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Opposizione dura ma senza proposte. Anche dalle minoranze la gente attende un sussulto

A Corigliano-Rossano i gruppi di opposizione consiliare hanno vestito i panni dei contestatori mentre sulle grandi questioni (Enel e porto, sanità, trasporti, rifiuti, etc.) ci sono tante idee ma non c’è una posizione ufficiale 

Critiche tante, puntuali, accese e anche giuste ma di proposte… nemmeno l’ombra. Si potrebbe sintetizzare tutto qui il quadro politico delle forze di opposizione a Corigliano-Rossano, ad oggi non abili a formulare una proposta alternativa, magari unitaria, all’attuale corso amministrativo.

Senza dubbio, ci sono tutte le attenuanti del caso (altrimenti chi oggi siede all’opposizione non starebbe lì!) ma il sentore comune, quello che si respira nei quattro angoli della grande terza città della Calabria è che al momento all’interno l’emiciclo non ci sia una forza d’opposizione talmente forte da potersi proporre da alternativa a questa Amministrazione.

E le perplessità sorgono proprio sulla qualità della proposta, diversa da quella ufficiale, messa in campo dall’Amministrazione Stasi. Che a conti fatti non c’è. E questo non può essere che vero. Sul destino del polo industriale di Enel, ad esempio, quali sono i progetti alternativi che muove la minoranza? A parte la richiesta di convocazione di consigli comunali per interloquire con il governo ed i vertici dell’azienda; a parte le critiche di immobilismo indirizzate nei confronti dell’esecutivo comunale, alla fine nessuno dei cittadini di Corigliano-Rossano sa cosa una parte politica importante della città, dal momento che racchiude (quasi) tutti gli schieramenti partitici del panorama nazionale, dal Partito Democratico alla Lega, passando per l’Udc, voglia fare di quella mega struttura che sorge sulle rive dello Jonio.

La vorrebbero riconvertire? Vorrebbero bonificarla e demolire le enormi canne fumarie? Vorrebbero farci un ristorante? Non è dato sapere. O meglio, di idee ne sono state messe a iosa in pasto alle discussioni che si sono consumate in questi mesi. Ma nessuna di queste è ufficiale. Quindi è come se non ce ne fossero.

Paradossale – sempre relativamente alla questione Enel – la visita avvenuta nei giorni scorsi all’impianto di Sant’Irene-Cutura dei vertici regionali del Partito Democratico. Dove ad accompagnare i dirigenti Dem c’erano due consiglieri comunali di maggioranza e non c’era il capogruppo consiliare (all’opposizione) del Pd. Non solo, al termine della visita i democrat hanno pure avanzato la loro proposta: quella di utilizzare i soldi del ricovery fund per avviare una riconversione green dell’impianto. Che significa tutto e non significa nulla, però almeno è una proposta!

Ma si potrebbero fare altri esempi. Ci si surriscalda per l’outfit poco istituzionale del sindaco, delle scorrerie mangerecce con tanto di filmino all’interno delle stanze comunali, e finanche della sicurezza delle scuole e degli studenti in questa delicatissima fase di emergenza covid. Tutte obiezioni giustissime e inoppugnabili. Dai banchi della minoranza, però, ci saremmo aspettati, ad esempio, che di fianco alla protesta avessero incalzato il primo cittadino e la sua giunta sul perché ancora Corigliano-Rossano non abbia un piano del trasporto pubblico locale. Ma soprattutto, quale sarebbe la loro idea di mobilità per una grande città. O, ancora, quale potrebbe essere il loro piano per consentire un nuovo e più moderno piano rifiuti che incentivi la raccolta differenziata. Insomma, mancano proposte. C’è un vuoto d’idee che basterebbe davvero poco a colmare. Occhio, però, a non vestire troppo i panni dei contestatori oltranzisti.


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