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Opposizioni: tafferugli nella stessa maggioranza

opposizioniConferenza stampa delle opposizioni consiliari del comune di Rossano dopo la bufera che ha investito la prima istituzione pubblica orfana per ben due volte del presidente della giunta Mario Oliverio. Che taluni lo danno per influenzato tal altri invece lo avrebbero visto in un noto locale di Cosenza vecchia. Ma questo poco importa, i fatti dicono che per ben due volte del Governatore non si è avuta traccia.
La Minoranza (Flavio Stasi- Tonino Caracciolo- Marinella Grillo- Ernesto Rapani- Maria Granieri- Raffaele Vulcano) vuole organismi eletti dal popolo e non certo nominati. Stigmatizzato il comportamento di chi ritiene che le responsabilità siano solo dell’ufficio del commissario (Scura) il quale non parteciperebbe ai consigli comunali alla luce di quanto è avvenuto a Trebisacce. Motivazione questa piuttosto superficiale.
Per le forze di opposizione Oliverio ha ampi poteri: nomina soprattutto i direttori generali i quali a loro volta redigono, previa conferenza dei sindaci (?), l’atto aziendale. I rappresentanti della minoranza (Rp-Rf-Fdi), coloro i quali avevano chiesto la convocazione di un consiglio sull’emergenza sanitaria nell’esprimere vicinanza alle vittime che hanno subito l’atto vandalico parlano di sottobosco delinquenziale verso cui pure occorrerebbe aprire una discussione.

OPPOSIZIONI: PRESIDENTE DEL CONSIGLIO IMBOCCATO DA CHI NON DOVEVA NEANCHE ESSERE LI

Durante la conferenza stampa è stata ribadita la necessità di tenere il consiglio alla presenza di Oliverio. La sera del consiglio se anche il Coraggio di cambiare avesse condiviso la proposta di rinviare l’assise si sarebbe evitata la ressa. Il coro è unanime sul comportamento del presidente del consiglio comunale che si sarebbe lasciato imboccare da chi in consiglio non doveva stare.
Tra i temi contenuti nel documento da approvare: l’atto aziendale, i primariati, le divisione di chirurgia, laboratorio analisi, il rapporto ospedale/territorio.
Poi si torna sul punto della manifestazione in Piazza S.Anargiri: qualcuno vuole legare volgarmente l’atto vandalico alla protesta. “Quella è stata una festa della democrazia. Chi parla di attentato è – tuona Stasi- un’analfabeta della democrazia. Qualcuna ora si metterà di traverso nel riconvocare il consiglio. Ribadiamo sin da ora la volontà di rilanciare la proposta di una nuova convocazione alla luce della disponibilità di Oliverio”.

OPPOSIZIONI: QUALCUNO DELLA MAGGIORANZA HA PROVOCATO LA PLATEA

Rimarcata la tesi secondo cui la sera della contestazione vi fosse un problema di ordine pubblico. “Qualcuno della maggioranza – è stato ribadito- ha provocato la platea, da qui i fischi. Infine, a chi ritiene che il ripetersi di azioni eclatanti potrebbe abilitare la non celebrazione de consiglio anche in presenza del Governatore, la Granieri risponde: “Se Oliverio ci sarà cade il motivo della contestazione”. Per il consigliere Vulcano si è inteso strumentalizzare la vicenda al fine di avviare un braccio di ferro tra Cci e il sindaco.
Rapani bolla l’arroganza, la prepotenza, e la cattiva educazione di qualche consigliere comunale. “Censuro chi parla di fomentatori all’interno della minoranza. I tafferugli si sono consumati piuttosto nella stessa maggioranza”.

OPPOSIZIONI: LOTTA UNITARIA CONTRO LO STATO

Qualche battuta sulla crisi di governo riguardo al sostegno esterno de Cci: “Altra baggianata. O si esce o non si esce. Da 16 consiglieri la maggioranza si è ridotta a 14, e di questi 7 su 7 sono in conflitto. Per Caracciolo qualcuno “vuol mettere le mani sulla città ma non gli sarà consentito”. Nessuna preclusione infine circa la possibilità di unirsi insieme in una lotta contro lo Stato, alla luce anche della soppressione dell’Inps. Allo studio l’ipotesi di ricorrere al prefetto per quanto sta accadendo nella casa Comunale, di chiedere al Direttore generale la Convocazione della conferenza dei sindaci per l’atto aziendale. Ultima staccata di Caracciolo alla comunicazione istituzionale appannaggio del solo sindaco e assessori, escludendo la minoranza che come da Statuto dovrebbe avere ameno una stanza, negata, in Comune.

Fonte: La Provincia di Cosenza

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