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Oncologia pediatrica a Cosenza, Abate: genitori dei piccoli pazienti molto preoccupati

“All’inizio dell’emergenza Coronavirus, il direttore sanitario avrebbe – giustamente – pensato di fare spazio al reparto Covid e spostare la Chirurgia pediatrica in Pediatria. Una situazione che pare possa diventare definitiva”

cosenzaLa senatrice grillina Rosa Silvana Abate si fa portavoce delle preoccupazioni avanzatele da un gruppo di genitori circa quanto sta accadendo al reparto di Oncologia pediatrica dell’Ospedale di Cosenza. “All’Annunziata, infatti, insistono nel reparto di Pediatria sei stanze comprese di medicheria ad uso esclusivo dell’unità di Oncologia pediatrica. In particolare, secondo le norme sanitarie vigenti alla suddetta ci si potrebbe accedere solo muniti di mascherina, calzari, cuffiette e prendendo tutte le precauzioni del caso in quanto, in presenza di ricoveri, nelle stanze vi sono bambini immunodepressi che, se gli venisse trasmesso anche un semplice raffreddore, potrebbero subire conseguenze fatali. Parliamo di bambini con tumori, leucemie, patologie delicate e molto pericolose.

Ora, all’inizio dell’emergenza Coronavirus, secondo quanto mi viene riferito dai genitori, il direttore sanitario avrebbe – giustamente – pensato di fare spazio al reparto Covid e spostare la Chirurgia pediatrica in Pediatria. Nel dettaglio, al momento, ricapitolando, in Pediatria, nella stessa area, abbiamo Pediatria, Chirurgia pediatrica e Oncologia pediatrica. Questa doveva essere una scelta provvisoria proprio in virtù di questa emergenza Coronavirus che a poco a poco si sta risolvendo del tutto. Ma, a quante pare, questa situazione sta diventando definitiva e la Chirurgia pediatrica non dovrebbe più tornare al piano superiore separandosi così dagli altri due settori. Anzi, proprio in questi giorni pare che al secondo piano sia stato spostato il Day ospital pediatrico mentre al piano terra rimangano le altre unità, una decisione molto strana.

OCCORRE FAR LUCE SUL PERCHE’ DI ALCUNE SCELTE FATTE

I genitori dei bambini in cura da leucemie o tumori sono molti preoccupati perché l’Oncologia pediatrica, con le sue sei stanze e la relativa medicheria ad uso specifica di questa unità, garantiva sicurezza e allontanava ogni pericolo di infezione. Avere una medicheria dedicata, infatti, è importante perché permette di eseguire dalle semplici operazioni e quelle più delicate (come flebo o il prelievo manuale del midollo spinale con l’ago) che richiedono un ambiente sterile e asettico. Ora, rimanendo così la divisione del reparto, anche la medicheria diventerebbe a uso comune correndo il rischio che non sia più asettica, disinfettata e, quindi, sicura. In più, secondo le ultime disposizioni, pare che le ultime tre di queste sei stanze siano state destinate all’Oncologia pediatrica mentre le prime tre siano passate alla Pediatria. Per loro, in definitiva, la medicheria potrebbe non presentare più quella igienizzazione solitamente richiesta mettendo così a rischio la vita di questi bambi immunodepressi.

Ho deciso di fare mia la preoccupazione di questo gruppo di genitori per capire meglio come stia la situazione. Parliamo di circa trecento pazienti tra quelli che sono passati dal suddetto reparto e ce l’hanno fatta, altri che non ce l’hanno, purtroppo, fatta e bambini ancora in cura. Bisogna fare chiarezza anche perché, fino a qualche tempo fa, si parlava di ampliamento del reparto e ora, addirittura, si accorpano delle unità. La Pediatria oncologia dell’Annunziata di Cosenza è un’eccellenza riconosciuta in tutta Italia e occorre far luce sul perché ci siano state queste scelte. Nei prossimi giorni, se necessario, andrò io stessa a verificare cosa succede e, senza voler fare sterili polemiche, vedere il da farsi per risolvere questa situazione che potrebbe creare solo altri problemi ai piccoli pazienti e alle loro famiglie”.


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