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Ospedale unico, Enel e Tribunale: passaggi obbligati per lo sviluppo della Sibaritide

L’EDITORIALE DI MARTINA FORCINITI
OSPEDALE UNICOÈ un indissolubile rapporto causa-effetto quello che passa tra la possibilità di crescere e l’offerta e valorizzazione dei servizi. Soprattutto alle nostre latitudini, dove un approccio stereotipato e volutamente deleterio ci ha trasformato in una sorta di area dormitorio. Quasi come se si ignorasse che l’elemento fondamentale per la buona salute di un territorio è lo sviluppo. Ma la Sibaritide sembra aver mancato il colpo d’ala necessario a sgretolare la cappa di arrendevolezza che grava sui suoi confini. Si è anzi perso terreno, si è assistito alla declassazione della gente di questo comprensorio a cittadinanza di serie B. Ci si è quasi assuefatti alla sensazione di disperazione sociale che si riflette nell’aridità di un tessuto economico in pieno deterioramento.

E così una domanda esplode prepotente sulla bocca di tutti: quando finirà la fame della nostra terra? Un interrogativo che viaggia parallelo alla consapevolezza che la voglia di ricominciare c’è tutta. Testimonianza ne sono anche e soprattutto le ambizioni e l’ostinazione che hanno fatto da corollario alla nascita del comune unico Corigliano Rossano.

OSPEDALE UNICO, ENEL E TRIBUNALE VERI MOTORI DELLA NOSTRA CRESCITA

E per restituire nuova linfa a questo territorio rinsecchito dalla crisi, è imperativo seguire un unico disegno coerente. Come l’Eco dello Jonio ha sempre ribadito. Indicando anche alcuni passaggi “obbligati” che, lungi dal voler sembrare ripetitivi, torniamo a promuovere: rilancio dell’occupazione, livelli essenziali di assistenza e capitolo giustizia. Che poi sono i nostri grandi sogni, quelli che serbiamo da lungo tempo: la riconversione della centrale Enel di S. Irene, per provare a cavalcare una nuova vocazione industriale che restituisca un lavoro fisso a tanta gente, oggi più che mai costretta a tirare a campare; la nascita dell’Ospedale della Sibaritide, al momento unica risposta possibile allo stato dell’arte della sanità sibarita, depauperata di strutture, servizi e personale; e infine il ritorno di un presidio di giustizia a fronte dell’ingiustificata soppressione del Tribunale di Rossano in spregio di qualsiasi criterio logistico e demografico.

Questi gli ostacoli strutturali allo sviluppo che devono tornare al centro delle politiche a ogni livello. Questi gli handicap da cui parte la nostra area; oppure, volendoli considerare nella loro positività, i veri motori della nostra crescita. A cui qualsiasi programma di governo, sia esso nazionale e/o locale, dovrebbe riservare il posto d’onore.

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