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Ordinanza “fiducia”: la guerra politica e di nervi sul governo Conte. Ecco chi ha detto sì (e no) alla Santelli

Le disposizioni regionali che rilasciano la morsa delle restrizioni sembrano una provocazione. Intanto Cosenza e Rende sono pronte a riaprire; Reggio, Catanzaro e Corigliano-Rossano frenano

Jole Santelli

L’ordinanza regionale di “fiducia”, quella è e così rimane. La presidente della Calabria, Jole Santelli, sembra essere intenzionata ad andare avanti nelle decisioni di alleggerire la morsa del lockdown, certa di avere dalla sua parte un discreto manipolo di sindaci pronti ad eseguire gli ordini della Governatrice.

E tra questi primi cittadini che non hanno disdegnato la riapertura (ma sempre con stringenti misure di sicurezza) c’è sicuramente quello di Cosenza, Mario Occhiuto, che è già uscito pubblicamente sostenendo la linea Santelli.

A ruota, ma più per opportunità che non per spirito politico o di appartenenza, ci potrebbe anche essere Marcello Manna. Il sindaco di Rende, infatti, pur non essendosi ancora espresso sul da farsi, sicuramente dovrà fare i conti col fatto che, al di là del Campagnano, nella parte cosentina appunto, bar, ristoranti e pizzerie potrebbero inaugurare la nuova fase aprendo anche con il servizio al tavolo. Una situazione che rischierebbe di danneggiare – non poco – l’economia rendese.

Quindi, a seguire l’esempio di Cosenza e Rende, almeno in provincia di Cosenza, potrebbero esserci anche altri comuni medio-piccoli vicini politicamente al Governatore. Anche perché, da quello che abbiamo capito nelle ultime ore, questa delle ordinanze regionali è una guerra innescata (soprattutto dal centro destra) per tentare una spallata al governo Conte.

La maggioranza dei comuni, però, al momento si oppone e se non dice ostinatamente no alla Governatrice, quantomeno pone vincoli certi su ogni riapertura almeno fino al 4 maggio.

È il caso di Catanzaro dove il sindaco Abramo, riottoso da sempre a lady Santelli, ha confermato le ordinanze di chiusura che seguono la linea dettata dai DPCM del premier Conte (riapertura a fase lenta) in attesa di ripartenze differenziate a partire da metà maggio.

Ed è il caso anche di Reggio Calabria, dove il sindaco Pd, Giuseppe Falcomatà, ha bollato come “fantasiosa” e “pericolosa” l’ordinanza regionale. Risultato: anche nella città dello Stretto rimarrà tutto chiuso come da DPCM, ma era scontato come il sole a mezzogiorno.

Tra le grandi città Calabresi che si sono messe di traverso alla Santelli, sventolando la bandiera della responsabilità, c’è anche Corigliano-Rossano. Il sindaco della terza città della Calabria, Flavio Stasi, stanotte non ha perso tempo, ha fatto riaprire gli uffici comunali per ribadire il suo no ad aperture frettolose e, soprattutto, non preparate (leggi anche Ordinanza notturna di Stasi che blocca le disposizioni “di fiducia” della Santelli).

Anche se il primo cittadino corissanese non pone limiti alla provvidenza, prevedendo nell’ultima ordinanza, una postilla per la quale si potrebbe essere pronti ad un lento rilascio nel caso in cui l’andamento epidemiologico dei prossimi giorni (in Calabria è atteso il rientro di circa 7mila persone provenienti dal nord) dovesse essere inccoraggiante.

Insomma, la guerra di nervi sul Governo innescata su scala nazionale dai governatori di Centro Destra (Zaia in testa) ha avuto risonanza anche in Calabria, anche se per il momento la presidente della Regione dovrà fare i conti con importanti resistenze interne. Addirittura interne alla sua stessa maggioranza (Catanzaro non è in Sicilia!)

Marco Lefosse


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