ci sono stati vicini.

MIGLIOR RISULTATO NEL PENALE. MOMENTO PEGGIORE L’AUTUNNO 2013

Il risultato più importante in termini di attività? Quello ottenuto nel penale, dove si è registrato – ci spiega – un maggior indice di smaltimento rispetto al settore civile, avuto riguardo ad una valutazione complessiva del dato statistico, alla complessità dei procedimenti nonché ai concomitanti trasferimenti di magistrati. Ciò – continua – in quanto il settore penale è totalmente accorpato, mentre per il settore civile, parte delle controversie pendenti alla data del 13.9.2013 presso l’ufficio soppresso si stanno celebrando presso l’ex Tribunale di Rossano. A breve, in ogni caso, tutto sarà trasferito presso i nuovi uffici. Questi i numeri. Dalla data di entrata in vigore della riforma sulla geografia giudiziaria (13 settembre 2013) al 31 ottobre 2014, sono stati definiti n. 2640 processi con sentenze monocratiche e n. 94 con sentenze collegiali. Nel civile, n. 4169 procedimenti esauriti e nel settore lavoro-previdenza n. 4704.

Il momento più difficile? L’autunno del 2013 quando – non ha remore a spiegarcelo – si sono effettuate, in conformità alle previsioni normative, le complesse e gravose operazioni di trasloco degli uffici giudiziari da Rossano a Castrovillari; soprattutto – tiene a sottolineare – in ragione delle ostilità all’espletamento di tali operazioni, in particolare in conseguenza dei ricorsi al TAR, a causa dei quali per quasi due mesi è stato bloccato il trasferimento del personale amministrativo, degli arredi e anche di parte dei fascicoli processuali.

Mentre l’aspetto più affascinante ed arricchente dal punto vista umano e professionale – ci dice – è stato studiare e mettere mano alle misure organizzative concernenti la riorganizzazione dell’ufficio e del personale della magistratura, in vista dell’attuazione della riforma sulle circoscrizioni giudiziarie. È stata un’esperienza oggettivamente nuova nel nostro Paese. Ha richiesto capacità di coordinamento di attività complicate e nel quadro, noto, di scarsità di risorse economiche.

FORMAZIONE ED ESPERIENZA INTERNAZIONALI MI HANNO EDUCATO

Ed è proprio qui che sono entrate in gioco – lo intuiamo subito nel vis à vis – la formazione e l’esperienza internazionali maturate (fuori ruolo) dalla giovane ed anglofona Presidente Chiaravalloti (tra le altre numerose esperienze, già consulente giuridica dei ministri degli esteri Frattini e Terzi di Sant’agata su criminalità, terrorismo transnazionale e diritti umani ed incaricata di promuovere l’adesione degli Stati alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale sottoscritta a Palermo nel 2000).

Non sono né di Castrovillari, né di Rossano. Oggi vivo a Catanzaro ma mi sento mitteleuropea. Ho girato il mondo per lavoro – ci racconta – confrontandomi molto spesso con autorità ed istituzioni giudiziarie e politiche internazionali in contesti nei quali (quello più interessante, in occasione della cooperazione giudiziaria in Yemen, prima dello scoppio della rivoluzione) viene richiesta efficienza nelle risposte e capacità di darsi timing chiari nella prospettazione di soluzioni. Quelle esperienze mi hanno educato – chiosa.

ECCESSIVO TURNOVER AL SUD. SERVONO PIÙ MAGISTRATI E SEMPLIFICAZIONE

Il punto debole, condiviso con gli altri tribunali calabresi e del Sud, resta – dice – l’elevato turnover dei magistrati. Qui ne sono arrivati 6 al tribunale e 3 in procura, ma dal tribunale ne stanno andando via in 3. La carenza di organico – ammette – resta una questione aperta. Non vi è, soprattutto nelle nuove generazioni, la tendenza a cercare stabilità a queste latitudini. Non c’è purtroppo interesse a rimanere. E la questione distanze? Anche questo – chiarisce – non mi pare un problema specifico di questo Tribunale ma dell’intera geografia calabrese, non solo giudiziaria.

Impossibile non toccare temi di politica giudiziaria. E l’approccio comparativista ed internazionale esce fuori ad ogni risposta. Più forza lavoro e riduzione dei tempi. In Italia – ci dice – servono più magistrati e bisogna semplificare i provvedimenti giurisdizionali (il riferimento è alle motivazioni delle sentenze) anche se – aggiunge – ciò mal si concilia con il nostro diritto e la nostra cultura romanistica.

 

CONOSCIAMO LA MAFIA, NON IL TERRORISMO. RISCHI NEGLI SBARCHI

Parliamo anche di terrorismo (materia di cui si è occupata moltissimo insieme ai diritti umani, in sede Ue ed Onu). La questione esige equilibrio – esordisce. A differenza delle nostre mafie, più conosciute e conoscibili, del terrorismo conosciamo molto poco, soprattutto dal punto di vista dell’antropologia culturale e dei fenomeni sociali a monte. Abbiamo conosciuto e conosciamo il nostro dissenso sociale alle mafie; non abbiamo invece strumenti adeguati per misurare analogo fenomeno rispetto al terrorismo. Dobbiamo favorire l’integrazione ed evitare discriminazioni, certo. Ma – aggiunge – chiediamoci oggi quale sia la vera priorità. C’è rischio infiltrazioni negli sbarchi che stanno interessando la nostra regione? Di fronte al fenomeno dell’immigrazione clandestina – afferma – non possiamo escludere nulla.

C’è spazio anche per una domanda sul giornalismo di casa nostra, quello spesso pilotato da oscuri burattini o inquinato da conflitti di interesse. Il rischio manipolazione nei media c’è sempre – dice – e spesso viene aggravato da accostamenti iconografici che disinformano e disorientano. Ma è un problema nazionale.

 

GRANDE ATTIVITÀ ESTERNA NEL 2014. IL PROTOCOLLO ANTIVIOLENZA

Ultima domanda. Pensando e programmando il 2015, cosa le è piaciuto di più nel 2014? La grande attività esterna di sensibilizzazione – è orgogliosa di ciò la Presidente Chiaravalloti – messa in piedi come Tribunale su temi delicatissimi per questo territorio.

Tra questi, soprattutto l’adozione del protocollo interistituzionale antiviolenza a tutela delle fasce deboli, contro la violenza di genere, il femminicidio, la violenza attiva o assistita contro i minori, finalizzato alla prevenzione, soppressione e persecuzione del traffico di esseri umani; la presentazione del manuale antiviolenza per le forze dell’ordine; il corso di formazione per tutore legale volontario per i minori privi di assistenza; la giornata europea della giustizia civile; il convegno sulle adozioni internazionali e la tratta dei minori e quello sulla violenza di genere ed infine la giornata a ricordo delle vittime di violenza di genere e delle vittime minorenni.

Lenin Montesanto

Commenta

commenti

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*